Costruire comunità nelle terre alte che affrontano lo spopolamento richiede prima di tutto riconoscimento reciproco. Un concetto che affonda le radici nella filosofia hegeliana e nella teoria critica di Honneth: non semplice tolleranza della diversità, ma processo relazionale attraverso cui residenti storici e nuovi abitanti si percepiscono come co-costruttori di uno spazio condiviso, integrando le differenze come risorsa e non come ostacolo. Senza riconoscimento reciproco tra i suoi membri, nessun gruppo può dirsi davvero comunità. A renderlo concreto sono la cultura dell'accoglienza, la consapevolezza del valore portato da chi arriva e la partecipazione attiva alla vita locale. Si tratta però di un processo tutt'altro che lineare: richiede tempo, mediazione e un investimento istituzionale capace di trasformare obiettivi progettuali in narrazioni condivise e inclusive.
Costruire comunità in una montagna che cambia. Il ruolo del riconoscimento
Liria Veronesi
2026-01-01
Abstract
Costruire comunità nelle terre alte che affrontano lo spopolamento richiede prima di tutto riconoscimento reciproco. Un concetto che affonda le radici nella filosofia hegeliana e nella teoria critica di Honneth: non semplice tolleranza della diversità, ma processo relazionale attraverso cui residenti storici e nuovi abitanti si percepiscono come co-costruttori di uno spazio condiviso, integrando le differenze come risorsa e non come ostacolo. Senza riconoscimento reciproco tra i suoi membri, nessun gruppo può dirsi davvero comunità. A renderlo concreto sono la cultura dell'accoglienza, la consapevolezza del valore portato da chi arriva e la partecipazione attiva alla vita locale. Si tratta però di un processo tutt'altro che lineare: richiede tempo, mediazione e un investimento istituzionale capace di trasformare obiettivi progettuali in narrazioni condivise e inclusive.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



