Il contributo analizza il ruolo dell’abito come espressione identitaria dei cittadini veneziani tra il XVI e il XVIII secolo. Nell’ambito della Repubblica di Venezia, la storiografia si è principalmente focalizzata sul modo di vestire del patriziato, toccando solo tangenzialmente il ceto medio veneziano, quello dei cosiddetti cittadini. L’importanza data al loro abbigliamento emergeva fin dalle richieste di cittadinanza, dove si sottolineava il vestiario come segno di riconoscimento sociale per differenziarsi dal resto della popolazione. I cittadini veneziani, corrispondenti a una seconda élite nel contesto lagunare, erano ufficialmente tenuti a indossare abiti neutri, al pari del ceto patrizio, in modo da non ostentare il loro benessere economico. Tuttavia, il ricoprire alcune cariche di prestigio, come quella di Cancelliere Grande o di Guardian Grande di una confraternita, permetteva a certi individui di sfoggiare vesti riconoscibili che li identificavano immediatamente per il loro ruolo. Oltre a queste eccezioni permesse a livello ufficiale, vari cittadini esibivano vesti ricercate per mostrare la propria rispettabilità e ricchezza. Tali abbigliamenti venivano usati in funzione di una legittimazione sociale, al di là delle rigide regole imposte dalla Repubblica. Da una parte, l’uso di un abbigliamento standardizzato e comune esprimeva già di per sé un certo riconoscimento sociale di questo gruppo, avvicinandolo al patriziato. Dall’altra, alcuni uomini e donne di spicco indossavano vesti sfarzose per distinguersi mettendo in mostra il loro benessere, oltre i limiti concessi dalla Repubblica. Attraverso l’uso di fonti letterarie del tempo, documenti d’archivio, libri di memorie, acquarelli, incisioni e dipinti, l’intervento intende dare una panoramica iniziale sull’uso del vestiario da parte di questo ceto. In particolar modo, si sottolineerà l’importanza data dai cittadini all’abito come strumento identitario, di legittimazione e di potere in una società governata dai patrizi.

«Cittadinesca dignità». L’uso dell’abito da parte dei cittadini veneziani

Zanon Giulia
2026-01-01

Abstract

Il contributo analizza il ruolo dell’abito come espressione identitaria dei cittadini veneziani tra il XVI e il XVIII secolo. Nell’ambito della Repubblica di Venezia, la storiografia si è principalmente focalizzata sul modo di vestire del patriziato, toccando solo tangenzialmente il ceto medio veneziano, quello dei cosiddetti cittadini. L’importanza data al loro abbigliamento emergeva fin dalle richieste di cittadinanza, dove si sottolineava il vestiario come segno di riconoscimento sociale per differenziarsi dal resto della popolazione. I cittadini veneziani, corrispondenti a una seconda élite nel contesto lagunare, erano ufficialmente tenuti a indossare abiti neutri, al pari del ceto patrizio, in modo da non ostentare il loro benessere economico. Tuttavia, il ricoprire alcune cariche di prestigio, come quella di Cancelliere Grande o di Guardian Grande di una confraternita, permetteva a certi individui di sfoggiare vesti riconoscibili che li identificavano immediatamente per il loro ruolo. Oltre a queste eccezioni permesse a livello ufficiale, vari cittadini esibivano vesti ricercate per mostrare la propria rispettabilità e ricchezza. Tali abbigliamenti venivano usati in funzione di una legittimazione sociale, al di là delle rigide regole imposte dalla Repubblica. Da una parte, l’uso di un abbigliamento standardizzato e comune esprimeva già di per sé un certo riconoscimento sociale di questo gruppo, avvicinandolo al patriziato. Dall’altra, alcuni uomini e donne di spicco indossavano vesti sfarzose per distinguersi mettendo in mostra il loro benessere, oltre i limiti concessi dalla Repubblica. Attraverso l’uso di fonti letterarie del tempo, documenti d’archivio, libri di memorie, acquarelli, incisioni e dipinti, l’intervento intende dare una panoramica iniziale sull’uso del vestiario da parte di questo ceto. In particolar modo, si sottolineerà l’importanza data dai cittadini all’abito come strumento identitario, di legittimazione e di potere in una società governata dai patrizi.
2026
9791256083008
cittadini, Repubblica di Venezia, abiti, cancelliere grande, gran cancelliera, guardian grande, avvocati
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