This chapter explores female bullying during adolescence through the theoretical lenses of social stigma and recognition. Drawing on international literature on bullying and cyberbullying, the contribution highlights how aggressive peer dynamics develop within relationships characterized by power asymmetries, intentionality, and repetition, becoming particularly significant during adolescence, a life stage in which the need for peer approval and belonging plays a central role in identity construction. The chapter focuses on the specific features of female bullying, a phenomenon still less investigated than male bullying, emphasizing the relational and symbolic practices of exclusion, humiliation, and devaluation that characterize it. Through the qualitative analysis of ten focus groups involving approximately sixty female students, interpreted using the Retrospective Constant Comparative Method (CCM), the study investigates how perceived difference — related to the body, personality traits, or ethnic-cultural belonging — becomes a source of stigmatization and misrecognition among peers. The findings show that female bullying is mainly enacted through psychological and relational forms of violence that deeply affect victims’ self-esteem and sense of self-worth. Internalized social stigma fosters feelings of shame, isolation, and self-devaluation, potentially leading to severe psychological distress. The narratives collected further reveal how bullying functions as a practice of denial of recognition, in which humiliation, exclusion, and contempt undermine adolescents’ fundamental need to be seen, accepted, and valued within the peer group. The chapter concludes by stressing the importance of greater educational attention to school relational dynamics and to the role of significant adults, who are called upon to identify processes of stigmatization at an early stage and to support pathways of mutual recognition and inclusion during the delicate transition of adolescence.
Il capitolo analizza il fenomeno del bullismo femminile in adolescenza attraverso le categorie teoriche dello stigma sociale e del riconoscimento. A partire dalla letteratura internazionale sul bullismo e sul cyberbullismo, il contributo evidenzia come le dinamiche aggressive tra pari si sviluppino all’interno di relazioni caratterizzate da asimmetrie di potere, intenzionalità e reiterazione, assumendo una particolare rilevanza nel periodo adolescenziale, fase in cui il bisogno di appartenenza e approvazione da parte dei coetanei diviene centrale nella costruzione dell’identità. L’attenzione si concentra sulle specificità del bullismo tra ragazze, ancora poco esplorato rispetto a quello maschile, mettendo in luce il ruolo delle pratiche relazionali e simboliche di esclusione, umiliazione e svalorizzazione. Attraverso l’analisi qualitativa di dieci focus group realizzati con circa sessanta studentesse e interpretati mediante il Retrospective Constant Comparative Method (CCM), il capitolo indaga come la diversità percepita – legata al corpo, al carattere o all’appartenenza etnico-culturale – diventi oggetto di stigmatizzazione e produca forme di misconoscimento tra pari. I risultati mostrano che il bullismo femminile agisce prevalentemente attraverso violenze psicologiche e relazionali che colpiscono l’autostima e il senso di valore personale delle vittime. Lo stigma sociale, interiorizzato dalle adolescenti, alimenta vissuti di vergogna, isolamento e svalutazione di sé, fino a generare forme di sofferenza psicologica anche gravi. Le narrazioni raccolte evidenziano inoltre come il bullismo si configuri come una pratica di negazione del riconoscimento, nella quale umiliazione, esclusione e disprezzo minano il bisogno fondamentale di essere viste, accettate e riconosciute dal gruppo dei pari. Il contributo conclude sottolineando la necessità di una maggiore attenzione educativa alle dinamiche relazionali scolastiche e al ruolo degli adulti significativi, chiamati a riconoscere precocemente i processi di stigmatizzazione e a sostenere percorsi di riconoscimento reciproco e inclusione durante la delicata transizione adolescenziale.
I difficili sentieri dell'adolescenza. tra stigma e negazione del riconoscimento nelle relazioni aggressive tra ragazze
Paola Dusi
;Maria Gabriella Landuzzi
2026-01-01
Abstract
Il capitolo analizza il fenomeno del bullismo femminile in adolescenza attraverso le categorie teoriche dello stigma sociale e del riconoscimento. A partire dalla letteratura internazionale sul bullismo e sul cyberbullismo, il contributo evidenzia come le dinamiche aggressive tra pari si sviluppino all’interno di relazioni caratterizzate da asimmetrie di potere, intenzionalità e reiterazione, assumendo una particolare rilevanza nel periodo adolescenziale, fase in cui il bisogno di appartenenza e approvazione da parte dei coetanei diviene centrale nella costruzione dell’identità. L’attenzione si concentra sulle specificità del bullismo tra ragazze, ancora poco esplorato rispetto a quello maschile, mettendo in luce il ruolo delle pratiche relazionali e simboliche di esclusione, umiliazione e svalorizzazione. Attraverso l’analisi qualitativa di dieci focus group realizzati con circa sessanta studentesse e interpretati mediante il Retrospective Constant Comparative Method (CCM), il capitolo indaga come la diversità percepita – legata al corpo, al carattere o all’appartenenza etnico-culturale – diventi oggetto di stigmatizzazione e produca forme di misconoscimento tra pari. I risultati mostrano che il bullismo femminile agisce prevalentemente attraverso violenze psicologiche e relazionali che colpiscono l’autostima e il senso di valore personale delle vittime. Lo stigma sociale, interiorizzato dalle adolescenti, alimenta vissuti di vergogna, isolamento e svalutazione di sé, fino a generare forme di sofferenza psicologica anche gravi. Le narrazioni raccolte evidenziano inoltre come il bullismo si configuri come una pratica di negazione del riconoscimento, nella quale umiliazione, esclusione e disprezzo minano il bisogno fondamentale di essere viste, accettate e riconosciute dal gruppo dei pari. Il contributo conclude sottolineando la necessità di una maggiore attenzione educativa alle dinamiche relazionali scolastiche e al ruolo degli adulti significativi, chiamati a riconoscere precocemente i processi di stigmatizzazione e a sostenere percorsi di riconoscimento reciproco e inclusione durante la delicata transizione adolescenziale.| File | Dimensione | Formato | |
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