Il volume delinea la poliedricità dell’oratoria ciceroniana da tre diverse angolazioni. Massimo Manca esamina le trategie oratorie delle Catilinarie alla luce delle moderne scienze cognitive, offrendo una chiave di lettura originale, che mostra come molti degli strumenti utilizzati dall’oratore trovino un riscontro in elementi fisiologici da tempo oggetto di studi scientifici di ambito medico e psicologico, fornendo anche spunti per nuove modalità didattiche. Tommaso Ricchieri legge le Verrine mostrandone gli elementi di teatralizzazione del diritto, che coniugano strumenti retorici e prassi giudiziaria, puntando a impressionare la giuria con modalità ‘spettacolari’ che descrivono in una fosca luce negativa la figura dell’imputato. Francesca Boldrer analizza la presenza di elementi che puntano al diletto dell’uditorio in orazioni come la Pro Sestio, la Pro Caelio e la Pro Archia, nelle quali l’uso dell’ironia e dell’umorismo viene abilmente sfruttato dall’oratore o per la costruzione negativa dei personaggi che ne sono oggetto, o per sopperire alla mancanza di forti argomentazioni giuridiche, come nel caso della difesa di Archia.
I molti volti dell’oratoria ciceroniana. Atti del XIV Simposio Ciceroniano, Arpino 9 maggio 2025
Paolo De Paolis
2026-01-01
Abstract
Il volume delinea la poliedricità dell’oratoria ciceroniana da tre diverse angolazioni. Massimo Manca esamina le trategie oratorie delle Catilinarie alla luce delle moderne scienze cognitive, offrendo una chiave di lettura originale, che mostra come molti degli strumenti utilizzati dall’oratore trovino un riscontro in elementi fisiologici da tempo oggetto di studi scientifici di ambito medico e psicologico, fornendo anche spunti per nuove modalità didattiche. Tommaso Ricchieri legge le Verrine mostrandone gli elementi di teatralizzazione del diritto, che coniugano strumenti retorici e prassi giudiziaria, puntando a impressionare la giuria con modalità ‘spettacolari’ che descrivono in una fosca luce negativa la figura dell’imputato. Francesca Boldrer analizza la presenza di elementi che puntano al diletto dell’uditorio in orazioni come la Pro Sestio, la Pro Caelio e la Pro Archia, nelle quali l’uso dell’ironia e dell’umorismo viene abilmente sfruttato dall’oratore o per la costruzione negativa dei personaggi che ne sono oggetto, o per sopperire alla mancanza di forti argomentazioni giuridiche, come nel caso della difesa di Archia.| File | Dimensione | Formato | |
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