Il carcinoma a cellule renali (Renal cell carcinoma, RCC) rappresenta circa il 3-5% delle neoplasie dell’adulto. Grazie ai progressi dell’imaging, delle tecniche chirurgiche e delle strategie terapeutiche, è possibile una diagnosi sempre più precoce con miglioramento dei tassi di sopravvivenza. Un paziente con malattia renale cronica (CKD, chronic kidney disease) e RCC ha maggiori probabilità di morire per la CKD piuttosto che per la patologia neoplastica. CKD e RCC sono strettamente correlate in quanto condividono molteplici fattori di rischio. In letteratura è ampiamente dimostrato come nel paziente affetto da CKD sia più alto il rischio neoplastico, in particolare di sviluppare RCC. La nefrectomia può favorire l’insorgenza di CKD e di un’insufficienza renale cronica end stage (End Stage Renal Disease, ESRD) anche in paziente con una funzione renale apparentemente normale al baseline. Infatti, sono stati riscontrate lesioni CKD-relate fino al 60% delle nefrectomie per RCC nel parenchima renale non neoplastico (non-neoplastic renal parenchyma, NNRP). Sebbene il College of American Pathologists abbia raccomandato già nelle linee guida del 2010 la valutazione istologica del NNRP per lesioni “benigne”, questa non viene fatta in modo routinario. L’identificazione di lesioni istologiche CKDrelate è molto importante data la morbidità della CKD. Il riscontro precoce di queste lesioni permetterebbe di iniziare una terapia medica adeguata con l’obiettivo di rallentare la progressione della malattia renale e di prevenirne le complicanze. L’obiettivo di questo studio è quello di valutare il NNRP di pazienti sottoposti a nefrectomia per RCC e per cause diverse. La valutazione istologica prevede l’applicazione di uno score di cronicità e l’analisi mediante immunoistochimica di due biomarcatori: CD44, marker di podocitopatia, e p16-INK4a, marker di senescenza cellulare. Noi ipotizziamo che RCC possa aver un ruolo patogenico nell’indurre uno stress cronico a carico del NNRP favorendo l’insorgenza di danno renale, con la possibilità di predire precocemente l’eventuale progressione dell'insufficienza renale cronica nel corso di 12 mesi di follow-up dopo nefrectomia in base alle diverse caratteristiche microscopiche renali osservate. Lo studio ha mostrato una maggiore espressione di p16-INK4a a livello delle cellule epiteliali parietali nel gruppo RCC rispetto al gruppo di controllo con una differenza statisticamente significativa
Carcinoma renale e parenchima renale non neoplastico adiacente: valutazione istopatologica e immunoistochimica per indagarne le alterazioni e la relazione con la malattia renale cronica.
Gambaro, Giovanni
2025-01-01
Abstract
Il carcinoma a cellule renali (Renal cell carcinoma, RCC) rappresenta circa il 3-5% delle neoplasie dell’adulto. Grazie ai progressi dell’imaging, delle tecniche chirurgiche e delle strategie terapeutiche, è possibile una diagnosi sempre più precoce con miglioramento dei tassi di sopravvivenza. Un paziente con malattia renale cronica (CKD, chronic kidney disease) e RCC ha maggiori probabilità di morire per la CKD piuttosto che per la patologia neoplastica. CKD e RCC sono strettamente correlate in quanto condividono molteplici fattori di rischio. In letteratura è ampiamente dimostrato come nel paziente affetto da CKD sia più alto il rischio neoplastico, in particolare di sviluppare RCC. La nefrectomia può favorire l’insorgenza di CKD e di un’insufficienza renale cronica end stage (End Stage Renal Disease, ESRD) anche in paziente con una funzione renale apparentemente normale al baseline. Infatti, sono stati riscontrate lesioni CKD-relate fino al 60% delle nefrectomie per RCC nel parenchima renale non neoplastico (non-neoplastic renal parenchyma, NNRP). Sebbene il College of American Pathologists abbia raccomandato già nelle linee guida del 2010 la valutazione istologica del NNRP per lesioni “benigne”, questa non viene fatta in modo routinario. L’identificazione di lesioni istologiche CKDrelate è molto importante data la morbidità della CKD. Il riscontro precoce di queste lesioni permetterebbe di iniziare una terapia medica adeguata con l’obiettivo di rallentare la progressione della malattia renale e di prevenirne le complicanze. L’obiettivo di questo studio è quello di valutare il NNRP di pazienti sottoposti a nefrectomia per RCC e per cause diverse. La valutazione istologica prevede l’applicazione di uno score di cronicità e l’analisi mediante immunoistochimica di due biomarcatori: CD44, marker di podocitopatia, e p16-INK4a, marker di senescenza cellulare. Noi ipotizziamo che RCC possa aver un ruolo patogenico nell’indurre uno stress cronico a carico del NNRP favorendo l’insorgenza di danno renale, con la possibilità di predire precocemente l’eventuale progressione dell'insufficienza renale cronica nel corso di 12 mesi di follow-up dopo nefrectomia in base alle diverse caratteristiche microscopiche renali osservate. Lo studio ha mostrato una maggiore espressione di p16-INK4a a livello delle cellule epiteliali parietali nel gruppo RCC rispetto al gruppo di controllo con una differenza statisticamente significativa| File | Dimensione | Formato | |
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