Che cosa distingue una musica o una danza per il fatto di rappresentare un’esperienza sognata anziché “reale”?1 Quali strategie e accorgimenti può o deve adottare chi le esegue per allertare chi ascolta e guarda – ammesso e non concesso che voglia allertarlo – che quanto compare davanti ai suoi occhi e orecchi è “solo” un sogno? E, all’altro polo della comunicazione, lo spettatore e ascoltatore – sempre che gli interessi e piaccia farlo (qui irrompe la dimensione estetica, la variabile del gusto) – dispone di strumenti per discriminare fra scene di sogno e di vita reale?
Danzar sognando (e viceversa)
Arcangeli, Alessandro
2026-01-01
Abstract
Che cosa distingue una musica o una danza per il fatto di rappresentare un’esperienza sognata anziché “reale”?1 Quali strategie e accorgimenti può o deve adottare chi le esegue per allertare chi ascolta e guarda – ammesso e non concesso che voglia allertarlo – che quanto compare davanti ai suoi occhi e orecchi è “solo” un sogno? E, all’altro polo della comunicazione, lo spettatore e ascoltatore – sempre che gli interessi e piaccia farlo (qui irrompe la dimensione estetica, la variabile del gusto) – dispone di strumenti per discriminare fra scene di sogno e di vita reale?File in questo prodotto:
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