La sostenibilità ambientale e le emissioni di gas serra ricevono oggi una crescente attenzione per il loro legame con il cambiamento climatico, fenomeno di cui sempre più frequentemente si osservano le conseguenze ambientali ed economiche. Tra gli impatti ambientali, i media riportano frequentemente intensi fenomeni meteorologici, innalzamento delle temperature e siccità, la cui causa è attribuita al riscaldamento globale (CNN, 2023). Tali fenomeni determinano anche perdite economiche che, nelle supply chain globali, si amplificano e propagano come conseguenza delle interruzioni all’operatività nelle organizzazioni colpite (Kuhla et al., 2021). Alla luce di questo, istituzioni e consumatori esercitano una crescente pressione affinché le organizzazioni sviluppino e implementino strategie di riduzione delle emissioni (Ellram & Tate, 2025), sia attraverso apposite normative sia attraverso crescenti aspettative in materia di sostenibilità ambientale. Imprese private e pubbliche sono dunque chiamate ad agire tenendo in considerazione sia le emissioni dirette (i.e. Scope 1) sia quelle indirette generate nelle loro supply chain (i.e. Scope 2 e Scope 3, così come classificate dal Protocollo GHG). Le emissioni di Scope 3, in particolare, costituiscono la maggior parte dell’impatto ambientale di un’impresa e includono le emissioni generate nei processi di produzione dei beni acquistati, nei servizi di trasporto esternalizzati, nell’uso dei prodotti da parte dei consumatori nonché nella gestione dei rifiuti nella fase di fine vita dei prodotti (Ellram & Tate, 2025). In questo contesto, il packaging rappresenta un elemento cruciale per un’azienda produttrice di beni di consumo, in quanto determina emissioni di tipo Scope 3 tanto nella fase di acquisto degli imballaggi necessari, quanto nella fase di gestione del fine vita e di smaltimento degli stessi. Oltre alle considerazioni circa il suo impatto ambientale, il packaging deve contemporaneamente soddisfare una varietà di funzioni: commerciale, di protezione e sicurezza, nonché di efficienza e convenienza logistica (García-Arca et al., 2014). In ultimo, il packaging attraversa trasversalmente la supply chain ed è gestito da una pluralità di attori con funzioni eterogenee che avranno differenti priorità ed esigenze a esso correlate (White et al., 2015). Ciò determina una sfida continua nella logistica del packaging, per gestire congiuntamente queste funzioni soddisfacendo quanti più requisiti economici, ergonomici, ambientali e legali possibili lungo la supply chain (Cozzolino & De Giovanni, 2023; Pålsson & Sand-berg, 2022). Questo capitolo tratta il tema in oggetto attraverso l’analisi di un caso studio nell’ambito della selezione e della logistica del packaging, con l’obiettivo di far emergere i trade-off, le sfide e le soluzioni adottate, anche in risposta alle più recenti normative in materia. A tal fine, è stato adottato un approccio qualitativo attraverso un caso studio (Yin, 2014) di un’azienda che produce e vende grandi e piccoli elettrodomestici a marchio proprio. In particolare, si estende l’oggetto d’indagine alla supply chain dell’azienda coinvolgendo nella raccolta dati anche una società produttiva e un operatore logistico, formando così una triade logistica (Larson & Gammelgaard, 2001). Il capitolo contribuisce alla letteratura di supply chain management sostenibile e di riduzione delle emissioni in ambito logistico fornendo una panoramica delle iniziative sul packaging implementate a monte (ad esempio l’adozione di contenitori ribaltabili e riutilizzabili da fornitore a produttore) e a valle (ad esempio lo studio di packaging primari in materiali alternativi e naturali) nella supply chain. Inoltre, la prospettiva della triade logistica permette di arricchire la discussione accademica sulle tensioni che si creano nella ge-stione sostenibile del packaging, non solo a livello di singola organizzazione ma anche tra gli attori lungo la supply chain, anche alla luce delle diverse regolamentazioni esistenti in diversi paesi. Questa prospettiva è particolarmente rilevante anche dal punto di vista manageriale, in quanto il packaging si trova al crocevia tra diverse priorità aziendali – spesso in conflitto tra loro – e tra le esigenze, talvolta divergenti, degli attori della supply chain. Il capitolo offre dunque esempi pratici di innovazione di prodotto e di processo nell’ambito del packaging e della sua gestione, nonché indicazioni per il superamento dei trade-off.
Sfide nel packaging per la riduzione delle emissioni nella supply chain: un caso nel settore degli elettrodomestici
Chiara Sguizzardi;Ilenia Confente
2026-01-01
Abstract
La sostenibilità ambientale e le emissioni di gas serra ricevono oggi una crescente attenzione per il loro legame con il cambiamento climatico, fenomeno di cui sempre più frequentemente si osservano le conseguenze ambientali ed economiche. Tra gli impatti ambientali, i media riportano frequentemente intensi fenomeni meteorologici, innalzamento delle temperature e siccità, la cui causa è attribuita al riscaldamento globale (CNN, 2023). Tali fenomeni determinano anche perdite economiche che, nelle supply chain globali, si amplificano e propagano come conseguenza delle interruzioni all’operatività nelle organizzazioni colpite (Kuhla et al., 2021). Alla luce di questo, istituzioni e consumatori esercitano una crescente pressione affinché le organizzazioni sviluppino e implementino strategie di riduzione delle emissioni (Ellram & Tate, 2025), sia attraverso apposite normative sia attraverso crescenti aspettative in materia di sostenibilità ambientale. Imprese private e pubbliche sono dunque chiamate ad agire tenendo in considerazione sia le emissioni dirette (i.e. Scope 1) sia quelle indirette generate nelle loro supply chain (i.e. Scope 2 e Scope 3, così come classificate dal Protocollo GHG). Le emissioni di Scope 3, in particolare, costituiscono la maggior parte dell’impatto ambientale di un’impresa e includono le emissioni generate nei processi di produzione dei beni acquistati, nei servizi di trasporto esternalizzati, nell’uso dei prodotti da parte dei consumatori nonché nella gestione dei rifiuti nella fase di fine vita dei prodotti (Ellram & Tate, 2025). In questo contesto, il packaging rappresenta un elemento cruciale per un’azienda produttrice di beni di consumo, in quanto determina emissioni di tipo Scope 3 tanto nella fase di acquisto degli imballaggi necessari, quanto nella fase di gestione del fine vita e di smaltimento degli stessi. Oltre alle considerazioni circa il suo impatto ambientale, il packaging deve contemporaneamente soddisfare una varietà di funzioni: commerciale, di protezione e sicurezza, nonché di efficienza e convenienza logistica (García-Arca et al., 2014). In ultimo, il packaging attraversa trasversalmente la supply chain ed è gestito da una pluralità di attori con funzioni eterogenee che avranno differenti priorità ed esigenze a esso correlate (White et al., 2015). Ciò determina una sfida continua nella logistica del packaging, per gestire congiuntamente queste funzioni soddisfacendo quanti più requisiti economici, ergonomici, ambientali e legali possibili lungo la supply chain (Cozzolino & De Giovanni, 2023; Pålsson & Sand-berg, 2022). Questo capitolo tratta il tema in oggetto attraverso l’analisi di un caso studio nell’ambito della selezione e della logistica del packaging, con l’obiettivo di far emergere i trade-off, le sfide e le soluzioni adottate, anche in risposta alle più recenti normative in materia. A tal fine, è stato adottato un approccio qualitativo attraverso un caso studio (Yin, 2014) di un’azienda che produce e vende grandi e piccoli elettrodomestici a marchio proprio. In particolare, si estende l’oggetto d’indagine alla supply chain dell’azienda coinvolgendo nella raccolta dati anche una società produttiva e un operatore logistico, formando così una triade logistica (Larson & Gammelgaard, 2001). Il capitolo contribuisce alla letteratura di supply chain management sostenibile e di riduzione delle emissioni in ambito logistico fornendo una panoramica delle iniziative sul packaging implementate a monte (ad esempio l’adozione di contenitori ribaltabili e riutilizzabili da fornitore a produttore) e a valle (ad esempio lo studio di packaging primari in materiali alternativi e naturali) nella supply chain. Inoltre, la prospettiva della triade logistica permette di arricchire la discussione accademica sulle tensioni che si creano nella ge-stione sostenibile del packaging, non solo a livello di singola organizzazione ma anche tra gli attori lungo la supply chain, anche alla luce delle diverse regolamentazioni esistenti in diversi paesi. Questa prospettiva è particolarmente rilevante anche dal punto di vista manageriale, in quanto il packaging si trova al crocevia tra diverse priorità aziendali – spesso in conflitto tra loro – e tra le esigenze, talvolta divergenti, degli attori della supply chain. Il capitolo offre dunque esempi pratici di innovazione di prodotto e di processo nell’ambito del packaging e della sua gestione, nonché indicazioni per il superamento dei trade-off.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



