I servizi 0-6 costituiscono un contesto ad alto potenziale per il superamento delle disuguaglianze, non soltanto in termini di opportunità per bambine e bambini (costruzione di competenze, integrazione sociale, riduzione di gap di opportunità connessi con la povertà…) ma anche per il sistema familiare nel suo complesso. Quando si parla di “incontrare le famiglie” nei servizi per l’infanzia spesso si fa riferimento alla qualità dell’accoglienza, sottolineando come una relazione di fiducia tra genitori e personale educativo contribuisca in modo significativo al benessere e alla qualità dell’esperienza educativa di bambini e bambine. È meno sistematica, invece, l’attenzione al ruolo di questo incontro nell’affrontare le iniquità che attraversano i contesti sociali e le vite delle famiglie, e che si traducono in mancanza di possibilità di accesso e piena partecipazione. Nell’auspicio che la spinta alla gratuità dei nidi, sulla scorta dell’esperienza della Regione Toscana, si allarghi al territorio nazionale, è più che mai necessario osservare che l’universalizzazione dei servizi per la prima infanzia costituisce una preziosa opportunità di incontro con le diversità familiari, e amplia gli strumenti e le possibilità di lavorare con bambine/i e genitori fin dai primi anni di vita. Al nido, nel corso di questo processo possiamo attenderci il passaggio da un’utenza tendenzialmente omogenea, con simili profili, esigenze, aspettative e grado di adesione alla cultura del servizio, a un’utenza più disomogenea. È quindi questo il momento giusto per osservare con attenzione questi cambiamenti e per riflettere sull’incontro con le famiglie e le sue potenzialità nel promuovere giustizia sociale.
La relazione tra famiglie e servizi per l’infanzia come luogo di promozione di giustizia sociale
Sità, Chiara
2025-01-01
Abstract
I servizi 0-6 costituiscono un contesto ad alto potenziale per il superamento delle disuguaglianze, non soltanto in termini di opportunità per bambine e bambini (costruzione di competenze, integrazione sociale, riduzione di gap di opportunità connessi con la povertà…) ma anche per il sistema familiare nel suo complesso. Quando si parla di “incontrare le famiglie” nei servizi per l’infanzia spesso si fa riferimento alla qualità dell’accoglienza, sottolineando come una relazione di fiducia tra genitori e personale educativo contribuisca in modo significativo al benessere e alla qualità dell’esperienza educativa di bambini e bambine. È meno sistematica, invece, l’attenzione al ruolo di questo incontro nell’affrontare le iniquità che attraversano i contesti sociali e le vite delle famiglie, e che si traducono in mancanza di possibilità di accesso e piena partecipazione. Nell’auspicio che la spinta alla gratuità dei nidi, sulla scorta dell’esperienza della Regione Toscana, si allarghi al territorio nazionale, è più che mai necessario osservare che l’universalizzazione dei servizi per la prima infanzia costituisce una preziosa opportunità di incontro con le diversità familiari, e amplia gli strumenti e le possibilità di lavorare con bambine/i e genitori fin dai primi anni di vita. Al nido, nel corso di questo processo possiamo attenderci il passaggio da un’utenza tendenzialmente omogenea, con simili profili, esigenze, aspettative e grado di adesione alla cultura del servizio, a un’utenza più disomogenea. È quindi questo il momento giusto per osservare con attenzione questi cambiamenti e per riflettere sull’incontro con le famiglie e le sue potenzialità nel promuovere giustizia sociale.| File | Dimensione | Formato | |
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