La ricostruzione delle tradizioni alimentari in età romana si interseca da vicino con quella dei commerci. Il vasto sistema politico-territoriale realizzato da Roma portò con sé una globalizzazione degli usi e costumi alimentari e una “delocalizzazione” della produzione di beni primari, per cui nelle tavole del tempo si consumavano alimenti prodotti localmente accanto ad altri importati da lontano per acqua o per terra entro contenitori in materiale deperibile (come sacchi e botti) oltre che in terracotta quali dolia, contenitori di piccole e medie dimensioni e anfore. Queste ultime, sebbene siano rappresentative di una minima parte di quanto era prodotto e commercializzato in antico, rivestono un’importanza cruciale nella ricostruzione dei circuiti commerciali marittimi e delle tradizioni alimentari data la loro abbondante presenza nella stratigrafia archeologica e soprattutto la lunga tradizione di studi di cui sono oggetto, che oggi consentono di associare un contenitore a un’area di produzione e a uno (o a più di uno) specifico contenuto. Il presente contributo propone, dunque, di tracciare un quadro di sintesi circa i consumi e i commerci che hanno interessato il territorio in esame nel corso di tutta l’età romana fino alle soglie dell’alto Medioevo sulla base dei dati desunti dai contenitori da trasporto editi e, in parte, inediti rinvenuti nel comprensorio veronese. Si è cercato di organizzare tutta questa mole di informazioni parziali in un quadro unitario, integrandolo con i risultati ricavati dall’elaborazione di alcuni materiali inediti e soprattutto con quanto emerso dalle analisi chimiche sui residui organici.

Storie di cibo e commerci nel territorio veronese: i dati dei contenitori da trasporto

Dobreva Diana Sergeeva
;
Zago Sabrina
2025-01-01

Abstract

La ricostruzione delle tradizioni alimentari in età romana si interseca da vicino con quella dei commerci. Il vasto sistema politico-territoriale realizzato da Roma portò con sé una globalizzazione degli usi e costumi alimentari e una “delocalizzazione” della produzione di beni primari, per cui nelle tavole del tempo si consumavano alimenti prodotti localmente accanto ad altri importati da lontano per acqua o per terra entro contenitori in materiale deperibile (come sacchi e botti) oltre che in terracotta quali dolia, contenitori di piccole e medie dimensioni e anfore. Queste ultime, sebbene siano rappresentative di una minima parte di quanto era prodotto e commercializzato in antico, rivestono un’importanza cruciale nella ricostruzione dei circuiti commerciali marittimi e delle tradizioni alimentari data la loro abbondante presenza nella stratigrafia archeologica e soprattutto la lunga tradizione di studi di cui sono oggetto, che oggi consentono di associare un contenitore a un’area di produzione e a uno (o a più di uno) specifico contenuto. Il presente contributo propone, dunque, di tracciare un quadro di sintesi circa i consumi e i commerci che hanno interessato il territorio in esame nel corso di tutta l’età romana fino alle soglie dell’alto Medioevo sulla base dei dati desunti dai contenitori da trasporto editi e, in parte, inediti rinvenuti nel comprensorio veronese. Si è cercato di organizzare tutta questa mole di informazioni parziali in un quadro unitario, integrandolo con i risultati ricavati dall’elaborazione di alcuni materiali inediti e soprattutto con quanto emerso dalle analisi chimiche sui residui organici.
2025
978-88-5491-711-8
anfore, Verona e veronese, commercio, consumo, alimentazione antica
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