The article reassesses Grimoald’s rise to the Lombard throne by examining both Paul the Deacon’s account and its significant omissions. It argues that Paul’s narrative, written long after the events, should not be treated as a complete or neutral record. The political crisis began with the division of the kingdom between the brothers Godepert and Perctarit, whose rival courts and supporters weakened royal authority. Grimoald’s success depended on support from several duchies and influential northern aristocrats, especially the powerful duke of Turin, Garibald. Stoffella suggests that the Lombard kingdom already had a developed administrative network, whose local officials helped sustain central government. Grimoald strengthened his position by appointing loyal men to key duchies, though these changes did not secure a lasting succession for his son Garibald. The article presents the duke of Turin as a pivotal but obscure figure whose influence Paul the Deacon does not fully explain. It tentatively identifies Garibald with Garibald II of Bavaria and links his possible move to Italy to political upheavals north of the Alps. The paper also places Grimoald’s accession within dynastic competition, arguing that marriage and kinship ties helped legitimize royal claims. Reading Paul’s silences, the article interprets the narrative’s endpoint at Liutprand’s death as marking the decline of a political order built on alliances between Lombard and Agilolfing families.

Il contributo discute i meccanismi di ascesa di Grimoaldo al titolo regio interrogandosi sui rapporti con alcuni protagonisti del tempo. A partire dalle informazioni fornite da Paolo Diacono, ci si interroga sulle divisioni interne al regno con la duplicazione delle sedi regie, e si analizzano nel dettaglio alcuni protagonisti come ad esempio il duca di Torino Garibaldo, uno dei fautori più influenti per l'ascesa di Grimoaldo al trono. Attraverso una serie di approfondimenti e di ipotesi di lavoro, si rintracciano alcuni potenziali rapporti, mai evidenziati in precedenza, con la dinastia agilofingia a cui sarebbero da ricondurre Romilda, la madre di Grimoaldo, e la sua discendenza. Ne esce un quadro ampiamente rinnovato che cerca di superare i numerosi silenzi di Paolo Diacono attraverso letture e ipotesi nuove e talvolta sorprendenti. Il ducato friulano e la sua dinastia dominate appaiono così sotto una luce differente; emerge il tentativo di creare una dinastia regia fortemente legata a quella agilolfingia e in antitesi con la discendenza di Teodelinda e di suo fratello Gundualdo. La nuova lettura delle vicende che ne consegue consente di ipotizzare che Paolo Diacono abbia inteso rappresentare in forma mimetica una serie di conflitti interni al regno in parte illuminati anche dallo Pseudo-Fredegario; tutto ciò si salda alla stagione in cui si venne condensando anche uno dei nuclei centrali della narrazione di Paolo Diacono, vale a dire la Origo Gentis Langobardorum.

La conquista del regno da parte di Grimoaldo, il rapporti con i duchi e i silenzi di Paolo Diacono

Stoffella
2025-01-01

Abstract

The article reassesses Grimoald’s rise to the Lombard throne by examining both Paul the Deacon’s account and its significant omissions. It argues that Paul’s narrative, written long after the events, should not be treated as a complete or neutral record. The political crisis began with the division of the kingdom between the brothers Godepert and Perctarit, whose rival courts and supporters weakened royal authority. Grimoald’s success depended on support from several duchies and influential northern aristocrats, especially the powerful duke of Turin, Garibald. Stoffella suggests that the Lombard kingdom already had a developed administrative network, whose local officials helped sustain central government. Grimoald strengthened his position by appointing loyal men to key duchies, though these changes did not secure a lasting succession for his son Garibald. The article presents the duke of Turin as a pivotal but obscure figure whose influence Paul the Deacon does not fully explain. It tentatively identifies Garibald with Garibald II of Bavaria and links his possible move to Italy to political upheavals north of the Alps. The paper also places Grimoald’s accession within dynastic competition, arguing that marriage and kinship ties helped legitimize royal claims. Reading Paul’s silences, the article interprets the narrative’s endpoint at Liutprand’s death as marking the decline of a political order built on alliances between Lombard and Agilolfing families.
2025
978-88-6809-455-3
King Grimoald, King Garibald I, Garibald Duke of Turin, Garibald II Duke of Bavaria, Agilolfings, Lombard Kingdom, Friuli, Austria, Neustria, Spoleto, Benevento, Milano, Pavia, Parma, Piacenza, Romild, Gisulf II, Tassilo I Duke of Bavaria, King Aripert, King Godepert, King Perctarit, Cacco, Taso/Tassilo, Gaila
Re Grimoaldo, re Garibaldo I, Garibaldo duca di Torino, Garibaldo II duca di Baviera, Agilolfingi, Regno longobardo, Friuli, Austria, Neustria, Spoleto, Benevento, Milano, Pavia, Parma, Piacenza, Romilda, Gisulfo II, Tassilone I duca di Baviera, re Ariperto, re Godeperto, re Pertarito, Cacco, Taso/Tassilo, Gaila
Il contributo discute i meccanismi di ascesa di Grimoaldo al titolo regio interrogandosi sui rapporti con alcuni protagonisti del tempo. A partire dalle informazioni fornite da Paolo Diacono, ci si interroga sulle divisioni interne al regno con la duplicazione delle sedi regie, e si analizzano nel dettaglio alcuni protagonisti come ad esempio il duca di Torino Garibaldo, uno dei fautori più influenti per l'ascesa di Grimoaldo al trono. Attraverso una serie di approfondimenti e di ipotesi di lavoro, si rintracciano alcuni potenziali rapporti, mai evidenziati in precedenza, con la dinastia agilofingia a cui sarebbero da ricondurre Romilda, la madre di Grimoaldo, e la sua discendenza. Ne esce un quadro ampiamente rinnovato che cerca di superare i numerosi silenzi di Paolo Diacono attraverso letture e ipotesi nuove e talvolta sorprendenti. Il ducato friulano e la sua dinastia dominate appaiono così sotto una luce differente; emerge il tentativo di creare una dinastia regia fortemente legata a quella agilolfingia e in antitesi con la discendenza di Teodelinda e di suo fratello Gundualdo. La nuova lettura delle vicende che ne consegue consente di ipotizzare che Paolo Diacono abbia inteso rappresentare in forma mimetica una serie di conflitti interni al regno in parte illuminati anche dallo Pseudo-Fredegario; tutto ciò si salda alla stagione in cui si venne condensando anche uno dei nuclei centrali della narrazione di Paolo Diacono, vale a dire la Origo Gentis Langobardorum.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1184187
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