Questo libro raccoglie gli scritti di molti, tra studiosi e professionisti del diritto, che hanno avuto il privilegio di lavorare nel corso degli anni con Alessio Zaccaria. Alcuni di loro sono stati suoi allievi, di prima o di seconda generazione, altri hanno avuto l’opportunità di crescere e formarsi al suo insegnamento nei corsi di laurea, di dottorato o post lauream, numerosi infine hanno condiviso con lui momenti importanti del loro percorso o hanno avuto altrimenti modo di apprezzarne, anche da prospettive differenti, il profilo eminente di giurista. È, dunque, un libro scritto dagli “Amici” per un “Amico”, nel più intenso significato accademico della parola, che non esclude bensì racchiude quello personale ed umano. Non è però un libro di ricordi, ma una raccolta di testimonianze scientifiche il cui scopo è onorare il Maestro attraverso un vitale confronto con il suo pensiero e i suoi insegnamenti. I temi sono, infatti, quelli cari ad un Maestro che, nella sua lunga e intensa carriera accademica, si è dedicato sia ad argomenti cari alla dogmatica classica del diritto privato, che ha avuto modo di rivisitare in chiave moderna anche nel confronto dialettico con le esperienze straniere, sia ai temi posti lungo la linea di congiunzione tra ambiti disparati del diritto civile, e, in particolare, tra diritto privato patrimoniale e non patrimoniale. Negli ultimi due decenni, la sua riflessione si era estesa poi anche al metodo del civilista, in particolare nella costruzione del diritto privato europeo, al cui sviluppo egli ha offerto, anche con i propri scritti in tema di diritto del consumo, contributi determinanti. Questa tensione metodologica emerge anche dal modo in cui Alessio Zaccaria intendeva lo strumento della comparazione. Era convinto che la dogmatica del diritto civile non potesse essere confinata entro i limiti di un singolo ordinamento. Era consapevole che la vera sfida per il giurista contemporaneo fosse quella di parlare un linguaggio rigoroso, preciso, e anche per questo, comprensibile oltre i confini nazionali: non di rinunciare, quindi alle categorie della tradizione, ma di saperle usare come strumenti di dialogo, anziché come barriere. Questo è uno dei lasciti più preziosi del suo pensiero: una visione autenticamente eu-ropea e globale del diritto civile, che ha orientato sempre la sua ricerca e che ha praticato in tutti i suoi lavori, nel confronto privilegiato con l’esperienza tedesca, di cui era profondo conoscitore, ma, in non meno rilevante misura, anche nel dialogo con altri ordinamenti. Numerose, per questo motivo, sono in questo libro le voci degli Amici stranieri. In primo luogo, tedeschi e austriaci, con cui Alessio Zaccaria, sin dai tempi della sua formazione nella scuola di Giorgio Cian e poi nei rapporti di consuetudine accademica maturati con Giovanni Gabrielli e la sua scuola triestina, aveva intessuto una fitta rete di relazioni accademiche e personali del tutto unica, che gli hanno permesso di divenire uno fra i civilisti italiani senza alcun dubbio più conosciuti ed ap-prezzati in mondo germanico, come testimoniato, tra le altre cose, dal Humboldt Forschungspreis attribuitogli nel 2015 dalla Fondazione Alexander von Humboldt. La relazione con l’area germanica ha rappresentato inoltre, per quasi tre decenni, il fulcro della sua attività di professore nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Verona, oggi Dipartimento di Scienze Giuridiche (da cui ha ricevuto il titolo di Professore Emerito nel 2020), improntando altresì il lavoro di tutti i suoi allievi nella scuola scaligera, in particolare nel dottorato di ricerca, da lui ideato – sotto la denominazione originaria “Diritto privato europeo dei rapporti patri-moniali” – anche quale luogo di confronto privilegiato proprio con il mondo accademico d’oltralpe. Vi sono poi gli amati colleghi argentini, con i quali ha costruito una solidissima trama di rapporti, in un gruppo coeso che, in varie configu-razioni, ha continuato ad incontrarsi regolarmente per più di trent’anni. Non è un caso, che proprio in questi due Paesi, Argentina e Germania, Alessio Zaccaria abbia ricevuto i massimi onori accademici, ovvero il titolo di Doctor honoris causa della Universidad de Buenos Aires, prima, e quello di Doctor juris h.c. della Università di Bayreuth, poi. Numerosi poi sono i suoi Amici sparsi tra Spagna, Cina, e vari altri Paesi non solo europei, solo per citarne alcuni, tutti presenti in questo volume. Nei contributi racchiusi nel presente Liber si riflettono, dunque, al contempo, sia i tratti di una personalità estremamente versatile sul pia-no scientifico, sia le qualità di uno studioso che è stato capace di aprir-si, con straordinaria generosità, alla costituzione di relazioni accademi-che e professionali varie e diversificate, mai disgiunte da una solida base di umanità e, spesso, vera amicizia. Con le stesse energie e lo stesso spirito critico e indipendente, infi-ne, Alessio Zaccaria ha interpretato anche il servizio svolto al più ele-vato grado dell’amministrazione della giustizia italiana, quale compo-nente del Consiglio Superiore della Magistratura tra il 2014 e il 2018, posizione in cui la sua riflessione sul ruolo del giudice nella società contemporanea ha trovato l’ideale, quasi necessario, completamento. In sintesi, ci piace pensare che siano, al contempo, l’eccellenza del percorso accademico e istituzionale dell’Onorato e la poliedrica sua personalità a rendere conto sia del grandissimo numero di Autori che in così breve tempo hanno accettato di contribuire a questo libro, sia dell’estrema varietà di temi e contenuti che in esso si ritrovano. Il titolo stesso del volume cerca di dare forma a questa straordinaria ricchezza: il sintagma “diritto privato europeo” è sempre stato, infatti, per Alessio Zaccaria, un contenitore ampio ed aperto, atto a includere tutti i profili del diritto privato in una prospettiva di predisposizione al dialogo e al confronto con le tante esperienze giuridiche scaturite dal tronco co-mune della tradizione romanistica continentale. Confidiamo, allora, che questo libro, per siffatti caratteri, sia il mo-do migliore per restare fedeli al lascito di Alessio Zaccaria e onorare la sua lezione. La sua scomparsa, nell’aprile di quest’anno, ha lasciato un grande vuoto. Ma, come accade con i veri Maestri, ciò che resta non è solo il ricordo, bensì l’impronta tangibile che ha lasciato dietro di sé: nel-le idee, che continueranno; nei progetti, che proseguiranno grazie ai suoi allievi ed amici; e, soprattutto, nelle relazioni umane da lui costruite in vita, che la presente occasione editoriale, come altre che seguiranno, consente di rinnovare e perpetuare nel tempo.

Tradizione e innovazione nel diritto privato europeo. Liber Amicorum per Alessio Zaccaria

Troiano;Omodei Salè;Mirko Faccioli;Mauro Tescaro
2025-01-01

Abstract

Questo libro raccoglie gli scritti di molti, tra studiosi e professionisti del diritto, che hanno avuto il privilegio di lavorare nel corso degli anni con Alessio Zaccaria. Alcuni di loro sono stati suoi allievi, di prima o di seconda generazione, altri hanno avuto l’opportunità di crescere e formarsi al suo insegnamento nei corsi di laurea, di dottorato o post lauream, numerosi infine hanno condiviso con lui momenti importanti del loro percorso o hanno avuto altrimenti modo di apprezzarne, anche da prospettive differenti, il profilo eminente di giurista. È, dunque, un libro scritto dagli “Amici” per un “Amico”, nel più intenso significato accademico della parola, che non esclude bensì racchiude quello personale ed umano. Non è però un libro di ricordi, ma una raccolta di testimonianze scientifiche il cui scopo è onorare il Maestro attraverso un vitale confronto con il suo pensiero e i suoi insegnamenti. I temi sono, infatti, quelli cari ad un Maestro che, nella sua lunga e intensa carriera accademica, si è dedicato sia ad argomenti cari alla dogmatica classica del diritto privato, che ha avuto modo di rivisitare in chiave moderna anche nel confronto dialettico con le esperienze straniere, sia ai temi posti lungo la linea di congiunzione tra ambiti disparati del diritto civile, e, in particolare, tra diritto privato patrimoniale e non patrimoniale. Negli ultimi due decenni, la sua riflessione si era estesa poi anche al metodo del civilista, in particolare nella costruzione del diritto privato europeo, al cui sviluppo egli ha offerto, anche con i propri scritti in tema di diritto del consumo, contributi determinanti. Questa tensione metodologica emerge anche dal modo in cui Alessio Zaccaria intendeva lo strumento della comparazione. Era convinto che la dogmatica del diritto civile non potesse essere confinata entro i limiti di un singolo ordinamento. Era consapevole che la vera sfida per il giurista contemporaneo fosse quella di parlare un linguaggio rigoroso, preciso, e anche per questo, comprensibile oltre i confini nazionali: non di rinunciare, quindi alle categorie della tradizione, ma di saperle usare come strumenti di dialogo, anziché come barriere. Questo è uno dei lasciti più preziosi del suo pensiero: una visione autenticamente eu-ropea e globale del diritto civile, che ha orientato sempre la sua ricerca e che ha praticato in tutti i suoi lavori, nel confronto privilegiato con l’esperienza tedesca, di cui era profondo conoscitore, ma, in non meno rilevante misura, anche nel dialogo con altri ordinamenti. Numerose, per questo motivo, sono in questo libro le voci degli Amici stranieri. In primo luogo, tedeschi e austriaci, con cui Alessio Zaccaria, sin dai tempi della sua formazione nella scuola di Giorgio Cian e poi nei rapporti di consuetudine accademica maturati con Giovanni Gabrielli e la sua scuola triestina, aveva intessuto una fitta rete di relazioni accademiche e personali del tutto unica, che gli hanno permesso di divenire uno fra i civilisti italiani senza alcun dubbio più conosciuti ed ap-prezzati in mondo germanico, come testimoniato, tra le altre cose, dal Humboldt Forschungspreis attribuitogli nel 2015 dalla Fondazione Alexander von Humboldt. La relazione con l’area germanica ha rappresentato inoltre, per quasi tre decenni, il fulcro della sua attività di professore nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Verona, oggi Dipartimento di Scienze Giuridiche (da cui ha ricevuto il titolo di Professore Emerito nel 2020), improntando altresì il lavoro di tutti i suoi allievi nella scuola scaligera, in particolare nel dottorato di ricerca, da lui ideato – sotto la denominazione originaria “Diritto privato europeo dei rapporti patri-moniali” – anche quale luogo di confronto privilegiato proprio con il mondo accademico d’oltralpe. Vi sono poi gli amati colleghi argentini, con i quali ha costruito una solidissima trama di rapporti, in un gruppo coeso che, in varie configu-razioni, ha continuato ad incontrarsi regolarmente per più di trent’anni. Non è un caso, che proprio in questi due Paesi, Argentina e Germania, Alessio Zaccaria abbia ricevuto i massimi onori accademici, ovvero il titolo di Doctor honoris causa della Universidad de Buenos Aires, prima, e quello di Doctor juris h.c. della Università di Bayreuth, poi. Numerosi poi sono i suoi Amici sparsi tra Spagna, Cina, e vari altri Paesi non solo europei, solo per citarne alcuni, tutti presenti in questo volume. Nei contributi racchiusi nel presente Liber si riflettono, dunque, al contempo, sia i tratti di una personalità estremamente versatile sul pia-no scientifico, sia le qualità di uno studioso che è stato capace di aprir-si, con straordinaria generosità, alla costituzione di relazioni accademi-che e professionali varie e diversificate, mai disgiunte da una solida base di umanità e, spesso, vera amicizia. Con le stesse energie e lo stesso spirito critico e indipendente, infi-ne, Alessio Zaccaria ha interpretato anche il servizio svolto al più ele-vato grado dell’amministrazione della giustizia italiana, quale compo-nente del Consiglio Superiore della Magistratura tra il 2014 e il 2018, posizione in cui la sua riflessione sul ruolo del giudice nella società contemporanea ha trovato l’ideale, quasi necessario, completamento. In sintesi, ci piace pensare che siano, al contempo, l’eccellenza del percorso accademico e istituzionale dell’Onorato e la poliedrica sua personalità a rendere conto sia del grandissimo numero di Autori che in così breve tempo hanno accettato di contribuire a questo libro, sia dell’estrema varietà di temi e contenuti che in esso si ritrovano. Il titolo stesso del volume cerca di dare forma a questa straordinaria ricchezza: il sintagma “diritto privato europeo” è sempre stato, infatti, per Alessio Zaccaria, un contenitore ampio ed aperto, atto a includere tutti i profili del diritto privato in una prospettiva di predisposizione al dialogo e al confronto con le tante esperienze giuridiche scaturite dal tronco co-mune della tradizione romanistica continentale. Confidiamo, allora, che questo libro, per siffatti caratteri, sia il mo-do migliore per restare fedeli al lascito di Alessio Zaccaria e onorare la sua lezione. La sua scomparsa, nell’aprile di quest’anno, ha lasciato un grande vuoto. Ma, come accade con i veri Maestri, ciò che resta non è solo il ricordo, bensì l’impronta tangibile che ha lasciato dietro di sé: nel-le idee, che continueranno; nei progetti, che proseguiranno grazie ai suoi allievi ed amici; e, soprattutto, nelle relazioni umane da lui costruite in vita, che la presente occasione editoriale, come altre che seguiranno, consente di rinnovare e perpetuare nel tempo.
2025
9788813389864
Diritto privato europeo, tradizione, innovazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1177407
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