At the conference on the communities in times of threat, which took place at the University of Tübingen in 2017, I made a comparison between the urban communities of Verona and Lucca immediately after the Carolingian takeover of 773-774. In that occasion I have underlined how different research strategies allow the comparison of specific aspects related to communities even geographically distant and differently documented. In this article I use again different sets of documents which differ both in their thickness and formation (Pisa, Lucca, Verona), in order to underline some specificity related to the ecclesiastical communities bounded to the cathedral churches in the investigated areas. Starting from the analysis of the written evidence, I have focused my attention to the main features related to the formation and composition of the leading group of clerics engaged at Lombard and early Carolingian Tuscan bishoprics. I have also enlarged my analysis to Verona, which is sketched mostly through its collections, while I have more deeply analyzed an unknown reform that took place in Lucca in second half of the 8th century. The unpredicted evidence of the attempted reform at Lucca cathedral church has been fully discussed in this essay and in another publication in Early Medieval Europe 2023

Il contributo analizza le forme di organizzazione e di azione collettiva del clero legato alle chiese episcopali nell’Italia longobarda dell’VIII secolo, confrontando Pisa, Lucca e Verona. Attraverso fonti documentarie e manoscritte di diversa consistenza, ricostruisce ruoli, gerarchie e reti di relazione tra vescovi, sacerdoti e chierici. A Pisa, la documentazione attesta precocemente un gruppo cittadino articolato, con arcipreti e arcidiaconi che affiancavano il vescovo e gestivano anche chiese e patrimoni propri. Il caso lucchese mostra la partecipazione del clero alle decisioni episcopali e, dalla metà dell’VIII secolo, possibili cambiamenti nell’assetto della comunità, con funzioni prima svolte da figure apicali affidate a ecclesiastici di fiducia del vescovo. Queste dinamiche si intrecciavano con legami familiari, risorse patrimoniali e rapporti con le élite e l’autorità regia. Per Verona, la scarsità e la perdita delle fonti impediscono confronti altrettanto puntuali, ma le raccolte di testi normativi conservate suggeriscono attenzione alla disciplina ecclesiastica e a possibili istanze riformatrici. Nel complesso, lo studio invita a superare l’immagine di un’Italia settentrionale priva di trasformazioni, evidenziando esperienze locali diverse e i limiti imposti dalla documentazione.

Spazi e forme di azione del clero delle chiese episcopali. Una comparazione tra Toscana e Veneto nell'VIIII secolo

Stoffella
2024-01-01

Abstract

At the conference on the communities in times of threat, which took place at the University of Tübingen in 2017, I made a comparison between the urban communities of Verona and Lucca immediately after the Carolingian takeover of 773-774. In that occasion I have underlined how different research strategies allow the comparison of specific aspects related to communities even geographically distant and differently documented. In this article I use again different sets of documents which differ both in their thickness and formation (Pisa, Lucca, Verona), in order to underline some specificity related to the ecclesiastical communities bounded to the cathedral churches in the investigated areas. Starting from the analysis of the written evidence, I have focused my attention to the main features related to the formation and composition of the leading group of clerics engaged at Lombard and early Carolingian Tuscan bishoprics. I have also enlarged my analysis to Verona, which is sketched mostly through its collections, while I have more deeply analyzed an unknown reform that took place in Lucca in second half of the 8th century. The unpredicted evidence of the attempted reform at Lucca cathedral church has been fully discussed in this essay and in another publication in Early Medieval Europe 2023
2024
978-2-503-60689-7
Episcopal churches, reform, Lombards, Tuscany, Veneto, Verona, Lucca, Pisa, Bishop Peredeo
Chiese episcopali, riforma del clero, Longobardi, Toscana, Veneto, Verona, Lucca, Pisa, Perdevo vescovo
Il contributo analizza le forme di organizzazione e di azione collettiva del clero legato alle chiese episcopali nell’Italia longobarda dell’VIII secolo, confrontando Pisa, Lucca e Verona. Attraverso fonti documentarie e manoscritte di diversa consistenza, ricostruisce ruoli, gerarchie e reti di relazione tra vescovi, sacerdoti e chierici. A Pisa, la documentazione attesta precocemente un gruppo cittadino articolato, con arcipreti e arcidiaconi che affiancavano il vescovo e gestivano anche chiese e patrimoni propri. Il caso lucchese mostra la partecipazione del clero alle decisioni episcopali e, dalla metà dell’VIII secolo, possibili cambiamenti nell’assetto della comunità, con funzioni prima svolte da figure apicali affidate a ecclesiastici di fiducia del vescovo. Queste dinamiche si intrecciavano con legami familiari, risorse patrimoniali e rapporti con le élite e l’autorità regia. Per Verona, la scarsità e la perdita delle fonti impediscono confronti altrettanto puntuali, ma le raccolte di testi normativi conservate suggeriscono attenzione alla disciplina ecclesiastica e a possibili istanze riformatrici. Nel complesso, lo studio invita a superare l’immagine di un’Italia settentrionale priva di trasformazioni, evidenziando esperienze locali diverse e i limiti imposti dalla documentazione.
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