Commediografo, traduttore, critico, ma anche attore, allestitore, direttore e patrocinatore di spettacoli, Francesco Albergati Capacelli (1728-1804) può essere considerato un “uomo di teatro” tout court, pienamente inserito nel secolo in cui è vissuto. Il focus del presente lavoro si concentra sul suo impegno teatrale negli aspetti più concreti della sua attività, a partire dal rapporto tra la scrittura drammatica e la pratica scenica, dalla sensibilità per le questioni sociali e dalla convinzione della forza e del valore del teatro serio, di contenuto e ben recitato. Nel volume viene offerta una panoramica delle diverse esperienze fra teatro di società e scene pubbliche, presentando l’evoluzione del suo approccio con lo spettacolo, come attore dilettante, e a capo di compagnie accademiche introducendo una visione unitaria della messinscena secondo metodi maturati in anni trascorsi ad organizzare, allestire e patrocinare recite nei suoi teatri domestici e fuori dai confini patri. Il libro si inserisce in un più ampio progetto di ricerca dell’Università di Verona dedicato, da un lato, al sistema dei ruoli e alla figura dell’autore-adattatore in Italia nell’ambito del teatro di prosa professionale tra secondo Settecento e primo Ottocento, dall’altro, alle forme di coordinamento dei vari coefficienti scenici in seno ai gruppi di nobili dilettanti attivi in area padana nello stesso periodo. Esito di una ricerca dottorale che nel 2020 ha vinto il premio triennale “Hic Labor” dell’Accademia Olimpica di Vicenza, in seguito a nuove ricerche, approfondimenti e integrazioni, vede ora la luce in forma di monografia per aggiungere significativi tasselli e prospettive inedite alla storia materiale dello spettacolo negli ultimi decenni dell’Ancien Regime in area padana.

Un poeta di compagnia "sui generis". L'attività teatrale di Francesco Albergati Capacelli nel secondo Settecento.

Elena Zilotti
2024-01-01

Abstract

Commediografo, traduttore, critico, ma anche attore, allestitore, direttore e patrocinatore di spettacoli, Francesco Albergati Capacelli (1728-1804) può essere considerato un “uomo di teatro” tout court, pienamente inserito nel secolo in cui è vissuto. Il focus del presente lavoro si concentra sul suo impegno teatrale negli aspetti più concreti della sua attività, a partire dal rapporto tra la scrittura drammatica e la pratica scenica, dalla sensibilità per le questioni sociali e dalla convinzione della forza e del valore del teatro serio, di contenuto e ben recitato. Nel volume viene offerta una panoramica delle diverse esperienze fra teatro di società e scene pubbliche, presentando l’evoluzione del suo approccio con lo spettacolo, come attore dilettante, e a capo di compagnie accademiche introducendo una visione unitaria della messinscena secondo metodi maturati in anni trascorsi ad organizzare, allestire e patrocinare recite nei suoi teatri domestici e fuori dai confini patri. Il libro si inserisce in un più ampio progetto di ricerca dell’Università di Verona dedicato, da un lato, al sistema dei ruoli e alla figura dell’autore-adattatore in Italia nell’ambito del teatro di prosa professionale tra secondo Settecento e primo Ottocento, dall’altro, alle forme di coordinamento dei vari coefficienti scenici in seno ai gruppi di nobili dilettanti attivi in area padana nello stesso periodo. Esito di una ricerca dottorale che nel 2020 ha vinto il premio triennale “Hic Labor” dell’Accademia Olimpica di Vicenza, in seguito a nuove ricerche, approfondimenti e integrazioni, vede ora la luce in forma di monografia per aggiungere significativi tasselli e prospettive inedite alla storia materiale dello spettacolo negli ultimi decenni dell’Ancien Regime in area padana.
2024
9791259890771
Francesco Albergati Capacelli, Storia dello spettacolo, Teatro del Settecento, teatro di società
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