Cosa sono le lingue inventate? Questa domanda, in apparenza molto semplice, apre la porta a una miriade di considerazioni aggiuntive. Quando pensiamo alla definizione di lingue inventate (o lingue costruite o artificiali, non abbiamo qui la pretesa di entrare nelle sottigliezze che le diverse definizioni comportano) è inevitabile pensare anche alle motivazioni soggiacenti a questa azione, visto che abbiamo a nostra disposizione la nostra lingua madre e un’ampia selezione di lingue naturali tra le quali scegliere. Ciononostante, è possibile far ricorso anche alle “lingue inventate”, ovvero a lingue costruite a tavolino, attraverso l’opera di una o più persone che ne stabiliscono i diversi parametri linguistici senza passare attraverso il costante processo di rinegoziazione e mutamento svolto dalla comunità di parlanti che, nel corso dei secoli, fa uso di una data lingua. Una lingua inventata è un sistema linguistico completo, al momento dell’invenzione privo di una comunità di parlanti, cioè senza vitalità né vigore. La comunità di parlanti si creerà col tempo, arricchendosi di nuove sfumature. Ciò nonostante, una lingua inventata è un sistema linguistico fatto e finito, completo per quanto riguarda i diversi livelli di invenzione, la fonologia e la fonetica, la morfologia, la sintassi e il lessico. Se invece il livello di invenzione tocca soltanto l’aspetto lessicale allora non si parla di lingua inventata ma di “gergo”. L’opera del glottoteta (che può lavorare sia da solo sia in gruppo) assegna al sistema linguistico non soltanto un lessico (se ci si fermasse soltanto al lessico avremmo difatti un “gergo” e non una lingua inventata): elabora un inventario fonologico, la morfologia e la struttura sintattica. Tale forma non è riconducibile a un singolo sistema linguistico già esistente, sia esso inventato o meno. In pratica, una lingua inventata è una lingua che non si è affermata

Cosa sono le lingue inventate?

Cotugno Francesca
2022

Abstract

Cosa sono le lingue inventate? Questa domanda, in apparenza molto semplice, apre la porta a una miriade di considerazioni aggiuntive. Quando pensiamo alla definizione di lingue inventate (o lingue costruite o artificiali, non abbiamo qui la pretesa di entrare nelle sottigliezze che le diverse definizioni comportano) è inevitabile pensare anche alle motivazioni soggiacenti a questa azione, visto che abbiamo a nostra disposizione la nostra lingua madre e un’ampia selezione di lingue naturali tra le quali scegliere. Ciononostante, è possibile far ricorso anche alle “lingue inventate”, ovvero a lingue costruite a tavolino, attraverso l’opera di una o più persone che ne stabiliscono i diversi parametri linguistici senza passare attraverso il costante processo di rinegoziazione e mutamento svolto dalla comunità di parlanti che, nel corso dei secoli, fa uso di una data lingua. Una lingua inventata è un sistema linguistico completo, al momento dell’invenzione privo di una comunità di parlanti, cioè senza vitalità né vigore. La comunità di parlanti si creerà col tempo, arricchendosi di nuove sfumature. Ciò nonostante, una lingua inventata è un sistema linguistico fatto e finito, completo per quanto riguarda i diversi livelli di invenzione, la fonologia e la fonetica, la morfologia, la sintassi e il lessico. Se invece il livello di invenzione tocca soltanto l’aspetto lessicale allora non si parla di lingua inventata ma di “gergo”. L’opera del glottoteta (che può lavorare sia da solo sia in gruppo) assegna al sistema linguistico non soltanto un lessico (se ci si fermasse soltanto al lessico avremmo difatti un “gergo” e non una lingua inventata): elabora un inventario fonologico, la morfologia e la struttura sintattica. Tale forma non è riconducibile a un singolo sistema linguistico già esistente, sia esso inventato o meno. In pratica, una lingua inventata è una lingua che non si è affermata
8858042611
Volapuk
Raimondo Lullo
Lingue inventate
Esperanto
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1078506
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