Un illecito può rivelarsi lucrativo per chi lo compie. Rispetto ad un problema il cui rilievo non si esaurisce nel diritto privato, l’interrogativo che il lavoro sviluppa su questo terreno è se, e a quale titolo, il soggetto che subisce una lesione possa avanzare una qualche pretesa agli utili conseguiti dall’autore della violazione. A fronte della mancanza di una chiara presa di posizione del diritto privato generale rispetto alla sorte degli utili tratti dall’illecita ingerenza nell’altrui sfera giuridica, l’indagine si concentra in particolare su due dati positivi che espressamente, seppure in un settore circoscritto (il diritto della proprietà intellettuale), prendono in diretta considerazione proprio tali utili per definire i contenuti dei rimedi a disposizione del soggetto leso. Si tratta degli artt. 125 cod. propr. ind. (d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30) e 158 l. dir. aut. (l. 22 aprile 1941, n. 633), come riscritti dal d.lgs. 16 marzo 2006, n. 140, attuativo della direttiva 2004/48/CE (c.d. Enforcement). Avvalendosi del confronto tra le soluzioni emerse nel diritto speciale e l’evoluzione che ha interessato gli istituti disciplinati dal codice civile tradizionalmente candidati a convogliare i profitti discendenti da una vicenda antigiuridica (in particolare, l’arricchimento senza causa, la gestione di affari altrui e la responsabilità civile), il lavoro giunge ad enucleare i tratti salienti dei rimedi codificati dalle richiamate norme di settore e di disvelarne il fondamento in chiave civilistica. Il principale risultato a cui la ricostruzione perviene è quello di saggiare, già sul piano del diritto vigente, limiti e potenzialità di una estensione dei rimedi speciali al diritto privato generale, anche in applicazione del ragionamento analogico, così da proporre, sulla base di questi, una soluzione al problema della lucratività dell’illecito almeno in alcune rilevanti fattispecie di illecito lucrativo nel diritto civile, con particolare riguardo a quelle che presentano profili di maggiore vicinanza rispetto alle ipotesi da tali rimedi specificamente presidiate.

Il problema dell’illecito lucrativo tra norme di settore e diritto privato generale

Gatti, Stefano
2021-01-01

Abstract

Un illecito può rivelarsi lucrativo per chi lo compie. Rispetto ad un problema il cui rilievo non si esaurisce nel diritto privato, l’interrogativo che il lavoro sviluppa su questo terreno è se, e a quale titolo, il soggetto che subisce una lesione possa avanzare una qualche pretesa agli utili conseguiti dall’autore della violazione. A fronte della mancanza di una chiara presa di posizione del diritto privato generale rispetto alla sorte degli utili tratti dall’illecita ingerenza nell’altrui sfera giuridica, l’indagine si concentra in particolare su due dati positivi che espressamente, seppure in un settore circoscritto (il diritto della proprietà intellettuale), prendono in diretta considerazione proprio tali utili per definire i contenuti dei rimedi a disposizione del soggetto leso. Si tratta degli artt. 125 cod. propr. ind. (d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30) e 158 l. dir. aut. (l. 22 aprile 1941, n. 633), come riscritti dal d.lgs. 16 marzo 2006, n. 140, attuativo della direttiva 2004/48/CE (c.d. Enforcement). Avvalendosi del confronto tra le soluzioni emerse nel diritto speciale e l’evoluzione che ha interessato gli istituti disciplinati dal codice civile tradizionalmente candidati a convogliare i profitti discendenti da una vicenda antigiuridica (in particolare, l’arricchimento senza causa, la gestione di affari altrui e la responsabilità civile), il lavoro giunge ad enucleare i tratti salienti dei rimedi codificati dalle richiamate norme di settore e di disvelarne il fondamento in chiave civilistica. Il principale risultato a cui la ricostruzione perviene è quello di saggiare, già sul piano del diritto vigente, limiti e potenzialità di una estensione dei rimedi speciali al diritto privato generale, anche in applicazione del ragionamento analogico, così da proporre, sulla base di questi, una soluzione al problema della lucratività dell’illecito almeno in alcune rilevanti fattispecie di illecito lucrativo nel diritto civile, con particolare riguardo a quelle che presentano profili di maggiore vicinanza rispetto alle ipotesi da tali rimedi specificamente presidiate.
978-88-495-4722-1
illecito lucrativo, quantificazione del danno, arricchimento senza causa, gestione di affari altrui, reversione degli utili
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1066984
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