L’interrogazione sullo statuto della storia ha segnato a fondo la cultura italiana dell’Ottocento, acquisendo un rilievo particolare nei decenni successivi alla costituzione dello stato-nazione. Entrando nel raggio d’interessi della politica nazionale, il sapere storico è stato coinvolto in un vortice di processi mutuamente rinforzatesi. Basti pensare alla costituzione della maggior parte delle cattedre universitarie di storia – anzi, di “Storia d’Italia” –, alla gestione e riorganizzazione degli archivi, alla professionalizzazione del mestiere dello storico e alla diffusione del metodo filologico. In generale è possibile affermare che nella fase in cui più forte era l’aspirazione della disciplina a perseguire una conoscenza obiettiva della realtà più pressanti si facevano il carico ideologico e l’ingerenza politica sugli studi storici. Le ricerche qui presentate sono accomunate dal bisogno di sondare due momenti rilevanti della problematizzazione del concetto di storia in questa fase della vita culturale della nazione. Nelle esperienze di Villari e Labriola, approdate a soluzioni assai diverse e per quel che riguarda il primo con non poche oscillazioni, l’esame di coscienza fi losofi co era rievocato contro il mito di una separazione radicale di storia e fi losofi a, contro l’abbaglio di una storiografi a definitivamente disancorata dal sapere filosofico e stabilizzata su base scientifica.

La teoria della storia. Pasquale Villari e Antonio Labriola

BONDÌ D
2013

Abstract

L’interrogazione sullo statuto della storia ha segnato a fondo la cultura italiana dell’Ottocento, acquisendo un rilievo particolare nei decenni successivi alla costituzione dello stato-nazione. Entrando nel raggio d’interessi della politica nazionale, il sapere storico è stato coinvolto in un vortice di processi mutuamente rinforzatesi. Basti pensare alla costituzione della maggior parte delle cattedre universitarie di storia – anzi, di “Storia d’Italia” –, alla gestione e riorganizzazione degli archivi, alla professionalizzazione del mestiere dello storico e alla diffusione del metodo filologico. In generale è possibile affermare che nella fase in cui più forte era l’aspirazione della disciplina a perseguire una conoscenza obiettiva della realtà più pressanti si facevano il carico ideologico e l’ingerenza politica sugli studi storici. Le ricerche qui presentate sono accomunate dal bisogno di sondare due momenti rilevanti della problematizzazione del concetto di storia in questa fase della vita culturale della nazione. Nelle esperienze di Villari e Labriola, approdate a soluzioni assai diverse e per quel che riguarda il primo con non poche oscillazioni, l’esame di coscienza fi losofi co era rievocato contro il mito di una separazione radicale di storia e fi losofi a, contro l’abbaglio di una storiografi a definitivamente disancorata dal sapere filosofico e stabilizzata su base scientifica.
978-88-400-1701-3
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