Nel contesto della crisi manifestatasi a partire dal 2007, la funzione di assorbimento delle perdite svolta dal patrimonio bancario, particolarmente critica in relazione alla forte rischiosità dell’attività finanziaria, è venuta assumendo importanza centrale, coniugandosi con il ruolo segnaletico attribuito dalla normativa ad alcune configurazioni di patrimonio delle banche, prima tra tutte quella di patrimonio di vigilanza. Stanti alcuni evidenti limiti di efficacia della normativa preesistente, che pur da lungo tempo faceva perno sulla dotazione patrimoniale delle banche come fulcro della stabilità bancaria, nella fase post- crisi sono state introdotte numerose ed incisive modifiche all’impianto normativo adottato nel contesto degli Accordi di Basilea. Queste hanno riguardato alcuni “punti deboli” del precedente impianto, ove elementi di flessibilità e di adeguamento ai contesti nazionali, pur generalmente graditi dagli operatori, avevano finito per lasciare aperti ampi varchi, inevitabilmente destinati a ridurre l’efficacia dell’impianto complessivo. Partendo da tali premesse, il capitolo ripercorre l’evoluzione della normativa sull’adeguatezza patrimoniale delle banche nel quadro dei diversi Accordi di Basilea succedutisi nel tempo e tratta gli aspetti tecnici e gestionali derivanti dalle principali misure adottate nel quadro di Basilea 3 e del successivo processo di “riforma” di Basilea 3, mettendone in evidenza gli aspetti innovativi rispetto al quadro precedente. Successivamente, esso affronta la tematica della trasparenza informativa e quella, intimamente connessa, della disciplina di mercato in ambito bancario, con particolare riferimento alla rappresentazione del patrimonio nelle sintesi di bilancio e nell’informativa di Terzo Pilastro. Nel complesso, il lavoro mira a ricostruire il quadro complessivo dell’insieme di norme e riferimenti introdotti dal complesso processo evolutivo della normativa bancaria in materia di adeguatezza patrimoniale delle banche, ad individuarne le principali implicazioni e a suggerire alcuni possibili spunti con specifico riferimento alla normativa di Terzo Settore e, ancor più in particolare, al cruciale equilibrio da ricercare tra alcuni aspetti dicotomici che da sempre caratterizzano la normativa di Basilea, quali, ad esempio, l’equilibrio tra elementi informativi e qualitativi, tra sinteticità e analiticità dei dati e tra standardizzazione/confrontabilità e personalizzazione/originalità delle sintesi.

La normativa in materia di fondi propri e adeguatezza patrimoniale, l'informativa di bilancio e la disciplina di mercato negli intermediari finanziari

Bottiglia
2020

Abstract

Nel contesto della crisi manifestatasi a partire dal 2007, la funzione di assorbimento delle perdite svolta dal patrimonio bancario, particolarmente critica in relazione alla forte rischiosità dell’attività finanziaria, è venuta assumendo importanza centrale, coniugandosi con il ruolo segnaletico attribuito dalla normativa ad alcune configurazioni di patrimonio delle banche, prima tra tutte quella di patrimonio di vigilanza. Stanti alcuni evidenti limiti di efficacia della normativa preesistente, che pur da lungo tempo faceva perno sulla dotazione patrimoniale delle banche come fulcro della stabilità bancaria, nella fase post- crisi sono state introdotte numerose ed incisive modifiche all’impianto normativo adottato nel contesto degli Accordi di Basilea. Queste hanno riguardato alcuni “punti deboli” del precedente impianto, ove elementi di flessibilità e di adeguamento ai contesti nazionali, pur generalmente graditi dagli operatori, avevano finito per lasciare aperti ampi varchi, inevitabilmente destinati a ridurre l’efficacia dell’impianto complessivo. Partendo da tali premesse, il capitolo ripercorre l’evoluzione della normativa sull’adeguatezza patrimoniale delle banche nel quadro dei diversi Accordi di Basilea succedutisi nel tempo e tratta gli aspetti tecnici e gestionali derivanti dalle principali misure adottate nel quadro di Basilea 3 e del successivo processo di “riforma” di Basilea 3, mettendone in evidenza gli aspetti innovativi rispetto al quadro precedente. Successivamente, esso affronta la tematica della trasparenza informativa e quella, intimamente connessa, della disciplina di mercato in ambito bancario, con particolare riferimento alla rappresentazione del patrimonio nelle sintesi di bilancio e nell’informativa di Terzo Pilastro. Nel complesso, il lavoro mira a ricostruire il quadro complessivo dell’insieme di norme e riferimenti introdotti dal complesso processo evolutivo della normativa bancaria in materia di adeguatezza patrimoniale delle banche, ad individuarne le principali implicazioni e a suggerire alcuni possibili spunti con specifico riferimento alla normativa di Terzo Settore e, ancor più in particolare, al cruciale equilibrio da ricercare tra alcuni aspetti dicotomici che da sempre caratterizzano la normativa di Basilea, quali, ad esempio, l’equilibrio tra elementi informativi e qualitativi, tra sinteticità e analiticità dei dati e tra standardizzazione/confrontabilità e personalizzazione/originalità delle sintesi.
978-88-238-3729-4
adeguatezza patrimoniale, fondi propri delle banche, disciplina di mercato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1045421
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