The project “The Mask of the Antihero. Evolution of the Mythology and Philosophy of the Superhero in Comics and Graphic Novels, from the Dark Age to the Present” aims to analyse and explore philosophical aspects inside the superheroes’ narrative, by considering comics and graphic novels, without neglecting the most recent manifestations of the phenomena like film and series. The objective is to define the structures of the superhero’s genre and the implicit philosophical concepts. The method is not to consider a specific author to analyse the superhero figure, but rather to start from comics and graphic novels themselves and gradually reveal their philosophy. Thus, as it is evident from the bibliography, it was necessary to consider various authors. In this work, the superhero’s narrative is considered a Stendhalian “mirror” of the western world and society. The genre starts with Superman, who appears for the first time on Action Comics #1 in 1938. The “superhero” did not remain unchanged since the so-called Golden Age, but he evolved together with the society in which he was born. The first two Ages of superheroes’ history (Golden and Silver Age) are taken into account, but the exam starts with the Dark Age (early 1980s). The Dark Age’s transformation is today still considered the biggest (sometimes even the last) revolution of the genre, which defines the superhero as he is today. The Dark Age’s revolution is directly linked with a profound crisis of US-society during the 1960s and 1970s. This crisis affected the superhero’s world and forced a deconstruction of the superhero figure. The “Good” the superhero embodied is questioned, and new antiheroes arise and dominate these years. Graphic novels like Alan Moore’s Watchmen and Frank Miller’s The Dark Knight Returns are emblematic milestones of this Age. It is observed that Dark Age’s characteristic aspects have reappeared, mutatis mutandis, today: after a transitional period in the 1990s, the figure of the superhero and the hero is again controversial and sometimes ambiguous, while antiheroes are increasingly successful. For these and other reasons, the contemporary Age is designated with the term Post-heroic Age. The thesis is divided into four main sections. The first concerns the superhero, and it considers the basic structures and concepts of superhero’s narrative. The key to understanding the superhero’s figure is its dualism and its relationship with the mask. The mask is intended as an idol and double identity; it is the genre’s clearest marker. Superheroes do not just “hide” behind a mask: they assume a whole new identity linked to a symbol and a different Weltanschauung. The double identity defines superhero’s relation with society and thanks to it the character can remain in a liminal state, in a balance between the human world, the society he protects, and the “super”, inhuman one, the world of the mask. The second section is regarding the villain. The relation between hero and villain is crucial, and the two figures prove to be less different as they seem at the beginning. There are different villain types: this distinction is methodologically useful for examining aspects revealed by a particular villain category. For example, the Doppelgänger and the Archenemy studies help define the relationship between superhero and supervillain. The other villain types are the Monster, the Enemy Commander, the Common Super-Criminal, and the Heroic Villain. The third section is the “heart” of this work, and it is focused on the antihero. This figure proved to be central to comprehend and define the superhero today. The following questions do not have an easy answer: “Why do we define a character an antihero? Why a villain or a superhero?” Key elements to define an antihero are his mask, the relationship with his society, and the moral conflict he usually causes. The antiheroic figures defined as “Rebels” and “Revolutionaries” are fundamental for understanding what an antihero is: they are characters such as V (V for Vendetta), Rorschach (Watchmen) or The Punisher (Marvel universe). From a philosophical point of view, Albert Camus’ The Myth of Sisyphus and The Rebel and the Nietzschean Übermensch are crucial at this point of the analysis. The chapter about the antiheroines opens the last section, which considers the superheroine and the superwoman in general. It is necessary to consider superwomen separately because they present important peculiarity compared to supermen, and they had a different evolution.

Il progetto “La Maschera dell’Antieroe. Evoluzione della Mitologia e della Filosofia del Supereroe in Fumetti e Graphic Novel, dalla Dark Age a Oggi” nasce con lo scopo di analizzare e approfondire gli aspetti filosofici propri della narrativa supereroica, considerando prevalentemente il media nel quale tale narrativa ha preso vita, il fumetto, ma senza tralasciare le più recenti manifestazioni del fenomeno come film e serie televisive. L’obiettivo è stato quello di scoprire quelle che sono le strutture tipiche del mondo supereroico e quali sono i concetti filosofici in esse impliciti. A questo proposito non si è utilizzato un determinato autore attraverso il quale analizzare la figura del supereroe, ma piuttosto si è cercato di partire da fumetti e graphic novel stessi, svelando gradualmente la filosofia che gli è propria. Per questo motivo, come è evidente dalla bibliografia, è stato necessario considerare un vasto numero di autori. Si è considerata la narrativa supereroica come “specchio” del mondo e della società occidentale, nel senso Stendhaliano del termine. Si inizia a parlare di supereroi con Superman, pubblicato per la prima volta su Action Comics #1 nel 1938. La figura non è rimasta immutata, ma si è evoluta e modificata assieme alla società nella quale è nata. Pur considerando anche le prime due età del fumetto supereroico, la Golden Age e Silver Age, si è scelto di partire dalla Dark Age, età che comincia circa all’inizio degli anni ’80. Questa è ancora oggi considerata la più grande (e da alcuni l’ultima) trasformazione che il genere ha conosciuto e dalla quale è nato il supereroe così come lo conosciamo oggi. Questa trasformazione è legata a quella che è una profonda crisi della società americana degli anni ’60 e ’70, crisi che esplode anche nel mondo dei supereroi influenzando, da un lato una decostruzione della figura stessa del supereroe e di ciò che rappresenta, dall’altro la nascita e l’ascesa di un elevato numero di antieroi che domineranno questo periodo. Testi come Watchmen di Alan Moore e The Dark Knight Returns di Frank Miller sono pietre miliari e opere emblematiche di questa Age. È stato osservato che aspetti caratteristici della rivoluzione della Dark Age sono riapparsi, mutatis mutandis, oggi: dopo un periodo di transizione del corso degli anni ’90, la figura del supereroe e dell’eroe è nuovamente controversa e a volte ambigua, mentre l’antieroe ha sempre più successo. Per questi e altri motivi si è voluta designare l’età contemporanea con il termine di Post-heroic Age. Il lavoro è stato strutturato in quattro sezioni principali. La prima, riguardante il supereroe, ha inquadrato le strutture e i concetti base di questa narrativa. Chiave per comprendere tale figura è il suo dualismo e il suo rapporto con la maschera. La maschera, intesa come idolo e doppia identità è l’elemento più distintivo del genere La seconda sezione ha preso in esame il villain, il cattivo. Fondamentale è il rapporto che lega tra loro le due figure, che si sono rivelate meno distanti di quanto potrebbero inizialmente sembrare. L’analisi sul villain ha definito e approfondito differenti tipologie. La separazione dei vari tipi di cattivo non è netta, ma è stata metodologicamente utile per focalizzarsi su determinati aspetti che un determinato villain rivela: ad esempio per approfondire il legame tra villain ed eroe si sono considerati il Doppelgänger e il genio criminale, l’arcinemico del supereroe. Le altre categorie individuate sono quella del mostro, del comandante nemico, del comune supercriminale e del villain eroico. La terza sezione è il “cuore” di questo lavoro e si concentra sulla figura dell’antieroe. Tale figura si è rivelata centrale per comprendere e definire chi è il supereroe oggi. La domanda “quando un personaggio è un antieroe, quando invece un villain o un supereroe?” non permette una facile risposta. Elementi chiave per stabilire chi è un antieroe si sono rivelati essere la maschera, il rapporto del personaggio con la società, e il conflitto morale che di norma propone. Centrali le figure antieroiche definite “Ribelli” e “Rivoluzionari”, personaggi come V di V per Vendetta, Rorschach di Watchmen o il Punitore dell’universo Marvel. Da un punto di vista filosofico si è fatto riferimento principalmente, ma non solo, ad Albert Camus (Il Mito di Sisifo e L’Uomo in Rivolta) e al concetto di Übermensch Nietzschiano. Lo studio delle antieroine apre l’ultima sezione dell’opera, incentrata sulla figura della supereroina, o più in generale sulla superdonna. Si è rivelato necessario considerare separatamente e approfonditamente la figura della donna nell’universo supereroico, in quanto questa presenta delle peculiarità non indifferenti rispetto ai superuomini e ha conosciuto un’evoluzione differente.

La Maschera dell'Antieroe. Evoluzione della Mitologia e della Filosofia del Supereroe in Fumetti e Graphic Novel, dalla Dark Age a Oggi.

favaro marco
2021-01-01

Abstract

Il progetto “La Maschera dell’Antieroe. Evoluzione della Mitologia e della Filosofia del Supereroe in Fumetti e Graphic Novel, dalla Dark Age a Oggi” nasce con lo scopo di analizzare e approfondire gli aspetti filosofici propri della narrativa supereroica, considerando prevalentemente il media nel quale tale narrativa ha preso vita, il fumetto, ma senza tralasciare le più recenti manifestazioni del fenomeno come film e serie televisive. L’obiettivo è stato quello di scoprire quelle che sono le strutture tipiche del mondo supereroico e quali sono i concetti filosofici in esse impliciti. A questo proposito non si è utilizzato un determinato autore attraverso il quale analizzare la figura del supereroe, ma piuttosto si è cercato di partire da fumetti e graphic novel stessi, svelando gradualmente la filosofia che gli è propria. Per questo motivo, come è evidente dalla bibliografia, è stato necessario considerare un vasto numero di autori. Si è considerata la narrativa supereroica come “specchio” del mondo e della società occidentale, nel senso Stendhaliano del termine. Si inizia a parlare di supereroi con Superman, pubblicato per la prima volta su Action Comics #1 nel 1938. La figura non è rimasta immutata, ma si è evoluta e modificata assieme alla società nella quale è nata. Pur considerando anche le prime due età del fumetto supereroico, la Golden Age e Silver Age, si è scelto di partire dalla Dark Age, età che comincia circa all’inizio degli anni ’80. Questa è ancora oggi considerata la più grande (e da alcuni l’ultima) trasformazione che il genere ha conosciuto e dalla quale è nato il supereroe così come lo conosciamo oggi. Questa trasformazione è legata a quella che è una profonda crisi della società americana degli anni ’60 e ’70, crisi che esplode anche nel mondo dei supereroi influenzando, da un lato una decostruzione della figura stessa del supereroe e di ciò che rappresenta, dall’altro la nascita e l’ascesa di un elevato numero di antieroi che domineranno questo periodo. Testi come Watchmen di Alan Moore e The Dark Knight Returns di Frank Miller sono pietre miliari e opere emblematiche di questa Age. È stato osservato che aspetti caratteristici della rivoluzione della Dark Age sono riapparsi, mutatis mutandis, oggi: dopo un periodo di transizione del corso degli anni ’90, la figura del supereroe e dell’eroe è nuovamente controversa e a volte ambigua, mentre l’antieroe ha sempre più successo. Per questi e altri motivi si è voluta designare l’età contemporanea con il termine di Post-heroic Age. Il lavoro è stato strutturato in quattro sezioni principali. La prima, riguardante il supereroe, ha inquadrato le strutture e i concetti base di questa narrativa. Chiave per comprendere tale figura è il suo dualismo e il suo rapporto con la maschera. La maschera, intesa come idolo e doppia identità è l’elemento più distintivo del genere La seconda sezione ha preso in esame il villain, il cattivo. Fondamentale è il rapporto che lega tra loro le due figure, che si sono rivelate meno distanti di quanto potrebbero inizialmente sembrare. L’analisi sul villain ha definito e approfondito differenti tipologie. La separazione dei vari tipi di cattivo non è netta, ma è stata metodologicamente utile per focalizzarsi su determinati aspetti che un determinato villain rivela: ad esempio per approfondire il legame tra villain ed eroe si sono considerati il Doppelgänger e il genio criminale, l’arcinemico del supereroe. Le altre categorie individuate sono quella del mostro, del comandante nemico, del comune supercriminale e del villain eroico. La terza sezione è il “cuore” di questo lavoro e si concentra sulla figura dell’antieroe. Tale figura si è rivelata centrale per comprendere e definire chi è il supereroe oggi. La domanda “quando un personaggio è un antieroe, quando invece un villain o un supereroe?” non permette una facile risposta. Elementi chiave per stabilire chi è un antieroe si sono rivelati essere la maschera, il rapporto del personaggio con la società, e il conflitto morale che di norma propone. Centrali le figure antieroiche definite “Ribelli” e “Rivoluzionari”, personaggi come V di V per Vendetta, Rorschach di Watchmen o il Punitore dell’universo Marvel. Da un punto di vista filosofico si è fatto riferimento principalmente, ma non solo, ad Albert Camus (Il Mito di Sisifo e L’Uomo in Rivolta) e al concetto di Übermensch Nietzschiano. Lo studio delle antieroine apre l’ultima sezione dell’opera, incentrata sulla figura della supereroina, o più in generale sulla superdonna. Si è rivelato necessario considerare separatamente e approfonditamente la figura della donna nell’universo supereroico, in quanto questa presenta delle peculiarità non indifferenti rispetto ai superuomini e ha conosciuto un’evoluzione differente.
Antihero, Superhero, Villain, Superheroine, Dark Age, Mask, Monster, Post-heroic Age
Antieroe, Supereroe, Supereroina, Mostro, Maschera, Doppelgänger, Übermensch
The project “The Mask of the Antihero. Evolution of the Mythology and Philosophy of the Superhero in Comics and Graphic Novels, from the Dark Age to the Present” aims to analyse and explore philosophical aspects inside the superheroes’ narrative, by considering comics and graphic novels, without neglecting the most recent manifestations of the phenomena like film and series. The objective is to define the structures of the superhero’s genre and the implicit philosophical concepts. The method is not to consider a specific author to analyse the superhero figure, but rather to start from comics and graphic novels themselves and gradually reveal their philosophy. Thus, as it is evident from the bibliography, it was necessary to consider various authors. In this work, the superhero’s narrative is considered a Stendhalian “mirror” of the western world and society. The genre starts with Superman, who appears for the first time on Action Comics #1 in 1938. The “superhero” did not remain unchanged since the so-called Golden Age, but he evolved together with the society in which he was born. The first two Ages of superheroes’ history (Golden and Silver Age) are taken into account, but the exam starts with the Dark Age (early 1980s). The Dark Age’s transformation is today still considered the biggest (sometimes even the last) revolution of the genre, which defines the superhero as he is today. The Dark Age’s revolution is directly linked with a profound crisis of US-society during the 1960s and 1970s. This crisis affected the superhero’s world and forced a deconstruction of the superhero figure. The “Good” the superhero embodied is questioned, and new antiheroes arise and dominate these years. Graphic novels like Alan Moore’s Watchmen and Frank Miller’s The Dark Knight Returns are emblematic milestones of this Age. It is observed that Dark Age’s characteristic aspects have reappeared, mutatis mutandis, today: after a transitional period in the 1990s, the figure of the superhero and the hero is again controversial and sometimes ambiguous, while antiheroes are increasingly successful. For these and other reasons, the contemporary Age is designated with the term Post-heroic Age. The thesis is divided into four main sections. The first concerns the superhero, and it considers the basic structures and concepts of superhero’s narrative. The key to understanding the superhero’s figure is its dualism and its relationship with the mask. The mask is intended as an idol and double identity; it is the genre’s clearest marker. Superheroes do not just “hide” behind a mask: they assume a whole new identity linked to a symbol and a different Weltanschauung. The double identity defines superhero’s relation with society and thanks to it the character can remain in a liminal state, in a balance between the human world, the society he protects, and the “super”, inhuman one, the world of the mask. The second section is regarding the villain. The relation between hero and villain is crucial, and the two figures prove to be less different as they seem at the beginning. There are different villain types: this distinction is methodologically useful for examining aspects revealed by a particular villain category. For example, the Doppelgänger and the Archenemy studies help define the relationship between superhero and supervillain. The other villain types are the Monster, the Enemy Commander, the Common Super-Criminal, and the Heroic Villain. The third section is the “heart” of this work, and it is focused on the antihero. This figure proved to be central to comprehend and define the superhero today. The following questions do not have an easy answer: “Why do we define a character an antihero? Why a villain or a superhero?” Key elements to define an antihero are his mask, the relationship with his society, and the moral conflict he usually causes. The antiheroic figures defined as “Rebels” and “Revolutionaries” are fundamental for understanding what an antihero is: they are characters such as V (V for Vendetta), Rorschach (Watchmen) or The Punisher (Marvel universe). From a philosophical point of view, Albert Camus’ The Myth of Sisyphus and The Rebel and the Nietzschean Übermensch are crucial at this point of the analysis. The chapter about the antiheroines opens the last section, which considers the superheroine and the superwoman in general. It is necessary to consider superwomen separately because they present important peculiarity compared to supermen, and they had a different evolution.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
MascheraAntieroe_MarcoFavaro.pdf

accesso aperto

Descrizione: Tesi di dottorato
Tipologia: Tesi di dottorato
Licenza: Dominio pubblico
Dimensione 22.82 MB
Formato Adobe PDF
22.82 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1043825
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact