Si illustrano criticamente circa settanta dipinti (tele, tavole, affreschi) restaurati con il concorso di Cassamarca in un quinquennio o poco più, a favore di enti e comunità locali e sotto la supervisione degli organi competenti. Ne esce una nuova geografia artistica della Marca Trevigiana, con particolare riguardo ai territori entro una situazione policentrica, costituita da Treviso e da molte “quasi città”. A partire dalle testimonianze di primo Quattrocento e fino all’Ottocento accademico si individua la presenza in ambiti periferici di artisti di primo piano sulla scena veneziana. Accanto ad essi altri, poco noti o affatto sconosciuti, mostrano un’esperienza tutta locale. Il “tessuto” artistico territoriale in questa ottica risulta inedito, del resto molte delle opere risultano oggetto di considerazione critica per la prima volta. Per il tardogotico e il Quattrocento “di periferia” si individuano le seguenti personalità: Maestro della cappella Ricchieri Giovanni di Francia Maestro della cappella Galletti Antonio Zago detto Antonello da Serravalle, Giovanni Cavazza. Nel Cinquecento nella Marca e a Treviso sono presenti maestri operanti a Venezia: Cima da Conegliano, Vittore Belliniano. Nel corso del secolo emergono artisti locali: Francesco da Milano Francesco Beccaruzzi Ludovico Fiumicelli. Nel territorio, per speciali commissioni sono presenti opere di Tiziano Vecellio, Jacopo Tintoretto, Jacopo Bassano. Il tardomanierismo è documentato da opere dei maestri delle sette maniere boschiniane Palma il Giovane, Gerolamo Pilotti, Pietro Malombra. È presente il flandro veneto Ludovico Pozzoserrato, aggiornatosi a Venezia, ma poi operante a Treviso e nella Marca. Si individuano personalità interessanti pur di esperienza locale: Giacomo Lauro, Silvestro Arnosti da Ceneda, Francesco Frigimelica. Non mancano opere di Pietro Damini di castelfranco ma trasferitosi a Padova, di Pietro Mera flandro veneto di stanza a Venezia ma disponibile a ricevere le commissioni che gli provengono dalla periferia. Per il Seicento si individua un’opera inedita di Nicolò Bambini, si accerta la personalità secondaria di Gaspare Fiorentini. Il Settecento vede presenti personalità di primissimo piano a Venezia e artisti che tra il Bellunese e l’Alto Trevigiano declinano lo stile di Guardi figurista: Giovan Battista Tiepolo, Giandomenico Tiepolo, Mattia Bortoloni , Giovanni Battista Crosato, Francesco Fontebasso, Antonio Gabrieli, Antonio de Bettio, Pietro Antonio Novelli; Giovanni Battista Canal, Gaspare Diziani, Gaetano Gherardo Zompini, Francesco Zugno, Basilio Lasinio.

G. B. Cima da Conegliano, pp. 4-7, 60-66, 194-195; Jacopo Negretti detto Palma il Giovane, pp. 9-11, 142-143, 298-299; Gerolamo Pilotti, pp. 12-13; Pittore veneto, 1682, pp. 14-15; Francesco Fontebasso, pp. 16-17; Pietro Malombra, pp. 20-21; Gaspare Fiorentini, pp. 22-23 Paolo De Lorenzi, pp. 26-27; Jacopo Tintoretto, pp. 28-32; Ludovico Fiumicelli, pp. 34-37, 46-47, 249-252; Ludovico Pozzoserrato, pp. 38-41; Fra Ludovico Fachini da Bologna, pp. 44-45; Francesco Beccaruzzi, pp. 48-49, 52-53; Frescante veneto, circa 1520-1530, pp. 50-51, Francesco da Milano, pp. 56-57, 90-93, 120-122; Francesco Frigimelica, pp. 58, 59, 76-77, 79; Pietro Antonio Novelli, pp. 70-71, 84-86; Giovanni di Francia, pp. 74-75; Antonio Gabrieli, pp. 82- 83; Pittore veneto, 1487, pp. 88-89; Tiziano Vecellio, pp. 94-99; Maestro della cappella Galletti, pp. 102-107; Antonio Zago detto Antonello da Serravalle, pp. 108-113; Silvestro Arnosti da Ceneda, pp. 115-117, 126-127; Antonio de Bettio, pp. 124-125; Sante Moretti, pp. 128-130; Pietro Damini, pp. 131-134, 140-141, 153-155; Giuseppe Pupin, pp. 136-137; Giovanni Battista Canal, pp. 145- 149; Mattia Bortoloni, pp. 156-157, 158-159; Jacopo Bassano, pp. 163-165; Pittore veneziano, circa 1300, pp. 179-181; Pittore veneto, inizi secolo XV, pp. 182-185; Pittore veneto, 1498, pp. 186-189;Antonio Palma e Giacomo Lauro, pp. 200-207; Gaspare Diziani, pp. 214-219; Basilio Lasinio, pp. 220-223; Pittori secoli XIX-XVI, pp. 230-235; Maestro della cappella Ricchieri, pp. 236-239; Giovanni Cavazza, pp. 240-243; Giovan Battista Tiepolo, pp. 253-256; Pietro Mera, pp. 261-262; Nicolò Bambini, pp. 264-265; Giandomenico Tiepolo, pp. 267-269; Gaetano Gherardo Zompini, pp. 270-271; Gaspare Diziani, Francesco Zugno e Gaetano Zompini, pp. 279-292; Francesco Zennaro, pp. 296-297; Vittore Belliniano, pp. 300-303; Giovanni Battista Crosato, pp. 304-311; Michele Desubleo, pp. 314-315

Giorgio Fossaluzza
1995

Abstract

Si illustrano criticamente circa settanta dipinti (tele, tavole, affreschi) restaurati con il concorso di Cassamarca in un quinquennio o poco più, a favore di enti e comunità locali e sotto la supervisione degli organi competenti. Ne esce una nuova geografia artistica della Marca Trevigiana, con particolare riguardo ai territori entro una situazione policentrica, costituita da Treviso e da molte “quasi città”. A partire dalle testimonianze di primo Quattrocento e fino all’Ottocento accademico si individua la presenza in ambiti periferici di artisti di primo piano sulla scena veneziana. Accanto ad essi altri, poco noti o affatto sconosciuti, mostrano un’esperienza tutta locale. Il “tessuto” artistico territoriale in questa ottica risulta inedito, del resto molte delle opere risultano oggetto di considerazione critica per la prima volta. Per il tardogotico e il Quattrocento “di periferia” si individuano le seguenti personalità: Maestro della cappella Ricchieri Giovanni di Francia Maestro della cappella Galletti Antonio Zago detto Antonello da Serravalle, Giovanni Cavazza. Nel Cinquecento nella Marca e a Treviso sono presenti maestri operanti a Venezia: Cima da Conegliano, Vittore Belliniano. Nel corso del secolo emergono artisti locali: Francesco da Milano Francesco Beccaruzzi Ludovico Fiumicelli. Nel territorio, per speciali commissioni sono presenti opere di Tiziano Vecellio, Jacopo Tintoretto, Jacopo Bassano. Il tardomanierismo è documentato da opere dei maestri delle sette maniere boschiniane Palma il Giovane, Gerolamo Pilotti, Pietro Malombra. È presente il flandro veneto Ludovico Pozzoserrato, aggiornatosi a Venezia, ma poi operante a Treviso e nella Marca. Si individuano personalità interessanti pur di esperienza locale: Giacomo Lauro, Silvestro Arnosti da Ceneda, Francesco Frigimelica. Non mancano opere di Pietro Damini di castelfranco ma trasferitosi a Padova, di Pietro Mera flandro veneto di stanza a Venezia ma disponibile a ricevere le commissioni che gli provengono dalla periferia. Per il Seicento si individua un’opera inedita di Nicolò Bambini, si accerta la personalità secondaria di Gaspare Fiorentini. Il Settecento vede presenti personalità di primissimo piano a Venezia e artisti che tra il Bellunese e l’Alto Trevigiano declinano lo stile di Guardi figurista: Giovan Battista Tiepolo, Giandomenico Tiepolo, Mattia Bortoloni , Giovanni Battista Crosato, Francesco Fontebasso, Antonio Gabrieli, Antonio de Bettio, Pietro Antonio Novelli; Giovanni Battista Canal, Gaspare Diziani, Gaetano Gherardo Zompini, Francesco Zugno, Basilio Lasinio.
Maestro della cappella Ricchieri, Giovanni di Francia, Maestro della cappella Galletti, Antonio Zago detto Antonello da Serravalle, Giovanni Cavazza, Cima da Conegliano, Vittore Belliniano, Francesco da Milano, Francesco Beccaruzzi, Ludovico Fiumicelli, Tiziano Vecellio, Jacopo Tintoretto, Jacopo Bassano, Palma il Giovane, Gerolamo Pilotti, Pietro Malombra, Ludovico Pozzoserrato, Silvestro Arnosti da Ceneda, Francesco Frigimelica, Pietro Damini, Giacomo Lauro, Pietro Mera, Nicolò Bambini, Gaspare Fiorentini, Giovan Battista Tiepolo, Giandomenico Tiepolo, Mattia Bortoloni, Giovanni Battista Crosato, Francesco Fontebasso, Antonio Gabrieli, Antonio de Bettio, Pietro Antonio Novelli, Giovanni Battista Canal, Gaspare Diziani, Gaetano Gherardo Zompini, Francesco Zugno, Basilio Lasinio, Paolo De Lorenzi.
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