Il sequestro preventivo disciplinato dal codice di rito penale è divenuto in questi anni il perno attorno a cui ruota il «processo al patrimonio», rappresentando un pronto strumento di ablazione di beni suscettibili di futura confisca una volta giunti a sentenza irrevocabile. Tale empirica constatazione ha reso necessario interrogarsi sul valore delle libertà che la misura cautelare reale in oggetto comprime e, di riflesso, sulle regole da applicare, anche alla luce della eterogeneità dei sequestri preventivi contemplati nel sistema processuale penale. A fronte di un’elaborazione giurisprudenziale che, a motivo di un dato normativo lacunoso, ha costruito esegesi oscillanti, preoccupata di non trattare le misure patrimoniali alla stregua di quelle personali, di non omologarle, l’obiettivo è di verificare che la disciplina della cautela preventiva penale risulti conforme allo statuto dei diritti fondamentali. Tali risultano espressamente, a livello internazionale ed europeo, i diritti di proprietà e di libera iniziativa economica, ossia i beni limitati dall’applicazione di un sequestro. A fungere da bussola sono il principio di proporzionalità e il diritto di difesa, al vaglio dei quali è sottoposta l’intera regolamentazione del sequestro preventivo, posto che ogni limitazione a un diritto fondamentale può dirsi costituzionalmente e convenzionalmente legittima solo se le summenzionate garanzie siano rispettate. La prima parte del volume è appunto dedicata all’esame dei principi sovraordinati – costituzionali, convenzionali ed eurounitari – che vengono in rilievo dinanzi a un provvedimento di apprensione della res al fine di appurare se le garanzie connotative della giurisdizione penale (presunzione di non colpevolezza e contraddittorio tra le parti) abbiano una applicazione indifferenziata rispetto a tutti i tipi di cautela preventiva, o meno. Questo inquadramento valoriale risulta il fondamento su cui si erge la seconda parte del lavoro, ove si opera la valutazione di congruità della disciplina normativa del sequestro preventivo rispetto ai valori costituzionali e alle indicazioni sovranazionali.

Il sequestro preventivo penale tra principi costituzionali e vincoli sovranazionali

Guido Elisabetta
2020-01-01

Abstract

Il sequestro preventivo disciplinato dal codice di rito penale è divenuto in questi anni il perno attorno a cui ruota il «processo al patrimonio», rappresentando un pronto strumento di ablazione di beni suscettibili di futura confisca una volta giunti a sentenza irrevocabile. Tale empirica constatazione ha reso necessario interrogarsi sul valore delle libertà che la misura cautelare reale in oggetto comprime e, di riflesso, sulle regole da applicare, anche alla luce della eterogeneità dei sequestri preventivi contemplati nel sistema processuale penale. A fronte di un’elaborazione giurisprudenziale che, a motivo di un dato normativo lacunoso, ha costruito esegesi oscillanti, preoccupata di non trattare le misure patrimoniali alla stregua di quelle personali, di non omologarle, l’obiettivo è di verificare che la disciplina della cautela preventiva penale risulti conforme allo statuto dei diritti fondamentali. Tali risultano espressamente, a livello internazionale ed europeo, i diritti di proprietà e di libera iniziativa economica, ossia i beni limitati dall’applicazione di un sequestro. A fungere da bussola sono il principio di proporzionalità e il diritto di difesa, al vaglio dei quali è sottoposta l’intera regolamentazione del sequestro preventivo, posto che ogni limitazione a un diritto fondamentale può dirsi costituzionalmente e convenzionalmente legittima solo se le summenzionate garanzie siano rispettate. La prima parte del volume è appunto dedicata all’esame dei principi sovraordinati – costituzionali, convenzionali ed eurounitari – che vengono in rilievo dinanzi a un provvedimento di apprensione della res al fine di appurare se le garanzie connotative della giurisdizione penale (presunzione di non colpevolezza e contraddittorio tra le parti) abbiano una applicazione indifferenziata rispetto a tutti i tipi di cautela preventiva, o meno. Questo inquadramento valoriale risulta il fondamento su cui si erge la seconda parte del lavoro, ove si opera la valutazione di congruità della disciplina normativa del sequestro preventivo rispetto ai valori costituzionali e alle indicazioni sovranazionali.
978-88-495-4296-7
SEQUESTRO PREVENTIVO PENALE, PRINCIPI COSTITUZIONALI, VINCOLI SOVRANAZIONALI
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1035759
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