La paura del tiranno domina minacciosa la vita della democratica Atene; a dare volto ed espressione al nemico della città, a definirne sempre melgio i caratteri concorrono poetic, storici, oratori, filosofi. Personaggio storico di un recente passato, il tiranno si trasforma nella figra ideologica che finisce con l’assommare in sé ogni forma di devianza dalla norma sociale, che asurge a simbolo del vizio, dell’asocialità, della disumanità. Questo libro non si limita a ripercorrere i momenti della costruzione della figura del tiranno, ma indaga anche le attese sociali che la sua rappresentazione è chiamata a soddisfare. L’esame si estende quindi alla sopravvivenza del mito della tirannide fuori del mondo greco fino ai nostri giorni. Sopravvivenza che, pur nella varietà delle situazioni storiche, rivela il ricorrere di una medesima pratica ideologica: la mistificazione di ogni potere autoritario sotto il segno tutto psicologico del potere individuale, della follia che muove la sete di dominio, di Nerone come di Federico II, di Hitler come di Stalin. Il saggio si sviluppa nel vivace intreccio di diverse esperienze d’indaagine storiche, linguistiche, letterarie, tutte subordinate alla rigorosa definizione dell’organizzazione della cultura (ruolo socaiale dei produttori, canali di trasmissione, pubblico) nella città greca.

Diego Lanza, Il tiranno e il suo pubblico

Ugolini, Gherardo
2020

Abstract

La paura del tiranno domina minacciosa la vita della democratica Atene; a dare volto ed espressione al nemico della città, a definirne sempre melgio i caratteri concorrono poetic, storici, oratori, filosofi. Personaggio storico di un recente passato, il tiranno si trasforma nella figra ideologica che finisce con l’assommare in sé ogni forma di devianza dalla norma sociale, che asurge a simbolo del vizio, dell’asocialità, della disumanità. Questo libro non si limita a ripercorrere i momenti della costruzione della figura del tiranno, ma indaga anche le attese sociali che la sua rappresentazione è chiamata a soddisfare. L’esame si estende quindi alla sopravvivenza del mito della tirannide fuori del mondo greco fino ai nostri giorni. Sopravvivenza che, pur nella varietà delle situazioni storiche, rivela il ricorrere di una medesima pratica ideologica: la mistificazione di ogni potere autoritario sotto il segno tutto psicologico del potere individuale, della follia che muove la sete di dominio, di Nerone come di Federico II, di Hitler come di Stalin. Il saggio si sviluppa nel vivace intreccio di diverse esperienze d’indaagine storiche, linguistiche, letterarie, tutte subordinate alla rigorosa definizione dell’organizzazione della cultura (ruolo socaiale dei produttori, canali di trasmissione, pubblico) nella città greca.
978-88-7588-303-4
Tiranno
Atene
tragedia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1031310
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