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         <titleStmt>
            <title>13.4. Sferamundi di Grecia. Quarta parte. - Riassunto</title>
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               <resp>Riassunto di:</resp>
               <name type="person" ref="https://orcid.org/0000-0002-3461-556X">Stefano Neri</name>
               <name type="person" ref="https://orcid.org/0000-0002-1194-4520">Anna Bognolo</name>
               <name type="person" ref="https://orcid.org/0000-0003-0360-3344">Giovanni Cara</name>
            </respStmt>
            <respStmt>
               <resp>Codifica di:</resp>
               <name type="person" ref="https://orcid.org/0000-0002-3496-3687">Stefano
                  Bazzaco</name>
               <name type="person" ref="https://www.muruca.org/team/aiola/">Chiara Aiola</name>
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         <publicationStmt>
            <authority>Progetto Mambrino</authority>
            <publisher>Università degli Studi di Verona - Dipartimento di Lingue e Letterature
               Straniere</publisher>
            <pubPlace>Verona</pubPlace>
            <date when="2023-06-01">01/09/2023</date>
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               <licence target="CC BY-NC-ND 4.0">Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate
                  4.0 Internazionale</licence>
            </availability>
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         <seriesStmt>
            <title>Biblioteca Digitale del Progetto Mambrino - Spagnole Romanzerie</title>
            <editor>
               <name type="person" ref="https://orcid.org/0000-0002-1194-4520">Anna Bognolo</name>
               <name type="person" ref="https://orcid.org/0000-0002-3461-556X">Stefano Neri</name>
            </editor>
            <idno type="URL">https://mambrino.dlls.univr.it</idno>
         </seriesStmt>
         <sourceDesc>
            <bibl>Bognolo, Cara, Neri, "Repertorio delle continuazioni italiane ai romanzi
               cavallereschi spagnoli. Ciclo di Amadis di Gaula", Roma, Bulzoni,
                  2013.<ref>https://www.bulzoni.it/it/catalogo/repertorio-delle-continuazioni-italiane-ai-romanzi-cavallereschi-spagnoli.html</ref></bibl>
         </sourceDesc>
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               <dc:title>13.4. Sferamundi di Grecia. Quarta parte. - Riassunto</dc:title>
               <dc:subject>Spanish Romances of Chivalry</dc:subject>
               <dc:subject>libros de caballerías</dc:subject>
               <dc:subject>chivalric novel</dc:subject>
               <dc:subject>chivalric fiction</dc:subject>
               <dc:publisher>Università di Verona - Dipartimento di Lingue e Letterature
                  Straniere</dc:publisher>
               <dc:contributor>Progetto Mambrino</dc:contributor>
               <dc:contributor>Bazzaco, Stefano</dc:contributor>
               <dc:contributor>Bognolo, Anna</dc:contributor>
               <dc:contributor>Neri, Stefano</dc:contributor>
               <dc:contributor>Cara, Giovanni</dc:contributor>
               <dc:contributor>Aiola, Chiara</dc:contributor>
               <dc:date>2023</dc:date>
               <dc:type>TEI-XML</dc:type>
               <dc:identifier type="ISBN">978-88-947529-0-8</dc:identifier>
               <dc:identifier type="DOI"/>
               <dc:source>Bognolo, Cara, Neri, "Repertorio delle continuazioni italiane ai romanzi
                  cavallereschi spagnoli. Ciclo di Amadis di Gaula", Roma, Bulzoni, 2013</dc:source>
               <dc:language>it</dc:language>
               <dc:relation ref="http://mambrino.dlls.univr.it/">Biblioteca Digitale del Progetto
                  Mambrino</dc:relation>
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                  ><!-- inserire link RDF del progetto: bisogna dire a datos BNE di inserire il ns. LOD --></dc:coverage>
               <dc:rights>CC BY-NC-ND 4.0</dc:rights>
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            <head type="main">Sferamundi di Grecia. Quarta parte</head>
            <head type="sub"/>
            <p>autore: <persName type="author"><ref target="http://viaf.org/viaf/52744577">Mambrino Roseo da Fabriano</ref></persName><lb/> editore:
               <persName type="publisher"><ref target="http://viaf.org/viaf/106965383">Michele Tramezzino</ref></persName><lb/> data di
               pubblicazione: 1563<lb/> luogo di pubblicazione: Venezia<lb/> dedicatario: <persName
                  type="dedicatee"><ref target="http://viaf.org/viaf/89721353">Marcantonio Memo</ref></persName></p>
         </div>
         <div xml:id="s.1">
            <head type="main">Capitolo I</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il principe <name type="person" ref="#Arlange">Arlange di Spagna</name>, angosciato
               per il rapimento di <name type="person" ref="#Sestiliana">Sestiliana</name>, ha
               percorso l’<name type="place" ref="#Europa">Europa</name>, l’<name type="place"
                  ref="#Oriente">Oriente</name> e il Mezzogiorno alla sua ricerca. Per avere sue
               notizie ha consultato molti maghi senza esito. La disperazione lo ha portato ai
               limiti della follia: si fa chiamare il Cavaliere senz’Anima poiché è convinto di aver
               perso, con Sestiliana, anche la sua anima che è tutt’uno con quella dell’amata. Tutti
               nutrono per lui stima e compassione. L’eco della sua fama arriva alla <name
                  type="person" ref="#Regina_di_Bisaura">regina di Bisaura</name> che decide di
               mettere alla prova il suo valore e, durante una battuta di caccia, manda cinque
               cavalieri a sfidarlo in duello.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.2">
            <head type="main">Capitolo II</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Arlange">Arlange</name> sbaraglia gli avversari ed è
               accolto a palazzo dalla regina e dalla figlia, che ascoltano la sua storia dalla voce
               dello scudiero. La regina, vedova da lungo tempo, s’invaghisce di Arlange e medita di
               ricorrere a una maga per trasformare sé stessa, o la figlia, in <name type="person"
                  ref="#Sestiliana">Sestiliana</name>, così da far ritrovare la serenità al
               principe. Data la contrarietà dell’infanta, la regina si decide ad agire da sola con
               il pietoso benestare dello scudiero.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.3">
            <head type="main">Capitolo III</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La maga opera l’incantesimo e informa la regina dell’identità di <name type="person"
                  ref="#Arlange">Arlange</name> e del rapimento di <name type="person"
                  ref="#Sestiliana">Sestiliana</name>, pur non sapendo dare ragguagli sul luogo in
               cui questa è reclusa. Il giorno seguente Arlange si commuove nel vedere la sua amata
               e le mostra affetto e devozione senza nutrire alcun sospetto. La regina è combattuta
               tra la gioia d’essere ricambiata e la consapevolezza che le attenzioni di Arlange non
               sono rivolte a lei. Ben presto tale tormento la induce a pentirsi della sua
               iniziativa. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.4">
            <head type="main">Capitolo IV</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Persea">Persea</name> ha dichiarato guerra a <name
                  type="person" ref="#Rogello_di_Grecia">Rogello</name> mossa dall’odio che nutre
               verso di lui per averla abbandonata rinnegando la promessa di matrimonio. La figlia
                  <name type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name>, nata dall’effimera
               relazione, soffre per la tensione tra i genitori e tenta di far desistere la madre
               dai sui propositi. Chiarastella soffre anche per l’assenza dell’amato <name
                  type="person" ref="#Fortuniano_il_Bello">Fortuniano il Bello</name> che tarda a
               tornare. I preparativi per la guerra procedono: l’imperatrice riceve aiuto da tutti i
               re e principi d’<name type="place" ref="#Oriente">Oriente</name>, attirati in <name
                  type="place" ref="#Persia">Persia</name> dal desiderio di combattere i cristiani e
               dalla speranza di far sposare Persea o la figlia e ricevere in dote l’impero. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.5">
            <head type="main">Capitolo V</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Anche l’infanta <name type="person" ref="#Fortuna">Fortuna</name> soffre per la
               guerra che <name type="person" ref="#Persea">Persea</name> ha dichiarato al suo
               popolo: nella Seconda Parte dello Sferamundi si è raccontato come fosse giunta in
                  <name type="place" ref="#Persia">Persia</name> dopo essere stata liberata dalle
               prigioni della maga <name type="person" ref="#Dragosina">Dragosina</name> da <name
                  type="person" ref="#Lucendus">Lucendus</name>, che era poi ripartito con <name
                  type="person" ref="#Fortuniano_il_Bello">Fortuniano</name> in aiuto dei <name
                  type="person" ref="#Parti">Parti</name> nella guerra di <name type="place"
                  ref="#Regno_di_Sibilla">Sibilla</name>. <name type="person" ref="#Amadis_di_Grecia"
                  >Amadis di Grecia</name>, informato della presenza di sua figlia Fortuna presso la
               corte di Persea, è rincuorato di saperla al sicuro ma, al contempo, preoccupato per
               le sue sorti nell’imminente conflitto. Per sbloccare la situazione scrive a Persea
               esortandola ad abbandonare i propositi di vendetta e a perdonare <name type="person"
                  ref="#Rogello">Rogello</name>; in caso contrario, chiede sia consentito a Fortuna
               di far ritorno a <name type="place" ref="#Costantinopoli">Costantinopoli</name>.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.6">
            <head type="main">Capitolo VI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Gli ambasciatori, il <name type="person" ref="#Duca_di_Pera">Duca di Pera</name> e il
                  <name type="person" ref="#Marchese_di_San_Giorgio">Marchese di San Giorgio</name>,
               giungono alla corte di <name type="person" ref="#Persea">Persea</name>, che li
               accoglie benevolmente, legge la lettera e promette di rispondere al più presto. I due
               riferiscono a <name type="person" ref="#Fortuna">Fortuna</name> i contenuti
               dell’ambasciata e le ultime notizie: Sferamundi ha liberato <name type="person"
                  ref="#Ricciarda">Ricciarda</name> dal gigante <name type="person" ref="#Patranone"
                  >Patranone</name>; <name type="person" ref="#Florisello">Florisello</name> intende
               prestare soccorso ai Greci; <name type="person" ref="#Lucendus">Lucendus</name> e
                  <name type="person" ref="#Fortuniano_il_Bello">Fortuniano</name> sono vittime d’un
               incantesimo, ma presto, secondo la predizione di <name type="person" ref="#Zireno"
                  >Zireno</name> e <name type="person" ref="#Zirzea">Zirzea</name>, Sferamundi li
               saprà liberare. Pur grata per l’intervento del padre, <name type="person"
                  ref="#Fortuna">Fortuna</name>non vuole separarsi da <name type="person"
                  ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> e comunica l’intenzione di rimanere in
                  <name type="place" ref="#Persia">Persia</name>.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.7">
            <head type="main">Capitolo VII</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Persea">Persea</name> visita <name type="person"
                  ref="#Fortuna">Fortuna</name> e <name type="person" ref="#Chiarastella"
                  >Chiarastella</name> per discutere riguardo la lettera di <name type="person"
                  ref="#Amadis_di_Gaula">Amadis</name>: il fatto che l’infanta esprima la volontà di
               restare la riempie di gioia. Persea si ritira nella sua stanza e scrive ad Amadis: la
               guerra è l’unica soluzione per vendicare il torto subito e difendere la propria
               reputazione, ma l’odio verso <name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name> non
               riguarda l’intera sua stirpe. Conclude informandolo delle intenzioni di Fortuna. Gli
               ambasciatori ripartono per la <name type="place" ref="#Grecia">Grecia</name> e Amadis
               accoglie benevolmente la decisione della figlia. Persea ripensa a Rogello e spera che
               un giorno egli possa ritornare da lei.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.8">
            <head type="main">Capitolo VII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Nel regno di <name type="place" ref="#Persia">Persia</name> si radunano gli alleati
               pagani. I cittadini non si sentono più al sicuro e abbandonano le consuete attività
               maledicendo <name type="person" ref="#Persea">Persea</name>. Comincia la rassegna
               degli eserciti, cui assistono le nobildonne di corte. Accanto all’imperatrice siede
               la <name type="person" ref="#Regina_di_Russia">Regina di Russia</name>, intrepida
               amazzone <name type="person" ref="#Regina_di_Russia">Regina degli Sciiti</name>. Il
                  <name type="person" ref="#Re_di_Tartaria">re di Tartaria</name>, capo
               dell’esercito persiano, dà le direttive.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.9">
            <head type="main">Capitolo IX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Sfilano le schiere di <name type="place" ref="#Tartaria">Tartaria</name>, di <name
                  type="place" ref="#Russia">Russia</name>, di <name type="place" ref="#Persia"
                  >Persia</name>, di <name type="place" ref="#Salimora">Salimora</name>, d’<name
                  type="place" ref="#India_Maggiore">India Maggiore</name> e le amazzoni della <name
                  type="person" ref="#Regina_di_Asamandra">Regina di Asamandra</name>. Seguono gli
               eserciti del <name type="person" ref="#Re_Polidauro">Re Polidauro</name> e del <name
                  type="person" ref="#Re_di_Batriani">Re di Batriani</name>, che conta anche quattro
               possenti giganti. Per ultime, marciano le truppe dei re di <name type="place"
                  ref="#Libia">Libia</name>, <name type="place" ref="#Tragoniti">Tragoniti</name> e
                  <name type="place" ref="#California">California</name>. Il passaggio degli
               stendardi occupa un giorno e una notte; mentre <name type="person" ref="#Persea"
                  >Persea</name> già si considera vittoriosa, <name type="person"
                  ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> è turbata. A sera, i re e i cavalieri sono
               ospitati nella campagna circostante, divisi in quartieri e riforniti di provvigioni.
               Si attende l’arrivo della <name type="person" ref="#Regina_Selvaggia">Regina
                  Selvaggia</name> e delle amazzoni <name type="person" ref="#Atleta">Atleta</name>
               e <name type="person" ref="#Orunzia">Orunzia</name>.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.10">
            <head type="main">Capitolo X</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il giorno dopo viene imbarcata la cavalleria e si passa in rassegna la fanteria.
                  <name type="person" ref="#Persea">Persea</name> assiste con le nobildonne e le
               regine amazzoni che, in abiti femminili, attirano l’attenzione di principi e re.
               Molti ammirano la bellezza di Persea e <name type="person" ref="#Chiarastella"
                  >Chiarastella</name>. Conclusa la rassegna, giunge notizia che <name type="person"
                  ref="#Regina_Selvaggia">Selvaggia</name> e le amazzoni sono vicine. Persea, col
               suo seguito di dame, va loro incontro; le seguono i principi e i re pagani. Le nobili
               alleate si scambiano saluti e le ospiti vengono condotte a palazzo.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.11">
            <head type="main">Capitolo XI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il giorno seguente, le regine amazzoni insistono perché <name type="person"
                  ref="#Atleta">Atleta</name> e <name type="person" ref="#Orunzia">Orunzia</name>,
               in occasione della festa in loro onore, indossino abiti femminili: la bellezza delle
               fanciulle meraviglia i re pagani e più di tutti <name type="person"
                  ref="#Regina_Selvaggia">Selvaggia</name>, che scopre che il cavaliere di cui è
               innamorata è in realtà una donna <name type="person" ref="#Orunzia">Orunzia</name>.
               Le tre guerriere ridono insieme della situazione, ma il riso di Selvaggia nasconde
               amarezza. Imbarcati gli eserciti, i re pagani si riuniscono. I pareri sono discordi,
               ma alla fine si decide di mantenere compatto l’esercito, attaccando prima la <name
                  type="place" ref="#Grecia">Grecia</name> e subito dopo l’impero di <name
                  type="place" ref="#Trabisonda">Trabisonda</name>. Nel frattempo giungono eserciti
               ausiliari, tra i quali quello di <name type="person" ref="#Beliandro"
                  >Beliandro</name>, <name type="person" ref="#Re_di_Salandria">Re di
                  Salandria</name>, richiamato dalla bellezza di <name type="person"
                  ref="#Chiarastella">Chiarastella</name>. Si decide che egli, capo della spedizione
               contro <name type="place" ref="#Trabisonda">Trabisonda</name>, rimanga a corte fino
               all’arrivo d’altri aiuti. L’armata s’imbarca per <name type="place"
                  ref="#Costantinopoli">Costantinopoli</name>.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.12">
            <head type="main">Capitolo XII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>I tre <name type="person" ref="#Cavalieri_dell'_Allegrezza">Cavalieri
                  dell’Allegrezza</name>, conclusa l’impresa di <name type="place" ref="#Lamagna"
                  >Lamagna</name>, si avvicinano a <name type="place" ref="#Costantinopoli"
                  >Costantinopoli</name>, dove <name type="person" ref="#Amadis_di_Grecia">Amadis di
                  Grecia</name> ha riunito un numeroso esercito inviando ambasciatori presso gli
               alleati. Ricevuta la notizia dell’imminente arrivo dei cavalieri, l’imperatore va
               loro incontro con <name type="person" ref="#Florisello">Florisello</name>, <name
                  type="person" ref="#Briange_di_Boezia">Briange di Boezia</name> e <name
                  type="person" ref="#Florarlano">Florarlano</name>, che riconoscono <name
                  type="person" ref="#Amadis_dAstra">Amadis d’Astra</name> e <name type="person"
                  ref="#Lucidamoro">Lucidamoro</name> di Boezia e li accolgono con entusiasmo;
               Briange finalmente riabbraccia il figlio. Amadis d’Astra e Lucidamoro, prima di
               rivelare l’identità del terzo cavaliere, presentano le fanciulle: <name type="person"
                  ref="#Lidiope">Lidiope</name>, figlia di <name type="person" ref="#Rogello"
                  >Rogello</name>, <name type="person" ref="#Lisaura">Lisaura</name>, sorella di
               Lucidamoro, e la principessa dell’<name type="place" ref="#Isola_dell_Idra">Isola
                  dell’Idra</name>. Il cavaliere sconosciuto infine si presenta e viene accolto con
               tutti gli onori: è <name type="person" ref="#Dorigello">Dorigello</name>, figlio di
               Rogello, unitosi agli altri per conoscere il padre. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.13">
            <head type="main">Capitolo XIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>A palazzo, l’imperatrice <name type="person" ref="#Nichea">Nichea</name>, la regina
                  <name type="person" ref="#Sidonia">Sidonia</name> e l’infanta <name type="person"
                  ref="#Leonida">Leonida</name> ricevono i tre cavalieri. Leonida non è turbata nel
               sapere che <name type="person" ref="#Lidiope">Lidiope</name> e <name type="person"
                  ref="#Dorigello">Dorigello</name> sono figli di <name type="person" ref="#Rogello"
                  >Rogello</name>, poiché è al corrente delle numerose relazioni del marito, e
               accoglie i due giovani con benevolenza. <name type="person" ref="#Amadis_dAstra"
                  >Amadis d’Astra</name> informa che <name type="person" ref="#Argantes"
                  >Argantes</name>, che ha soccorso l’<name type="person"
                  ref="#Imperatore_di_Lamagna">Imperatore_di_Lamagna</name> e sposato la principessa,
               sta arrivando con il suo esercito. Il giorno seguente l’imperatore e il suo seguito
               visitano <name type="person" ref="#Splandiano">Splandiano</name> e <name type="person"
                  ref="#Leonorina">Leonorina</name>, che vivono ritirati in un luogo di preghiera.
               Dopo aver onorato gli ospiti, gli anziani monarchi decidono di tornare con loro a
                  <name type="place" ref="#Costantinopoli">Costantinopoli</name> per assisterli
               durante la guerra. Giunge a corte la <name type="person" ref="#Regina_di_Galdapa"
                  >regina di Galdapa</name> col suo esercito: nonostante la gelosia, viene accolta
               anche da Leonida e, informata delle prodezze del figlio Argantes e del suo
               matrimonio, si compiace del suo prossimo arrivo. Con l’approdo di nuovi eserciti, gli
               abitanti del regno si sentono sicuri.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.14">
            <head type="main">Capitolo XIV</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> e <name type="person"
                  ref="#Fortuna">Fortuna</name> , preoccupate della sorte di <name type="person"
                  ref="#Fortuniano">Fortuniano</name> e <name type="person" ref="#Lucendus"
                  >Lucendus</name>, si rivolgono alla maga <name type="person" ref="#Dragosina"
                  >Dragosina</name>. Intanto alla corte dei Parti Sferamundi, con il consenso di
                  <name type="person" ref="#Ricciarda">Ricciarda</name> e <name type="person"
                  ref="#Rosaliana">Rosaliana</name> , sta allestendo l’esercito da inviare in
               soccorso all’<name type="person" ref="#Imperatore_di_Grecia">imperatore di
                  Grecia</name>. La maga lo raggiunge e racconta che Fortuniano e Lucendus hanno
               lasciato la corte di <name type="place" ref="#Persia">Persia</name> per partecipare
               alla guerra dei Parti senza più fare ritorno. Sferamundi decide di partire con
               Dragosina, che assicura Ricciarda sul loro rapido rientro e allieta Rosaliana con la
               notizia dell’imminente arrivo di <name type="person" ref="#Amadis_dAstra">Amadis
                  d’Astra</name> , che in suo nome ha compiuto grandi prodezze. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.15">
            <head type="main">Capitolo XV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>A <name type="place" ref="#Costantinopoli">Costantinopoli</name>, <name type="person"
                  ref="#Amadis_dAstra">Amadis d’Astra</name> e <name type="person" ref="#Lucidamoro"
                  >Lucidamoro</name>, che soffrono per la lontananza delle amate <name type="person"
                  ref="#Rosaliana">Rosaliana</name> e <name type="person" ref="#Teodorina"
                  >Teodorina</name> , chiedono ad <name type="person" ref="#Amadis_di_Grecia">Amadis
                  di Grecia</name> d’essere inviati l’uno al regno dei Parti e l’altro al regno di
                  <name type="place" ref="#Tanacria">Tanacria</name> in modo da affrettare l’arrivo
               degli eserciti. I <name type="person" ref="#Cavalieri_dell'_Allegrezza">Cavalieri
                  dell’Allegrezza</name> partono e, impazienti di rivedere le amate, cavalcano senza
               fermarsi. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.16">
            <head type="main">Capitolo XVI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>In pena per l’assenza di <name type="person" ref="#Sferamundi_di_Grecia"
                  >Sferamundi</name>, <name type="person" ref="#Ricciarda">Ricciarda</name> propone
               alla sorella di andare in una villa di campagna per distrarsi. <name type="person"
                  ref="#Rosaliana">Rosaliana</name> sceglie la <name type="place"
                  ref="#Villa_dei_Cedri">Villa dei Cedri</name>, sul cammino di <name type="place"
                  ref="#Grecia">Grecia</name>, dove trascorre ore affacciata alla loggia sperando di
               veder tornare l’amato. Un giorno le principesse vedono avvicinarsi una fanciulla: è
               la messaggera di Rosaliana che annuncia l’arrivo di <name type="person"
                  ref="#Amadis_dAstra">Amadis d’Astra</name>, che non osa comparirle innanzi senza il
               suo consenso. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.17">
            <head type="main">Capitolo XVII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Quando il cavaliere le si presenta, <name type="person" ref="#Rosaliana"
                  >Rosaliana</name>, emozionata, non riesce a parlare. Gli innamorati rimangono
               soli; <name type="person" ref="#Amadis_dAstra">Amadis d’Astra</name> si scusa per la
               lunga assenza e racconta della guerra di <name type="place" ref="#Lamagna"
                  >Lamagna</name>. Il principe viene disarmato e vestito d’abiti preziosi. A sera
               Amadis d’Astra vorrebbe dormire con lei, ma non osa. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.18">
            <head type="main">Capitolo XVIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Dopo una notte tormentata, <name type="person" ref="#Amadis_di_Gaula">Amadis</name>
               decide di confidarsi con <name type="person" ref="#Ricciarda">Ricciarda</name>: la
               principessa suggerisce un matrimonio segreto, attendendo il ritorno di Sferamundi per
               le nozze solenni. Amadis desidera che Ricciarda ne parli presto alla sorella. Un
               giorno, a colloquio con <name type="person" ref="#Rosaliana">Rosaliana</name>,
               logorato dal desiderio, perde i sensi; Ricciarda, spaventata, lo crede in fin di
               vita. Accorre una vecchia dama e, compresa la natura del mancamento, consiglia a
               Rosaliana il matrimonio segreto. Rosaliana rincuora il cavaliere con dolci parole e
               Amadis si scusa per la sua debolezza. Si stabilisce che il matrimonio segreto si
               celebri la sera stessa. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.19">
            <head type="main">Capitolo XIX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Al tramonto, alla presenza di <name type="person" ref="#Ricciarda">Ricciarda</name>,
               della matrona e della donzella di <name type="person" ref="#Rosaliana"
                  >Rosaliana</name>, gli amanti s’uniscono in matrimonio; poi <name type="person"
                  ref="#Amadis_di_Gaula">Amadis</name> va nella stanza di Rosaliana, la quale, dopo
               un iniziale smarrimento, si abbandona fra le sue braccia. Il mattino seguente gli
               amanti mandano alla corte dei Parti una messaggera per annunciare l’arrivo del
               cavaliere e il loro prossimo rientro in città. Gli imperatori felici già progettano
               le nozze. Intanto Rosaliana e Amadis trascorrono i giorni in serene conversazioni e
               le notti in abbracci appassionati. Dopo qualche tempo fanno ritorno alla corte dei
               Parti. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.20">
            <head type="main">Capitolo XX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La sera stessa il re e la regina, sollecitati da <name type="person" ref="#Ricciarda"
                  >Ricciarda</name>, concedono ad <name type="person" ref="#Amadis_di_Gaula"
                  >Amadis</name> la mano di <name type="person" ref="#Rosaliana">Rosaliana</name> .
               Nei giorni seguenti, l’imperatore dei Parti fa preparare l’armata e nomina <name
                  type="person" ref="#Amadis_dAstra">Amadis dAstra</name> comandante, con l’ordine
               di dirigere a <name type="place" ref="#Trabisonda">Trabisonda</name>. Rosaliana, che
               non vuole separarsi dall’amato, lo prega di condurla con sé e, col permesso degli
               imperatori, i due sposi partono insieme. Dopo alcuni giorni di viaggio, giungono a
               Trabisonda, dove Amadis informa <name type="person" ref="#Lisuarte">Lisuarte di
                  Grecia</name> dell’imminente arrivo di <name type="person" ref="#Lucidamoro"
                  >Lucidamoro di Boezia</name> con l’esercito di <name type="person"
                  ref="#Re di Tanacria">Tanacria</name>.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.21">
            <head type="main">Capitolo XXI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La <name type="person" ref="#Principessa_teodorina">principessa Teodorina</name> di
                  <name type="place" ref="#Tanacria">Tanacria</name> è afflitta per l’assenza di
                  <name type="person" ref="#Lucidamoro">Lucidamoro</name> e s’ammala. La regina madre
               cerca di distrarla passeggiando con lei in giardino o in riva al mare. Durante
               un’escursione presso un castello rivierasco, la loro compagnia viene attaccata da
               giganti che sterminano molte guardie armate e rapiscono la regina, la principessa e
               le dame. Lucidamoro, che passava proprio di lì, informato da un cavaliere ferito, si
               mette subito all’inseguimento dei giganti. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.22">
            <head type="main">Capitolo XXII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Quando li raggiunge, i rapitori stanno spingendo le donne sulle loro navi. L’eroe
               affronta e uccide il primo gigante e <name type="person" ref="#Teodorina"
                  >Teodorina</name> lo riconosce. Il fratello del gigante ucciso tenta di reagire,
               ma anch’egli viene presto eliminato. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.23">
            <head type="main">Capitolo XXIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La regina e le dame ringraziano il salvatore che, levatosi l’elmo, s’inginocchia. La
               regina fa seppellire i cadaveri e, mentre la compagnia s’incammina verso il castello,
               si accorge dell’amore che lega <name type="person" ref="#Teodorina">Teodorina</name> a
                  <name type="person" ref="#Lucidamoro">Lucidamoro</name>. Al castello gli amanti
               rimangono soli e possono parlare. Teodorina si rammarica per l’errore commesso dalla
               sua messaggera, che l’aveva scambiato per <name type="person" ref="#Amadis_dAstra"
                  >Amadis dAstra</name>, come si racconta nella Terza Parte, ma Lucidamoro è felice
               d’un malinteso che gli ha consentito di dimostrare la sua fedeltà. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.24">
            <head type="main">Capitolo XXIV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La regina invia un messo alla corte dei Parti per informare il marito che, nel
               frattempo, venuto a sapere del rapimento, si era già avviato alla loro ricerca. Il
               messo lo incontra e lo avverte della liberazione. Li raggiunge <name type="person"
                  ref="#Lucidamoro">Lucidamoro</name> che, lungo la strada del ritorno, conversa con
               il <name type="person" ref="#Re_di_Tanacria">re di Tanacria</name> sui recenti
               avvenimenti.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.25">
            <head type="main">Capitolo XXV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>A <name type="person" ref="#Tanacria">Tanacria</name>
               <name type="person" ref="#Lucidamoro">Lucidamoro</name> è accolto festosamente dal
               popolo e dal giovane <name type="person" ref="#Principe_di_Tanacria">principe di
                  Tanacria</name>, che riabbraccia la sorella e i genitori. Lucidamoro e <name
                  type="person" ref="#Teodorina">Teodorina</name> possono finalmente parlarsi con
               agio: il cavaliere le confessa la sua passione e l’infanta l’invita ad aver pazienza.
               Lucidamoro intende chiederla in moglie: incoraggiato dalla principessa, si rivolge al
               re, che non esita a soddisfare la sua richiesta.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.26">
            <head type="main">Capitolo XXVI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Vengono celebrate le nozze con grandi feste e il re concede in dote a <name
                  type="person" ref="#Lucidamoro">Lucidamoro</name> il <name type="place"
                  ref="#Regno_di_Taramata">regno di Traramata</name>. Giunge a corte la notizia dei
               preparativi di <name type="person" ref="#Persea">Persea</name> per l’attacco a
               Trabisonda: <name type="person" ref="#Tanacria">Tanacria</name> prepara il suo
               esercito che salpa al comando di Lucidamoro, che porta con sé anche la giovane
               moglie. A <name type="place" ref="#Trabisonda">Trabisonda</name>, <name type="person"
                  ref="#Lisuarte">Lisuarte</name> e <name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name>
               diffidano delle navi che si stanno avvicinando, poi <name type="person"
                  ref="#Amadis_dAstra">Amadis dAstra</name> riconosce l’amico Lucidamoro e l’armata
               attracca. <name type="person" ref="#Teodorina">Teodorina</name> è accolta
               affettuosamente da <name type="person" ref="#Abra">Abra</name> e <name type="person"
                  ref="#Rosaliana">Rosaliana</name>.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.27">
            <head type="main">Capitolo XXVII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Dopo aver liberato il <name type="person" ref="#Principe_di_Palomaro">Principe di
                  Palomaro</name> dall’incantesimo della Valle di Amore, <name type="person"
                  ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> e <name type="person" ref="#Lindamarte"
                  >Lindamarte</name> si dirigono al <name type="place" ref="#Regno_di_Palomaro">regno
                  di Palomaro</name> con le mogli <name type="person" ref="#Rosalva">Rosalva</name>
               ed <name type="person" ref="#Eliana">Eliana</name> e con la <name type="person"
                  ref="#Regina_di_Palomaro">Regina di Palomaro</name>. Lungo il viaggio le dame
               vengono rapite da un gruppo di selvaggi e i cavalieri si dividono per andare alla
               loro ricerca. Seguendo le indicazioni di un villano, <name type="person"
                  ref="#Lindamarte">Lindamarte</name> si mette sulle tracce di un gruppo di selvaggi
               diretto oltre un lago. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.28">
            <head type="main">Capitolo XXVIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>In cambio di un dono, una nana d’aspetto sgradevole si offre di aiutarlo ad
               attraversare il lago in barca e indicargli le caverne dove i selvaggi portano
               solitamente le loro vittime. Grazie ai suoi consigli pratici e ai suoi insegnamenti
               morali, <name type="person" ref="#Lindamarte">Lindamarte</name> sfugge prima a una
               tempesta, poi all’attacco di spaventosi mostri marini, infine alla tentazione del
               canto delle sirene. Al tramonto la barca giunge a riva.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.29">
            <head type="main">Capitolo XXIX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Prima di lasciarlo, la nana indica a <name type="person" ref="#Lindamarte"
                  >Lindamarte</name> una caverna dove passare la notte in compagnia di un pastore e
               l’informa che tra le dame prigioniere dei selvaggi c’è anche <name type="person"
                  ref="#Eliana">Eliana</name>. A tempo debito, aggiunge, verrà a chiedergli conto del
               dono concesso.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.30">
            <head type="main">Capitolo XXX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Anche <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name>, nel frattempo, ha
               incontrato un nano che, in cambio di un dono, lo ha traghettato al di là del lago e
               gli ha indicato la caverna dei selvaggi. Il <name type="person"
                  ref="#Principe_di_Palomaro">Principe di Palomaro</name> è giunto al lago e lo ha
               attraversato a una velocità stupefacente grazie a un vecchio barcaiolo. Il vecchio
               spiega che quello è il <name type="place" ref="#Lago_dell_Esempio">Lago
                  dell’Esempio</name>, così chiamato perché la sua navigazione è lo specchio della
               vita umana: breve, irta di ostacoli e in balìa della fortuna. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.31">
            <head type="main">Capitolo XXXI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il mattino seguente <name type="person" ref="#Lindamarte">Lindamarte</name> ringrazia
               il pastore che lo ha ospitato, fa tesoro dei suoi consigli e si dirige alla caverna.
               I primi selvaggi vengono sbaragliati agilmente, ma ne sopraggiungono degli altri.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.32">
            <head type="main">Capitolo XXXII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Seppure ferito, <name type="person" ref="#Lindamarte">Lindamarte</name> si fa strada
               dentro la grotta brandendo la sua spada contro altri selvaggi. Giunto al fondo, trova
               la sua sposa <name type="person" ref="#Eliana">Eliana</name> che, raggiante, lo
               riconosce e l’abbraccia. Con le altre donzelle liberate, la dama viene messa al
               sicuro presso il pastore che informa Lindamarte dell’arrivo d’un altro cavaliere
               intenzionato a liberare le fanciulle prigioniere nelle caverne vicine. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.33">
            <head type="main">Capitolo XXXIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name>, infatti, è entrato in una delle
               caverne e, dopo aver camminato a lungo al buio, è giunto a un prato dove ha scoperto
               il covo dei selvaggi. Rosalva è confortata, ma teme per la vita di suo marito. Mentre
               questi tiene testa a una moltitudine di avversari, giunge <name type="person"
                  ref="#Lindamarte">Lindamarte</name> e in breve i due hanno la meglio sui selvaggi.
               Subito dopo raggiungono una caverna vicina dove liberano altre fanciulle. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.34">
            <head type="main">Capitolo XXXIV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La compagnia si riunisce presso una fonte, dove i pastori hanno disposto vettovaglie
               in abbondanza. Il <name type="person" ref="#Principe_di_Palomaro">principe di
                  Palomaro</name> sta andando in soccorso della regina sua madre e, avutane notizia,
                  <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> e <name type="person"
                  ref="#Lindamarte">Lindamarte</name> decidono di unirsi a lui il mattino
               seguente.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.35">
            <head type="main">Capitolo XXXV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Giunto alle caverne, il principe ingaggia uno scontro con due selvaggi di ritorno
               dalla caccia. Presto altri selvaggi si uniscono alla zuffa e mettono in difficoltà il
               cristiano, ma l’arrivo di <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> e
                  <name type="person" ref="#Lindamarte">Lindamarte</name> ribalta le sorti della
               furibonda battaglia. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.36">
            <head type="main">Capitolo XXXVI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>I tre conseguono la vittoria e liberano la regina. Il pastore che ha accompagnato i
               cavalieri porta loro cibi e bevande; arrivano anche <name type="person" ref="#Rosalva"
                  >Rosalva</name> ed <name type="person" ref="#Eliana">Eliana</name> che festeggiano
               con la regina e i cavalieri il termine dell’avventura. I pastori vengono da tutto il
               paese per onorare e servire i cavalieri che hanno debellato i selvaggi. Dopo alcuni
               giorni, la compagnia si rimette in viaggio e raggiunge il <name type="place"
                  ref="#Regno_di_Palomaro">regno di Palomaro</name>, dove il re si prepara a
               riceverli con <name type="person" ref="#Silves_della_Selva">Silves della Selva</name>
               e <name type="person" ref="#Alvida">Alvida</name>. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.37">
            <head type="main">Capitolo XXXVII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il popolo e la corte di <name type="place" ref="#Palomaro">Palomaro</name> celebrano
               il ritorno del principe e dei suoi compagni. Dopo alcuni giorni di festa il <name
                  type="person" ref="#Rincipe_di_Palomaro">principe di Palomaro</name>, a capo del
               suo esercito, parte alla volta di <name type="place" ref="#Trabisonda"
                  >Trabisonda</name> per dare man forte all’imperatore <name type="person"
                  ref="#Lisuarte">Lisuarte</name>. Presto lo raggiunge anche <name type="person"
                  ref="#Lindamarte">Lindamarte</name> che guida l’esercito del <name type="person"
                  ref="#Re_di_Armenia">Re di Armenia</name>, suo suocero. Anche <name type="person"
                  ref="#Astrapolo">Astrapolo</name>, <name type="person" ref="#Re_di_Saranchia">re di
                  Siranchia</name>, che ha scoperto che nelle sue vene scorre sangue greco, decide
               di recarsi a Trabisonda con suo padre <name type="person" ref="#Silves_della_Selva"
                  >Silves</name> e <name type="person" ref="#Alvida">Alvida</name> per dissuadere le
               sue genti dal combattere i cristiani. <name type="person" ref="#Rosalva"
                  >Rosalva</name> soffre così tanto la partenza dell’amato che si ammala gravemente
               e muore di malinconia. Suo padre, il <name type="person" ref="#Re_di_Palomaro">re di
                  Palomaro</name>, non resiste al crepacuore e muore a sua volta. La regina si
               abbandona a uno stato di prostrazione da cui cerca di risollevarla <name
                  type="person" ref="#Zirzea">Zirzea</name> che, appellandosi alla fede cristiana,
               alimenta il lei la speranza di ricongiungersi ai suoi cari nella vita ultraterrena.
            </p>
         </div>
         <div xml:id="s.38">
            <head type="main">Capitolo XXXVIIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>A <name type="place" ref="#Trabisonda">Trabisonda</name>
               <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> si prepara a incontrare <name
                  type="person" ref="#Atleta">Atleta</name> e <name type="person" ref="#Orunzia"
                  >Orunzia</name> , quando riceve la notizia della morte di <name type="person"
                  ref="#Rosalva">Rosalva</name> e del <name type="person" ref="#Re_di_Palomaro">re di
                  Palomaro</name>; sconvolto, perde i sensi e viene soccorso dal <name type="person"
                  ref="#Principe_di_Palomaro">principe di Palomaro</name> e dagli scudieri. Grazie a
               rimedi dei medici di corte e al conforto degli imperatori <name type="person"
                  ref="#Lisuarte">Lisuarte</name> e <name type="person" ref="#Abra">Abra</name>,
               Astrapolo pare riprendersi, ma la notte stessa parte in gran segreto con la sola
               compagnia di uno scudiero. I due cavalcano senza meta tutto il giorno seguente. La
               sera si accampano presso una fonte; Astrapolo dorme fino al mattino, consolato in
               sogno dall’apparizione di Rosalva che, dalla beatitudine della vita eterna, l’esorta
               a non affliggersi. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.39">
            <head type="main">Capitolo XXXIX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Nei giorni seguenti egli vaga ancora in preda alla disperazione e decide di dirigersi
               alla montagna <name type="place" ref="#Montagna_Artifaria">Artifaria</name> in cerca
               di solitudine. Ai piedi del monte s’innalza un sontuoso castello: lo scudiero
               vorrebbe fermarsi e <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name>,
               intenzionato a proseguire, accetta solo dopo molte insistenze da parte della signora
               del palazzo. La donna lo conduce lungo grandi sale adornate di splendidi affreschi
               che illustrano le vicende di nobili cavalieri; l’eroe rimane stupito nel vedere
               raffigurato sé stesso e la sua storia d’amore con la <name type="person"
                  ref="#Regina_Belisaura_di_Clotone">regina Belisaura di Clotone</name>, per la quale
               sente riaccendersi l’antica passione. In realtà è vittima d’un incantesimo: la
               signora del palazzo è la maga amica di Belisaura che, saputo della morte di <name
                  type="person" ref="#Rosalva">Rosalva</name>, ha creato il castello e i dipinti
               affinché Astrapolo tornasse ad amarla. Di notte, la maga sostituisce l’anello di
               Rosalva che il cavaliere porta al dito con un altro che induce all’amore; quando si
               sveglia, Astrapolo scopre meravigliato che il dolore è scomparso e che il suo
               pensiero è rivolto alla regina di Clotone.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.40">
            <head type="main">Capitolo XL</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La maga, dissimulando, lo interroga sul motivo dell’improvviso cambiamento e <name
                  type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> le confessa che il suo antico amore
               è stato rinfocolato dalla visione degli affreschi. Solo in quel momento l’astuta maga
               finge di riconoscerlo e gli assicura che la <name type="person"
                  ref="#Regina_Belisaura_di_Clotone">regina di Clotone</name> non l’ha dimenticato e
               lo incoraggia a contemplare lungamente il suo ritratto. La sera gli rivela che la
               regina si era rifiutata di ricorrere alla magia per impedire le sue nozze con <name
                  type="person" ref="#Rosalva">Rosalva</name> e che, dopo la sua partenza, gli era
               rimasta fedele rifiutando le proposte di molti pretendenti.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.41">
            <head type="main">Capitolo XLI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Mentre nel cavaliere è ormai forte il desiderio di tornare dalla sua antica amante,
               la maga avvisa <name type="person" ref="#Belisaura">Belisaura</name> della morte di
                  <name type="person" ref="#Rosalva">Rosalva</name> . <name type="person"
                  ref="#Regina_Belisaura_di_Clotone">regina di Clotone</name>, ferma nelle sue
               intenzioni e ignara circa le trame della maga, ribadisce il proposito di non
               ricorrere alla magia e aspettare che <name type="person" ref="#Astrapolo"
                  >Astrapolo</name> torni da lei di sua spontanea volontà. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.42">
            <head type="main">Capitolo XLII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Durante la notte, mentre <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> e il
               suo scudiero dormono, la maga li trasporta dentro una nuvola al <name type="place"
                  ref="#Regno_di_Clotone">regno di Clotone</name>. Quando si svegliano i due
               comprendono, increduli, di essere già giunti a destinazione. La donna li conduce in
               un palazzo identico al precedente, all’interno di una grande sala affrescata dove
               sono raffigurati gli avvenimenti appena accaduti: il dolore di Astrapolo, le sue
               conversazioni con la maga, il viaggio aereo e la prossima accoglienza della regina.
               Dopo cena la maga fa sì che Astrapolo e lo scudiero dormano per due notti di fila, in
               modo da potersi recare dalla regina in un castello vicino e preparare il terreno per
               un incontro.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.43">
            <head type="main">Capitolo XLIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La maga dice alla regina che <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> è
               innamorato di lei e che si cruccia di averla tradita sposando <name type="person"
                  ref="#Rosalva">Rosalva</name>. La regina risponde di non aver nulla da
               rimproverargli poiché tra loro, a differenza di <name type="person" ref="#Persea"
                  >Persea</name> e <name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name>, non v’è stata
               promessa di matrimonio. Quando la maga le propone di organizzare un incontro segreto,
                  <name type="person" ref="#Belisaura">Belisaura</name> si oppone preferendo seguire
               la strada di un matrimonio pubblico. Decidono così di fare giungere Astrapolo a corte
               all’improvviso, per non destare sospetti. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.44">
            <head type="main">Capitolo XLIV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Quello stesso giorno la <name type="person" ref="#Regina_Belisaura_di_Clotone">regina
                  di Clotone</name> finge di ricevere una lettera che annuncia l’arrivo del <name
                  type="person" ref="#Re_di_Siranchia">re di Siranchia</name> e invia per riceverlo i
               principali nobili del regno. La maga torna a comunicare ad <name type="person"
                  ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> che la regina lo attende per celebrare presto le
               nozze. Durante il viaggio Astrapolo viene raggiunto dai cortigiani e accompagnato con
               tutti gli onori al cospetto della regina di Clotone. I due rimangono soli e, nei
               giorni seguenti, hanno modo di rinnovare il loro amore e organizzare le nozze. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.45">
            <head type="main">Capitolo XLV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>I preparativi proseguono con il consenso dei consiglieri di corte, ma emerge uno
               scoglio nella differenza tra le fedi dei due sposi. La maga svela l’identità di <name
                  type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> alla regina e al Consiglio,
               narrando la sua vita da quando, bambino, fu rapito da <name type="person"
                  ref="#Dragosina">Dragosina</name> e allevato alla corte di <name type="person"
                  ref="#Palomaro">Palomaro</name>, fino all’incontro col suo vero padre <name
                  type="person" ref="#Silves_della_Selva">Silves della Selva</name>. Il Consiglio
               apprende con soddisfazione ch’egli è nipote di <name type="person"
                  ref="#Amadis_di_Grecia">Amadis di Grecia</name> e la <name type="person"
                  ref="#Regina_Belisaura_di_Clotone">regina di Clotone</name>, convinta, sceglie di
               accettare il battesimo. Il giorno seguente vengono celebrate le nozze.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.46">
            <head type="main">Capitolo XLVI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il regno festeggia e la maga predice la nascita di due gemelli, maschio e femmina,
               dotati di grande valore e bellezza. <name type="person" ref="#Astrapolo"
                  >Astrapolo</name> conduce con sé la moglie al <name type="place"
                  ref="#Regno_di_Siranchia">regno di Siranchia</name>, dove viene incoronata come
               regina. Tutto il popolo si converte e, quando giunge la notizia dell’inizio della
               guerra, Astrapolo si prepara a trasferirsi a <name type="place"
                  ref="#Regno_di_Trabisonda">Trabisonda</name> per combattere al fianco dei
               cristiani. Per non separarsi dalla moglie decide di portarla con sé e s’imbarca alla
               guida del suo esercito. <name type="person" ref="#Orunzia">Orunzia</name> e <name
                  type="person" ref="#Atleta">Atleta</name>, venute a sapere che il loro amico
               Astrapolo è cristiano e figlio della <name type="person" ref="#Regina_Pantasilea"
                  >regina Pantasilea</name> (sorella di Atleta) ne restano turbate: secondo loro,
               Pantasilea ha tradito il suo popolo convertendosi al cristianesimo. La stima che
               nutrono verso Astrapolo, tuttavia, supera ogni pregiudizio e così decidono di
               schierarsi con lui e raggiungerlo a Trabisonda. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.47">
            <head type="main">Capitolo XLVII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Le due amazzoni visitano <name type="person" ref="#Selvaggia">Selvaggia</name>,
               spiegano il motivo della loro presa di posizione e ricevono comprensione. S’imbarcano
               con l’esercito di <name type="person" ref="#Infante di Siranchia">Siranchia</name> che
               il re ha loro affidato e, senza intoppi, giungono al porto di <name type="place"
                  ref="#Trabisonda">Trabisonda</name> dove, scambiate inizialmente per nemici,
               vengono riconosciute da <name type="person" ref="#Lindamarte">Lindamarte</name> e
               accolte dall’imperatore e da tutta la corte. Alloggiate a palazzo, l’imperatrice le
               informa dell’improvvisa partenza di <name type="person" ref="#Astrapolo"
                  >Astrapolo</name> dopo la morte di <name type="person" ref="#Rosalva"
                  >Rosalva</name>. Orunzia, che ne è innamorata, è afflitta e si propone di andare a
               cercarlo, ancora ignara del suo amore per la <name type="person"
                  ref="#Regina_Belisaura_di_Clotone">regina di Clotone</name>. La regina degli Sciti
               e la <name type="person" ref="#Regina_delle_Amazzoni">regina Amazzona</name> ritengono
               quello di <name type="person" ref="#Orunzia">Orunzia</name> e <name type="person"
                  ref="#Atleta">Atleta</name> un tradimento e intendono sfidarle alla prima
               occasione. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.48">
            <head type="main">Capitolo XLVIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Nel frattempo a <name type="place" ref="#Costantinopoli">Costantinopoli</name>, dopo
               una breve malattia, è morta l’infanta <name type="person" ref="#Leonida"
                  >Leonida</name>. La corte è in preda allo sconforto e la vecchia <name
                  type="person" ref="#Imperatrice_Leonorina">imperatrice Leonorina</name> non regge a
               tanto dolore e muore poco tempo dopo. Quando il regno si sta abbandonando alla
               disperazione, <name type="person" ref="#Amadis_di_Grecia">Amadis_di_Grecia</name>
               esorta cristianamente il suo popolo ad abbandonare il lutto e mostrare animo sereno.
                  <name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name>, per non affliggere le sue genti,
               piange in segreto la perdita della moglie. La notizia giunge a <name type="person"
                  ref="#Persea">Persea</name>, che se ne duole con <name type="person"
                  ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> e <name type="person" ref="#Fortuna"
                  >Fortuna</name> ma, al contempo, inizia a capire che tale lutto può mitigare la
               discordia tra lei e Rogello. Esortata da Chiarastella, dunque, Persea decide di
               sospendere la spedizione contro <name type="person" ref="#Trabisonda"
                  >Trabisonda</name>.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.49">
            <head type="main">Capitolo XLIX</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name> è in viaggio con <name
                  type="person" ref="#Dragosina">Dragosina</name> verso l’ <name type="place"
                  ref="#Isola_non_Conosciuta">Isola non Conosciuta</name>, dove <name type="person"
                  ref="#Ginolda">Ginolda</name> tiene prigionieri Lucendus e il figlio Fortuniano. La
               maga lo rassicura sull’esito dell’impresa: anche se sua nipote Ginolda cercherà di
               trattenere l’amato <name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name>, Sferamundi
               può riuscire a liberarlo grazie allo scudo magico che lo preserva dagli incantesimi.
               Durante il tragitto, i due sono attratti dalle musiche provenienti da un castello
               dove, secondo quanto riferisce un nano, il <name type="person" ref="#Conte_di_Loferno"
                  >conte di Loferno</name> sta festeggiando le sue nozze; Dragosina, che conosce
               l’ospitalità del conte, prepara uno scherzo: si trasforma in una vecchia brutta e
               deforme e si presenta al banchetto di nozze come una prima donna accompagnata da
               Sferamundi, più bello che mai. La vista della strana coppia scatena le risate dei
               partecipanti che l’invitano a unirsi alla festa. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.50">
            <head type="main">Capitolo L</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Dragosina">Dragosina</name> accetta di danzare e stupisce
               tutti con l’agilità dei suoi passi. <name type="person" ref="#Sferamundi"
                  >Sferamundi</name> è complice dello scherzo: la maga ha fatto in modo che egli la
               veda sotto le sembianze di una splendida donzella, cosicché egli può giurare davanti
               a tutti di non aver mai visto una donna più bella e difendere la sua affermazione in
               un torneo ludico. Le sue dichiarazioni e la sua destrezza in armi stupiscono tutti e,
               al termine del torneo, il principe cristiano sbaraglia venti sfidanti. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.51">
            <head type="main">Capitolo LI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La burla viene svelata: <name type="person" ref="#Dragosina">Dragosina</name>
               riacquista le sue sembianze e il conte, che da lei era stato allevato, la riconosce e
               la presenta alla sposa e alle dame, che si scusano per averla schernita. La maga
               rivela l’identità del cavaliere e tutti gli rendono omaggio. Il giorno seguente
               Dragosina e <name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name> ripartono.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.52">
            <head type="main">Capitolo LII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La maga <name type="person" ref="#Ginolda">Ginolda</name> sa dell’imminente arrivo di
                  <name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name> e decide d’usare le sue
               arti magiche per ostacolarlo. In riva al mare <name type="person" ref="#Dragosina"
                  >Dragosina</name> avverte Sferamundi che l’<name type="place"
                  ref="#Isola_non_Conosciuta">Isola non Conosciuta</name> può essere vista solo nel
               riflesso del suo scudo magico; Sferamundi rovescia lo scudo e l’isola appare. La
               raggiungono su una nave creata dalla maga e, prima di sbarcare, Dragosina avverte
               Sferamundi: Ginolda cercherà in tutti i modi di fargli perdere lo scudo. Appare un
               terribile drago con cui l’eroe ingaggia una fiera battaglia e lo uccide, ma sviene
               intossicato dalle esalazioni velenose del suo sangue. Dragosina e lo scudiero lo
               fanno rinvenire con un unguento. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.53">
            <head type="main">Capitolo LIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>I tre s’incamminano verso il palazzo di <name type="person" ref="#Ginolda"
                  >Ginolda</name>, finché giungono a un ponte dove sono di guardia quattro giganti
               armati di martelli infuocati. Il principe affronta i primi due ma, ben presto, è
               costretto a ritirarsi, tant’è fitto il fuoco che lo circonda. Quando rovescia lo
               scudo, scopre che i colpi degli avversari risultano vani e riesce ad avere la meglio
               su di loro. Lungo il cammino si fanno avanti due centauri che, secondo le parole di
                  <name type="person" ref="#Dragosina">Dragosina</name>, non hanno nulla a che vedere
               con gli incantesimi di Ginolda e contro i quali non serve lo scudo magico. <name
                  type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name> li affronta comunque e li
               sconfigge. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.54">
            <head type="main">Capitolo LIV</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Ginolda">Ginolda</name> incanta Lucendus e i suoi compagni
                  (<name type="person" ref="#Giraferro">Giraferro</name> e <name type="person"
                  ref="#Stilpone">Stilpone</name>) in modo che, nel vedere <name type="person"
                  ref="#Sferamundi">Sferamundi</name>, lo attacchino come un nemico. <name
                  type="person" ref="#Dragosina">Dragosina</name>, che prevede la mossa della nipote,
               svela a Sferamundi l’incantesimo e l’identità dei cavalieri, e gli consiglia di usare
               lo scudo. Quando il principe li incontra rovescia lo scudo: i prigionieri ritornano
               in sé, lo riconoscono e l’abbracciano. Dragosina li esorta a non avere in odio
               Ginolda, che ha agito accecata dall’amore; dal canto loro, i tre cavalieri confermano
               d’essere stati trattati con rispetto e convengono con Sferamundi che la liberazione
               di Fortuniano dovrà avvenire senza ch’ella ne soffra.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.55">
            <head type="main">Capitolo LV</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Dragosina">Dragosina</name> entra nel palazzo di <name
                  type="person" ref="#Ginolda">Ginolda</name> e tenta di ricondurla alla ragione: le
               chiede di liberare <name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name>
               dall’incantesimo e di consolarsi col pensiero che l’avrebbe sempre amata, essendo
               legato a lei dai due figli avuti durante la prigionia. Ginolda si convince e spezza
               l’incantesimo. Fortuniano riconosce Dragosina, che gli spiega com’egli sia giunto
               nell’isola e perché vi sia rimasto tanto tempo, pregandolo di non nutrire rancore
               verso la nipote. Giungono a palazzo <name type="person" ref="#Lucendus"
                  >Lucendus</name> e i suoi compagni, accolti con onore da Ginolda che chiede loro
               perdono. Prima di separarsi dall’amante Fortuniano promette di non dimenticarla e la
               prega di prendersi cura dei loro figli. Dopo tre giorni la compagnia lascia l’isola e
               prosegue verso il regno di <name type="place" ref="#Persia">Persia</name>. Durante il
               cammino Dragosina si accomiata dal gruppo per recare alla corte di Persea la notizia
               della liberazione. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.56">
            <head type="main">Capitolo LVI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Al suo arrivo, annuncia a <name type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name>
               e <name type="person" ref="#Fortuna">Fortuna</name> il prossimo rientro dei loro
               amati, senza però far cenno alla relazione tra <name type="person" ref="#Ginolda"
                  >Ginolda</name> e <name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name>. Entrambe
               gioiscono: <name type="person" ref="#Fortuna">Fortuna</name>corre a informare Persea,
               mentre Chiarastella rimane a conversare con <name type="person" ref="#Dragosina"
                  >Dragosina</name>. Persea accoglie festosamente la maga e si fa narrare
               l’avventura; è sorpresa nel sapere che <name type="person" ref="#Sferamundi"
                  >Sferamundi</name>, figlio del suo nemico Rogello, desidera venire a riverirla.
               Nel frattempo, adducendo scuse coi re pagani, continua a rimandare la spedizione
               contro Trabisonda.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.57">
            <head type="main">Capitolo LVII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>A <name type="place" ref="#Costantinopoli">Costantinopoli</name>, quando viene
               avvistata l’armata pagana, <name type="person" ref="#Amadis_di_Grecia">Amadis di
                  Grecia</name> suddivide l’esercito in schiere per impedire lo sbarco nemico. I re
               pagani di <name type="place" ref="#Tartaria">Tartaria</name> e di <name type="place"
                  ref="#Russia">Russia</name> schierano la flotta disponendo in prima linea i giganti
               e i cavalieri più forti. Il rumore di trombe e tamburi segna l’inizio del
               combattimento: i cristiani combattono con le lance, i pagani rispondono gettando olio
               bollente e pece liquefatta; i più coraggiosi tentano di raggiungere la riva con ponti
               e scale. I giganti sbarcano e riescono a farsi strada sulla terraferma. Amadis di
               Grecia decide di ritirarsi temporaneamente. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.58">
            <head type="main">Capitolo LVIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Rientrati in città, l’imperatore e i principi decidono di attaccare il mattino
               seguente. L’attacco risulta inaspettato per i pagani che, dopo una notte insonne,
               riescono a stento a dare l’allarme e armarsi; il loro consiglio di guerra stabilisce
               di rispondere subito all’attacco per prendere a loro volta i cristiani di sorpresa.
            </p>
         </div>
         <div xml:id="s.59">
            <head type="main">Capitolo LIX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Durante la notte, mentre i cristiani festeggiano la vittoria, le guardie scorgono i
               nemici e danno l’allarme. Le mura sono difese efficacemente con pietre e zolfo
               bollente e i re pagani sono costretti a scendere in campo di persona per incoraggiare
               i loro uomini. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.60">
            <head type="main">Capitolo LX</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Argantes">Argantes</name> entra in battaglia con i suoi
               cavalieri alemanni. Combatte dapprima contro il <name type="person"
                  ref="#Re_di_Salimora">re di Salimora</name> e lo sconfigge, costringendo il suo
               esercito a ritirarsi; corre poi in aiuto dell’imperatore, che combatte contro il
                  <name type="person" ref="#Re_di_Tartaria">re di Tartaria</name>; la battaglia è
               cruenta ma infine questi ordina la ritirata: i cristiani hanno salvato la città. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.61">
            <head type="main">Capitolo LXI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il giorno seguente si seppelliscono i morti e si radunano da entrambe le parti i
               consigli di guerra. <name type="person" ref="#Amadis_di_Gaula">Amadis</name> e i
               principi cristiani decidono di schierare l’esercito in sei coorti. Giunge intanto a
                  <name type="place" ref="#Costantinopoli">Costantinopoli</name>
               <name type="person" ref="#Silves_della_Selva">Silves della Selva</name>, accolto dal
               padre Amadis e dalla moglie <name type="person" ref="#Pantasilea">Pantasilea</name>. I
               pagani decidono di combattere con sette schiere. La battaglia ha inizio. La schiera
               cristiana comandata da <name type="person" ref="#Amadis_di_Grecia">Amadis di
                  Grecia</name> e <name type="person" ref="#Artaserse">Artaserse</name> sconfigge la
               schiera pagana guidata dal <name type="person" ref="#Re_di_Russia">re di Russia</name>
               e dalla regina degli Sciti, sua moglie.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.62">
            <head type="main">Capitolo LXII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La seconda schiera cristiana comandata da <name type="person" ref="#Florarlano"
                  >Florarlano</name> e <name type="person" ref="#Filadarte">Filadarte</name> di <name
                  type="place" ref="#Polonia">Polonia</name> combatte contro la schiera comandata dal
                  <name type="person" ref="#Re_dell'_India_Maggiore">re dell’India Maggiore</name> e
               dal <name type="person" ref="#Re_Polidauro">re Polidauro</name>. Entrano anche le
               terze schiere. Il <name type="person" ref="#Re_di_Tartaria">re di Tartaria</name>,
               stupito del valore dei cristiani, fa entrare la quarta schiera, guidata dal <name
                  type="person" ref="#Re_della_Tana">re della Tana</name>, che affronta <name
                  type="person" ref="#Argantes">Argantes</name>; il suolo, coperto di cadaveri e
               sangue, sembra tremare. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.63">
            <head type="main">Capitolo LXIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il popolo di <name type="place" ref="#Costantinopoli">Costantinopoli</name> prega per
               i cristiani. Il <name type="person" ref="#Re_dei_Tartari">re dei Tartari</name> incita
               la quinta schiera, comandata dal <name type="person" ref="#Re_di_Libia">re di
                  Libia</name> e dal <name type="person" ref="#Re_di_California">re di
                  California</name>, presto sconfitti dagli eserciti di <name type="person"
                  ref="#Silves_della_Selva">Silves</name> e <name type="person" ref="#Pantasilea"
                  >Pantasilea</name>. Il re tartaro entra in battaglia con la sesta schiera e si
               batte con <name type="person" ref="#Dorigello">Dorigello</name> , che guida la sesta
               colonna cristiana. <name type="person" ref="#Amadis_di_Grecia">Amadis di Grecia</name>
               viene informato che i pagani possono contare su un altro esercito e riunisce
               dodicimila cavalieri coi quali affronta il <name type="person"
                  ref="#Re_dell'_India_Minore">re dell’India Minore</name> e l’ultima schiera pagana.
               Intanto il re di <name type="place" ref="#Tartaria">Tartaria</name> è stato ferito da
               Dorigello. Giunta la notte, gli eserciti, stanchi e decimati, si ritirano. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.64">
            <head type="main">Capitolo LXIV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La tregua dura sette giorni: si medicano i feriti e seppelliscono i caduti. Nel campo
               pagano sono morti il <name type="person" ref="#Re_di_Tragoniti">re di Tragoniti</name>
               e il <name type="person" ref="#Re_di_California">re di California</name>, e sono
               feriti il <name type="person" ref="#Re_di_Russia">re di Russia</name> e il <name
                  type="person" ref="#Re_dei_Tartari">re dei Tartari</name>. Dopo alcuni giorni
               giunge una flotta in soccorso dei pagani: a bordo delle navi viaggiano il <name
                  type="person" ref="#Re_di_Gerusalemme">re di Gerusalemme</name>, il <name
                  type="person" ref="#Re_delle_Isole_Gelate">re delle Isole Gelate</name> e il <name
                  type="person" ref="#Re_di_Albarosia1">re di Albarosia</name>. Due giorni dopo
               giungono altri dieci re pagani coi loro eserciti, mentre tra i cristiani serpeggia lo
               sconforto. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.65">
            <head type="main">Capitolo LXV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Nel campo pagano militano anche il <name type="person" ref="#Re_di_Calidonia">re di
                  Calidonia</name>, il <name type="person" ref="#Re_di_Circia">re di Circia</name> e
               il <name type="person" ref="#Re_di_Saracenica">re di Saracenica</name>, alleati di
                  <name type="person" ref="#Persea">Persea</name>. Trinaldo, <name type="person"
                  ref="#Re_di_Gerusalemme">re di Gerusalemme</name> nipote del <name type="person"
                  ref="#Re_Armato">re Armato</name>, i <name type="person" ref="#Re_di_Albarosia1">re
                  di Albarosia</name> e <name type="person" ref="#Re_delle_Isole_Gelate">re delle
                  Isole Gelate</name>, assieme al re di <name type="place" ref="#Tartaria"
                  >Tartaria</name>, ai <name type="person" ref="#Re_di_Russia">re di Russia</name>,
               delle <name type="place" ref="#Isole_Gioconde">Isole Gioconde</name> e delle <name
                  type="place" ref="#Isole_Soprane">Isole Soprane</name>, lanciano una sfida: in caso
               di vittoria sarebbero entrati in possesso di <name type="place" ref="#Costantinopoli"
                  >Costantinopoli</name>, in caso contrario si sarebbero ritirati rinunciando alla
               belligeranza per dieci anni. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.66">
            <head type="main">Capitolo LXVI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il <name type="person" ref="#Re_di_Tartaria">re di Tartaria</name> invia l’ambasciata
               a <name type="place" ref="#Costantinopoli">Costantinopoli</name>; l’imperatore precisa
               che, in caso di sconfitta, i pagani avrebbero dovuto impegnarsi anche a non prestare
               più aiuto a Persea. <name type="person" ref="#Amadis_di_Grecia">Amadis di
                  Grecia</name> riunisce il consiglio cristiano e sceglie i sette sovrani che
               parteciperanno al duello: Amadis di Grecia, <name type="person" ref="#Florisello"
                  >Florisello</name>, <name type="person" ref="#Silves_della_Selva">Silves</name>,
                  <name type="person" ref="#Florarlano">Florarlano</name>, <name type="person"
                  ref="#Argantes">Argantes</name>, <name type="person" ref="#Florenio">Florenio</name>
               e <name type="person" ref="#Dorigello">Dorigello</name>. <name type="person"
                  ref="#Artaserse">Artaserse</name> e <name type="person" ref="#Filisello"
                  >Filisello</name> prendono il comando dell’esercito; <name type="person"
                  ref="#Briange">Briange</name>, <name type="person" ref="#Filadarte">Filadarte</name>
               e <name type="person" ref="#Gadarte">Gadarte</name> saranno i giudici; <name
                  type="person" ref="#Bimarte">Brimarte</name> di Siria prende in consegna la città.
            </p>
         </div>
         <div xml:id="s.67">
            <head type="main">Capitolo LXVII</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name>, <name type="person"
                  ref="#Lucendus">Lucendus</name> e <name type="person" ref="#Fortuniano"
                  >Fortuniano</name>, con <name type="person" ref="#Giraferro">Giraferro</name> e
                  <name type="person" ref="#Stilpone">Stilpone</name>, proseguono il loro cammino pur
               essendo al corrente della guerra a <name type="place" ref="#Costantinopoli"
                  >Costantinopoli</name>. Giunti a un porto, il capitano di una nave si offre di
               condurli in <name type="place" ref="#Persia">Persia</name>. Da lui vengono a sapere
               della morte di <name type="person" ref="#Leonida">Leonida</name> che, se da un lato fa
               sperare nella riconciliazione tra <name type="person" ref="#Persea">Persea</name> e
                  <name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name>, dall’altra riempie di rammarico
               Sferamundi, che ha perso la madre senza poterle stare vicino. Il nocchiero rivela che
               molti sovrani della coalizione pagana si sono invaghiti di Persea, di <name
                  type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> e di Fortuna, il che suscita
               lo sdegno di Fortuniano e Lucendus. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.68">
            <head type="main">Capitolo LXVIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Dopo alcuni giorni, s’imbattono in due navi corsare: <name type="person"
                  ref="#Sferamundi">Sferamundi</name> incoraggia l’equipaggio e, con l’aiuto dei suoi
               compagni, sconfigge gli assalitori. Un corsaro informa i vincitori che all’interno
               d’una delle navi è prigioniera una nobile signora con le sue compagne; i tre principi
               promettono di condurle dov’erano dirette prima d’essere rapite. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.69">
            <head type="main">Capitolo LXIX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>I principi donano al loro capitano una delle due imbarcazioni e rimangono a bordo
               della nave in cui viaggia la nobildonna. Il viaggio riprende. Dopo cena, la donzella
               svela d’essere <name type="person" ref="#Corrina">Corrina</name>, figlia del <name
                  type="person" ref="#Re_di_Alcazara">re di Alcazara</name>: diretta da sua zia alle
               giostre di <name type="place" ref="#Regno_di_Salandria">Salandria</name>, s’era
               imbattuta nei corsari che l’avevano catturata insieme al suo seguito. La nave fa
               rotta verso il regno di Salandria, </p>
         </div>
         <div xml:id="s.70">
            <head type="main">Capitolo LXX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>e incrocia un palischermo su cui viaggia una fanciulla disperata. Invitata a bordo,
               la fanciulla parla di due cavalieri cristiani condannati a morte dal gigante <name
                  type="person" ref="#Olampardo">">Olampardo</name> per aver rifiutato di convertirsi
               ai suoi idoli, come egli imponeva a quanti passavano per il suo contado. I cavalieri
               non intendevano tradire Dio né le nobili donzelle di cui s’erano innamorati dopo
               averle viste in un dipinto. La giovane, riuscita a riconquistare la libertà, cercava
               le fanciulle amate dai prigionieri: <name type="person" ref="#Grisonia"
                  >Grisonia</name> di <name type="place" ref="#Regno_di_Salandria">Salandria</name> e
               sua cugina <name type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di Alcazara</name>.
               Ammirata e commossa, l’infanta di Alcazara rivela la sua identità alla giovane.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.71">
            <head type="main">Capitolo LXXI</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name>, <name type="person"
                  ref="#Lucendus">Lucendus</name> e <name type="person" ref="#Fortuniano"
                  >Fortuniano</name> decidono d’intervenire per liberare i due prigionieri. <name
                  type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di Alcazara</name> li incoraggia,
               mossa dal desiderio di conoscere l’identità del suo spasimante. Mentre la nave fa
               rotta verso il <name type="place" ref="#Contado_Asiano">contado Asiano</name>, le due
               donne conversano sui due pretendenti che, a detta della fanciulla, sono nobili
               cristiani venuti a servire le amate; parlano anche della moglie e la figlia del
               gigante, d’indole caritatevole e predisposte al bene. Nel cuore dell’infanta di <name
                  type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di Alcazara</name> comincia a
               farsi strada l’idea di convertirsi al cristianesimo per ricambiare la devozione del
               suo misterioso spasimante. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.72">
            <head type="main">Capitolo LXXII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Giunti al <name type="place" ref="#Contado_Asiano">contado Asiano</name> , i principi
               e le donzelle vengono circondati da uomini armati e condotti al castello di <name
                  type="person" ref="#Olampardo">Olampardo</name>, che li attende con la moglie <name
                  type="person" ref="#Ogliandra">Ogilandra</name> e la figlia <name type="person"
                  ref="#Oleandra">Oleandra</name>. <name type="person" ref="#Sferamundi"
                  >Sferamundi</name> sfida il gigante a duello, mentre i cavalieri ammirano la
               bellezza delle gigantesse e <name type="person" ref="#Stilpone">Stilpone</name>
               s’innamora di Ogilandra. Inizia la battaglia: <name type="person" ref="#Olampardo"
                  >Olampardo</name> e due giganti si battono contro i tre principi cristiani e ben
               presto trovano la sconfitta e la morte. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.73">
            <head type="main">Capitolo LXXIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Le gigantesse piangono <name type="person" ref="#Olampardo">Olampardo</name> e
               l’infanta <name type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di Alcazara</name> le
               conforta. <name type="person" ref="#Stilpone">Stilpone</name> si fa garante presso
               Ogilandra che non sarà privata della sua terra. <name type="person" ref="#Sferamundi"
                  >Sferamundi</name> e <name type="person" ref="#Lucendus">Lucendus</name>, feriti,
               sono medicati al castello; Ogilandra, <name type="person" ref="#Fortuniano"
                  >Fortuniano</name> e la fanciulla cristiana liberano i due cavalieri prigionieri.
               La fanciulla annuncia a uno di loro, il <name type="person"
                  ref="#Cavaliere_dalle_Verdi_Armi">Cavaliere dalle Verdi Armi</name>, che presto
               avrebbe visto l’amata: giunti al castello il cavaliere infatti la riconosce. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.74">
            <head type="main">Capitolo LXXIV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Ogilandra è sensibile all’amore di <name type="person" ref="#Stilpone">Stilpone</name>
               e l’infanta <name type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di Alcazara</name>
               si compiace della dedizione del suo cavaliere bello e cortese. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.75">
            <head type="main">Capitolo LXXV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Si festeggia con una ricca cena, dopo la quale <name type="person" ref="#Stilpone"
                  >Stilpone</name> cerca di rasserenare <name type="person" ref="#Ogilandra"
                  >Ogilandra</name> e le chiede di accettarlo come suo cavaliere. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.76">
            <head type="main">Capitolo LXXVI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>I vassalli offrono a <name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name> la
               signoria del contado che egli, tuttavia, ritiene spetti alle due gigantesse. L’eroe
               intende, infatti, lasciare a <name type="person" ref="#Ogilandra">Ogilandra</name> la
               signoria del <name type="place" ref="#Contado_Asiano">contado Asiano</name> e
               riconquistare per <name type="person" ref="#Oleandra">Oleandra</name> l’<name
                  type="place" ref="#Isola_dell'_Olfatto">Isola dell’Olfatto</name>, che un tempo
               faceva parte del regno e ora si trova nelle mani di altri giganti. I vassalli armano,
               perciò, un numeroso esercito e danno il via ad una campagna militare dall’esito
               vittorioso. Oleandra viene incoronata signora dell’isola e tutti tornano al contado
               Asiano. L’infanta <name type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di
                  Alcazara</name> di <name type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di
                  Alcazara</name> è felice di avere con sé cavalieri tanto valorosi, ma è curiosa di
               conoscerne l’identità. La compagnia si mette in cammino per la corte di <name
                  type="place" ref="#Regno_di_Salandria">Salandria</name>. <name type="person"
                  ref="#Stilpone">Stilpone</name> accompagna <name type="person" ref="#Ogilandra"
                  >Ogilandra</name> e le promette di non servire altre donzelle all’infuori di lei.
               Il <name type="person" ref="#Cavaliere_dalle_Verdi_Armi">Cavaliere dalle Verdi
                  Armi</name> affianca <name type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di
                  Alcazara</name>. Nel regno di Salandria le strade sono gremite di gente giunta per
               assistere alle giostre, a cui partecipano molti principi pagani diretti in <name
                  type="place" ref="#Persia">Persia</name>, nella speranza di conquistare la mano
               dell’infanta <name type="person" ref="#Grisonia">Grisonia</name>. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.77">
            <head type="main">Capitolo LXXVII</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di Alcazara</name>, alle porte
               della città, si separa dai cavalieri e li invita a presentarsi alle giostre con le
               insegne sue e della cugina. Accolta a corte con grande gioia, racconta alla regina e
               alla cugina <name type="person" ref="#Grisonia">Grisonia</name> le ultime vicende; la
               fanciulla cristiana incontrata in viaggio parla all’infanta di <name type="place"
                  ref="#Regno_di_Salandria">Salandria</name> del cavaliere innamorato del suo
               ritratto, che si sarebbe presentato alle giostre. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.78">
            <head type="main">Capitolo LXXVIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Grisonia">Grisonia</name>, commossa e incuriosita, si fa
               raccontare da <name type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di
                  Alcazara</name> la bellezza e cortesia del suo corteggiatore. Entrambe risolvono
               di cucire e ricamare ricche sopravvesti per i due misteriosi cavalieri cristiani.
            </p>
         </div>
         <div xml:id="s.79">
            <head type="main">Capitolo LXXIX</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name> e suoi compagni sostano in una
               città vicina per farsi confezionare gli abiti da indossare secondo quanto concordato
               con <name type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di Alcazara</name>. <name
                  type="person" ref="#Ogilandra">Ogilandra</name> fa cucire una sopravveste per <name
                  type="person" ref="#Stilpone">Stilpone</name> e decide di acconsentire alle nozze;
               informata la figlia Oleandra, si converte con lei al cristianesimo, quindi, sentito
               il parere favorevole di Sferamundi, il matrimonio viene celebrato e consumato. La
               gigantessa avrà un bambino che da grande conquisterà molti paesi, rendendo potente il
               regno Asiano. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.80">
            <head type="main">Capitolo LXXX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Diversamente da quanto stabilito, i due corteggiatori cristiani decidono di indossare
               sopravvesti color turchese per non essere riconosciuti da <name type="person"
                  ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di Alcazara</name> e <name type="person"
                  ref="#Grisonia">Grisonia</name>. Oleandra dona una veste a <name type="person"
                  ref="#Giraferro">Giraferro</name>. Il giorno seguente tutta la città è adornata e
               ovunque si vedono cavalli e sfarzose armature. Dame e principesse siedono sui palchi,
               mentre i giudici entrano nel palancato. Si giostrerà per sostenere o negare il
               primato in bellezza delle dame di corte rispetto alle forestiere e per sostenere o
               negare che esse, nonostante la loro bellezza, sono crudeli con i loro spasimanti.
            </p>
         </div>
         <div xml:id="s.81">
            <head type="main">Capitolo LXXXI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Inizia a combattere il <name type="person" ref="#Principe_Armestro">principe
                  Armestro</name> (innamorato di <name type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara"
                  >Corinna di Alcazara</name>) e sconfigge ben otto cavalieri, suscitando
               l’ammirazione generale. Mentre sta per essere incoronato vincitore del giorno, giunge
               un cavaliere dall’armatura turchese intenzionato a battersi per negare la seconda
               querela della giostra.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.82">
            <head type="main">Capitolo LXXXII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Ammirato dalle dame (tra cui l’arguta <name type="person"
                  ref="#Principesssa_d'Alchimora">principessa d’Alchimora</name>), il <name
                  type="person" ref="#Cavaliere_delle_armi_Turchine">Cavaliere dalle Armi
                  Turchine</name> sconfigge <name type="person" ref="#Principe_Armestro">principe
                  Armestro</name>. A vendicarlo entra in campo un nuovo sfidante, ma viene anch’egli
               sconfitto, così come altri otto avversari che gli succedono. Mentre la gente già gli
               attribuisce l’onore della giostra, compare l’undicesimo sfidante, il signore
               dell’Isola Smisurata, che giunge col mastodontico cugino Poleante. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.83">
            <head type="main">Capitolo LXXXIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il <name type="person" ref="#Cavaliere_delle_armi_Turchine">Cavaliere dalle Armi
                  Turchine</name> vince anche Poleante e molti altri sfidanti, finché i giudici lo
               proclamano vincitore del primo giorno. <name type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara"
                  >Corinna di Alcazara</name> e <name type="person" ref="#Grisonia">Grisonia</name>
               sono dispiaciute che la gloria non sia dei loro amanti, ma il Cavaliere dalle Armi
               Turchine, giunto a palazzo, si toglie l’elmo e si rivela come l’innamorato di <name
                  type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di Alcazara</name>. Dopo la
               premiazione, il vincitore è invitato alla festa.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.84">
            <head type="main">Capitolo LXXXIV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Mentre il cavaliere viene disarmato, <name type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara"
                  >Corinna di Alcazara</name> rassicura <name type="person" ref="#Grisonia"
                  >Grisonia</name>: il compagno gli è pari in bellezza e nobiltà. Durante le danze
               il <name type="person" ref="#Cavaliere_delle_armi_Turchine">Cavaliere dalle Armi
                  Turchine</name> e <name type="person" ref="#Corinna">Corinna</name> riescono a
               parlarsi: nella giostra del giorno seguente si presenterà l’innamorato della cugina.
                  <name type="person" ref="#Girsonia">Grisonia</name>, felice, gli fa pervenire
               segretamente la sopravveste che ha cucito e il <name type="person"
                  ref="#Cavaliere_delle_armi_Turchine">Cavaliere dalle Armi Turchine</name> consegna
               il dono al compagno. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.85">
            <head type="main">Capitolo LXXXV</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name>, <name type="person"
                  ref="#Lucendus">Lucendus</name> e <name type="person" ref="#Fortuniano"
                  >Fortuniano</name> forniscono al secondo cavaliere lance e cavalli per la giostra.
                  <name type="person" ref="#Grisonia">Grisonia</name> trascorre la notte insonne e,
               al mattino, le due principesse preziosamente agghindate assistono alla giostra. Dopo
               esiti incerti, si afferma la superiorità dell’<name type="person"
                  ref="#Infante_di_Carania">infante di Carania</name>. Nessuno osa più sfidarlo </p>
         </div>
         <div xml:id="s.86">
            <head type="main">Capitolo LXXXVI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>quando un cavaliere dalla sopravveste rossa «pavonazza» avanza nobile ed elegante. La
               regina e le principesse notano la somiglianza col vincitore del giorno prima, il
                  <name type="person" ref="#Cavaliere_delle_armi_Turchine">Cavaliere dalle Armi
                  Turchine</name>; anche in questo caso, il nuovo arrivato chiede di poter giostrare
               per smentire la seconda querela della giostra. Combatte, sconfigge l’<name
                  type="person" ref="#Infante_di_Carania">infante di Carania</name> e tutti gli altri
               cavalieri, tra cui il valoroso principe di Valserra, ottenendo la vittoria della
               giostra. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.87">
            <head type="main">Capitolo LXXXVII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il <name type="person" ref="#Cavaliere_della_Sopraveste_Pavonazza">Cavaliere dalla
                  Sopravveste Pavonazza</name> fa ingresso nella sala del palazzo reale dove
               l’attendono la regina e le dame. Levatosi l’elmo s’inginocchia davanti a <name
                  type="person" ref="#Grisonia">Grisonia</name> che lo incorona vincitore. Dopo
               essersi a lungo intrattenuti con la regina e le principesse, i due cavalieri
               vincitori delle giostre vengono accompagnati nella sala dei ricevimenti per la cena e
               le danze.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.88">
            <head type="main">Capitolo LXXXVIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il giorno seguente le principesse chiedono ai due corteggiatori di non partecipare
               alle giostre per permettere anche agli altri contendenti di guadagnare la gloria. La
               fanciulla cristiana le informa che presto avrebbero visto combattere coloro che
               avevano salvato l’infanta <name type="person" ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di
                  Alcazara</name> dai pirati. <name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name>
               il Bello combatte per primo indossando una veste verde e vincendo tutti. Viene
               proclamato vincitore del giorno e acclamato dal popolo, mentre la <name type="person"
                  ref="#Principesssa_d'Alchimora">principessa d’Alchimora</name> già inizia a
               invaghirsi di lui.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.89">
            <head type="main">Capitolo LXXXIX</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name> viene accompagnato al
               castello, dove è incoronato, disarmato e vestito per la festa. La <name type="person"
                  ref="#Principesssa_d'Alchimora">principessa d’Alchimora</name>, durante la cena,
               non riesce a distogliere gli occhi da lui; Fortuniano ricambia gli sguardi, ma vede
               in lei solo una somiglianza con l’amata <name type="person" ref="#Chiarastella"
                  >Chiarastella</name>. Il giorno dopo <name type="person" ref="#Sferamundi"
                  >Sferamundi</name> partecipa alla giostra come paladino della figlia dell’uomo che
               lo ospita nel suo albergo, dalla quale riceve in dono una collana. Vince tutti gli
               avversari </p>
         </div>
         <div xml:id="s.90">
            <head type="main">Capitolo XC</head>
            <head type="sub"/>
            <p>ed è incoronato vincitore; le principesse sono stupite che abbia servito una
               fanciulla così umile. Il quinto giorno risulta vincitore <name type="person"
                  ref="#Lucendus">Lucendus</name>. La sesta giostra viene vinta da <name
                  type="person" ref="#Stilpone">Stilpone</name> e la settima da <name type="person"
                  ref="#Giraferro">Giraferro</name>. Il giorno prima del torneo finale, sollecitati
               da <name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name>, i due cavalieri cristiani
               si rivelano ai loro compagni: sono i figli di <name type="person" ref="#Florarlano"
                  >Florarlano</name> di Tracia, <name type="person" ref="#Anassandro"
                  >Anassandro</name> (nato dalla regina <name type="person"
                  ref="#Lucenia di Dardania">Lucenia di Dardania</name>) e <name type="person"
                  ref="#Fioradino">Fioradino</name> (figlio di <name type="person"
                  ref="#Radiana di Comagena">Radiana di Comagena</name>). L’amore nato in loro dalla
               contemplazione dei ritratti delle amate nella sala affrescata di un palazzo li aveva
               spinti a rinviare il proposito di recarsi in Grecia a combattere per mettersi alla
               ricerca delle due donzelle. Sferamundi, <name type="person" ref="#Fortuniano"
                  >Fortuniano</name> e Lucendus, contenti di tali notizie, decidono di continuare a
               nascondere la loro identità fino alla fine del torneo.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.91">
            <head type="main">Capitolo XCI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Una dama di corte informa la <name type="person" ref="#Principesssa_d'Alchimora"
                  >principessa d’Alchimora</name> che alcuni principi sconfitti congiurano per
               uccidere i sette vincitori nel torneo finale. Informate del complotto, <name
                  type="person" ref="#Grisonia">Grisonia</name> e <name type="person"
                  ref="#Corinna_di_Alcazara">Corinna di Alcazara</name> chiedono ai due cavalieri di
               non partecipare al torneo </p>
         </div>
         <div xml:id="s.92">
            <head type="main">Capitolo XCII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>e di convincere anche i loro compagni a rinunciare alla giostra. Le due donzelle,
               inoltre, ottengono che gli amati svelino loro la propria identità e, colme di gioia e
               di orgoglio nell’apprendere la loro appartenenza al casato di Gaula, affermano di
               volersi convertire al cristianesimo. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.93">
            <head type="main">Capitolo XCIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>I principi pagani, constatando che i vincitori delle giostre precedenti non si
               presentano al torneo finale, complottano per ucciderli di sorpresa nelle vie della
               città. <name type="person" ref="#Grisonia">Grisonia</name> viene a conoscenza del
               piano da una sua confidente e ne parla immediatamente con la regina che, a sua volta,
               avvisa i sette cavalieri. Costoro risolvono di presentarsi al torneo del giorno
               seguente per affrontare i nemici apertamente. La regina ordina al conestabile del
               regno di predisporre cento cavalieri armati pronti a intervenire.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.94">
            <head type="main">Capitolo XCIV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il giorno successivo, al torneo, <name type="person" ref="#Sferamundi"
                  >Sferamundi</name>, <name type="person" ref="#Lucendus">Lucendus</name> e <name
                  type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name> vengono circondati da sei
               principi e cinquanta cavalieri congiurati, ma li tengono a bada, ne uccidono e
               feriscono molti e li costringono a ritirarsi. Attaccati nuovamente, vengono soccorsi
               da <name type="person" ref="#Anassandro">Anassandro</name> e <name type="person"
                  ref="#Fiordadino">Fiordadino</name> con <name type="person" ref="#Stilpone"
                  >Stilpone</name> e <name type="person" ref="#Giraferro">Giraferro</name>. La
               battaglia è feroce e i cristiani alla fine hanno il sopravvento. La strage di
               principi pagani mette in apprensione la regina di Salandria e le principesse che
               temono ritorsioni da parte dei regni vicini.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.95">
            <head type="main">Capitolo XCV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>In effetti, quando i sovrani dei regni circostanti vengono a sapere della morte dei
               loro congiunti, giurano vendetta e muovono guerra contro i sette cavalieri cristiani
               e l’intero regno di <name type="place" ref="#Regno_di_Salandria">Salandria</name>. La
               regina ne informa il figlio <name type="person" ref="#Beliandro">Beliandro</name>,
                  <name type="person" ref="#Re_di_Sanadria">Re di Sanadria</name>, che si trova alla
               corte di <name type="place" ref="#Persia">Persia</name> tra i corteggiatori di <name
                  type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name>. Questi si mette subito in
               viaggio verso il suo regno assieme al cugino, <name type="person"
                  ref="#Re_di_Alcazara">Re di Alcazara</name>. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.96">
            <head type="main">Capitolo XCVI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>I re pagani che soggiornano alla corte di <name type="person" ref="#Persea"
                  >Persea</name>, ormai stanchi degli indugi dell’imperatrice e indignati per lo
               scarso esito delle loro attenzioni amorose, vorrebbero soggiogare il regno e muovere
               poi contro <name type="person" ref="#Trabisonda">Trabisonda</name>. Il <name
                  type="person" ref="#Re_Poliadmante">re Polidamante</name>, innamorato di Persea,
               convince i compagni ad attendere ancora. Illuso di sposarla, si dichiara
               all’imperatrice e lei finge di accondiscendere pur di non aggravare la situazione.
               Intanto <name type="person" ref="#Selvaggia">Selvaggia</name> informa Persea del
               progetto sovversivo, ma la esorta a non preoccuparsi: metterà a guardia del suo
               castello le truppe della <name type="person" ref="#Regna_di_Clotone">regina di
                  Clotone</name> e quelle dei satrapi coi loro cavalieri scelti. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.97">
            <head type="main">Capitolo XCVII</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Selvaggia">Selvaggia</name> informa del tradimento il
               fratello Selvaggino, che le dà il suo appoggio, perché ama <name type="person"
                  ref="#Gauriffa">Gauriffa</name> ed è risentito per le pretese dei pagani. Intanto
               sbarcano nel porto di <name type="place" ref="#Persia">Persia</name> Astrapolo e la
                  <name type="person" ref="#Regna_di_Clotone">regina di Clotone</name>. <name
                  type="person" ref="#Persea">Persea</name> accoglie gli ospiti e li mette al
               corrente della situazione; <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> si
               accorda con <name type="person" ref="#Selvaggia">Selvaggia</name> su come organizzare
               la difesa. Con la scusa che Belisaura desidera passare in rassegna le sue genti, la
               sera Selvaggino e Astrapolo fanno entrare gli eserciti nella città di Taurica. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.98">
            <head type="main">Capitolo XCVIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il giorno seguente, <name type="person" ref="#Re_Poliadmante">re Polidamante</name> si
               presenta per rinnovare la sua richiesta di matrimonio ma <name type="person"
                  ref="#Persea">Persea</name>, in collera, lo scaccia. Polidamante reagisce,
               interviene <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> e inizia un feroce
               duello. I cavalieri pagani attaccano <name type="person" ref="#Selvaggino"
                  >Selvaggino</name> e i soldati satrapi. <name type="person" ref="#Selvaggia"
                  >Selvaggia</name> interviene col suo esercito e mette fine alla disputa; solo
                  <name type="person" ref="#Re_Polidamante">Polidamante</name> e altri tre sovrani
               sopravvivono, raccontano l’accaduto ai compagni e insieme risolvono di assediare la
               città. <name type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> è in pena per il
               ritardo di <name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name> e Dragosina si
               propone di raggiungerlo per affrettarne l’arrivo. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.99">
            <head type="main">Capitolo XCIX</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name>, rimasto solo con <name
                  type="person" ref="#Persea">Persea</name>, la esorta ad abbandonare il rancore
               verso <name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name>, che è pentito, desidera il
               suo perdono ed è ancora innamorato di lei. Le propone di metterlo al corrente del
               pericolo. L’imperatrice acconsente e Astrapolo, dopo aver mandato la notizia a
               Rogello, ne informa <name type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> e
               Fortuna. Intanto <name type="person" ref="#Dragosina">Dragosina</name> giunge nel
               regno di <name type="place" ref="#Regno_di_Salandria">Salandria</name>, dove chiede
               soccorso a <name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name> e a <name
                  type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name>, che si mettono subito in marcia
               lasciando a difesa di Salandria <name type="person" ref="#Anassandro"
                  >Anassandro</name>, Fioradino, <name type="person" ref="#Stilpone">Stilpone</name>
               e <name type="person" ref="#Giraferro">Giraferro</name>. Mentre Astrapolo rafforza le
               difese della capitale Taurica, i re pagani occupano l’intero regno di <name
                  type="place" ref="#Persia">Persia</name> e la Media. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.100">
            <head type="main">Capitolo C</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Dalla fortezza le principesse osservano timorose l’avanzare dei nemici. <name
                  type="person" ref="#Gauriffa">Gauriffa</name> cerca di distrarre <name
                  type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> scherzando con <name
                  type="person" ref="#Selvaggino">Selvaggino</name>, che le chiede di diventare suo
               cavaliere. A sera le spie riferiscono che i pagani preparano l’assalto alla corte:
                  <name type="person" ref="#Persea">Persea</name> è angosciata, ma si accorge che il
               pensiero di <name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name> la conforta e che il
               risentimento si è mutato in amore. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.101">
            <head type="main">Capitolo CI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>I re pagani passano in rassegna l’esercito e decidono di attaccare la città dai
               quattro lati; <name type="person" ref="#Re_Poliadmante">re Polidamante</name> si fa
               assegnare la zona del palazzo, mentre il soldano di Alapia, il <name type="person"
                  ref="#Re_di_Nicanoro">re di Nicanoro</name> e <name type="person"
                  ref="#Branzano di Taricona">Branzano di Taricona</name> dirigono le operazioni
               sugli altri fronti. All’alba si dà inizio all’assalto. I pagani cercano di scalare il
               palazzo ma <name type="person" ref="#Selvaggino">Selvaggino</name> getta pece e olio
               bollente dalle mura. Polidamante ha quasi raggiunto la torre che ospita le regine,
               quando è ferito e precipita di sotto. <name type="person" ref="#Astrapolo"
                  >Astrapolo</name>, <name type="person" ref="#Selvaggia">Selvaggia</name> e i tre
               satrapi difendono le rispettive zone fino a sera, quando i pagani ritirano le truppe.
            </p>
         </div>
         <div xml:id="s.102">
            <head type="main">Capitolo CII</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> rimane con <name type="person"
                  ref="#Selvaggia">Selvaggia</name> in città per organizzare le guardie, mentre <name
                  type="person" ref="#Selvaggino">Selvaggino</name> viene mandato al palazzo dove
               riferisce della vittoria e riceve le attenzioni di <name type="person" ref="#Gauriffa"
                  >Gauriffa</name>. A cena si festeggia; nei due giorni di tregua successivi vengono
               seppelliti i morti e i re pagani, pur colpiti da numerose perdite, determinano di
               continuare l’assedio. Arriva <name type="person" ref="#Dragosina">Dragosina</name> e
               informa <name type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> che il giorno
               seguente giungerà <name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name> con gli
               altri cavalieri. La principessa mette al corrente il resto della corte.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.103">
            <head type="main">Capitolo CIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il mattino dopo, i re pagani attaccano ferocemente con arieti ed elefanti, ma mentre
               infuria la battaglia giungono <name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name>,
                  <name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name> e <name type="person"
                  ref="#Lucendus">Lucendus</name> che prendono alle spalle <name type="person"
                  ref="#Re_Poliadmante">re Polidamante</name>, ferendo e uccidendo un gran numero di
               nemici. <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> manda in loro aiuto
               l’esercito di <name type="person" ref="#Selvaggia">Selvaggia</name>, mentre Sferamundi
               ferisce e riduce prigioniero Polidamante. Tra i pagani si sparge la notizia della
               cattura del re </p>
         </div>
         <div xml:id="s.104">
            <head type="main">Capitolo CIV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>e il soldano di <name type="person" ref="#Alapia">Alapia</name> va a soccorrere la
               schiera del compagno catturato, attacca <name type="person" ref="#Astrapolo"
                  >Astrapolo</name>, ma viene sconfitto. La <name type="person"
                  ref="#Regna_di_Clotone">regina di Clotone</name> ammira le prodezze del marito e le
               sue compagne si stupiscono delle gesta dei tre nuovi cavalieri giunti in loro
               soccorso, riconoscendoli infine come i <name type="person"
                  ref="#Cavalieri_dell_Allegrezza">Cavalieri dell’Allegrezza</name>. A sera i pagani
               si ritirano e i vincitori sono accolti trionfalmente a corte.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.105">
            <head type="main">Capitolo CV</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> e <name type="person"
                  ref="#Fortuna">Fortuna</name>si sentono mancare dall’emozione. <name type="person"
                  ref="#Lucendus">Lucendus</name> abbraccia la moglie e <name type="person"
                  ref="#Fortuniano">Fortuniano</name> si avvicina a Chiarastella, che inizialmente è
               ritrosa ma poi lo accetta come suo cavaliere. Arrivano in sala anche <name
                  type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> e due <name type="person"
                  ref="#Cavalieri_dell_Allegrezza">Cavalieri dell’Allegrezza</name>, la cui identità
               è ancora oscura a <name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name> e ai
               compagni: quando si tolgono l’elmo si rivelano come <name type="person"
                  ref="#Amadis_dAstra">Amadis d’Astra</name> e <name type="person" ref="#Lucidamoro"
                  >Lucidamoro</name> di Boezia. <name type="person" ref="#Persea">Persea</name> è
               impaziente di sapere chi è il terzo Cavaliere dell’Allegrezza. Dopo cena, Amadis
               d’Astra si trattiene a palazzo e chiede un dono all’imperatrice in nome dei suoi
               compagni come ricompensa per averla servita in battaglia. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.106">
            <head type="main">Capitolo CVI</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Persea">Persea</name> acconsente: il dono chiesto da <name
                  type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> è ch’ella perdoni <name
                  type="person" ref="#Rogello">Rogello</name> e ponga fine alla guerra. <name
                  type="person" ref="#Rogello">Rogello</name>, infatti, saputo del pericolo che
               correvano lei e la figlia, aveva fatto chiamare i due <name type="person"
                  ref="#Cavalieri_dell_Allegrezza">Cavalieri dell’Allegrezza</name>, si era unito a
               loro ed era giunto fin lì per combattere al loro fianco; non si presentava per timore
               di uno sdegnato rifiuto, nell’eventualità del quale si sarebbe ritirato in un eremo.
               L’imperatrice, commossa, teme che il suo popolo si opponga alla decisione, ma i due
               cavalieri le assicurano che, al contrario, il suo perdono verrebbe apprezzato come
               gesto di generosità. Anche <name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name>,
                  <name type="person" ref="#Lucendus">Lucendus</name> e <name type="person"
                  ref="#Fortuniano">Fortuniano</name>, informati dell’identità del terzo Cavaliere
               dell’Allegrezza, decidono d’intercedere presso Persea per convincerla alla pace.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.107">
            <head type="main">Capitolo CVII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il giorno seguente <name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name> informa
                  <name type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> , che è felice della
               prospettiva di pace e di conoscere suo padre. Intanto <name type="person"
                  ref="#Amadis_dAstra">Amadis d’Astra</name> e <name type="person" ref="#Lucidamoro"
                  >Lucidamoro</name> accompagnano a palazzo <name type="person" ref="#Rogello"
                  >Rogello</name> che, con le insegne dei <name type="person"
                  ref="#Cavalieri_dell_Allegrezza">Cavalieri dell’Allegrezza</name>,
               nell’attraversare il campo nemico si fa onore combattendo valorosamente. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.108">
            <head type="main">Capitolo CVIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name> s’inginocchia davanti a <name
                  type="person" ref="#Persea">Persea</name> ma lei, turbata, lo invita ad alzarsi.
               Abbraccia commosso la figlia, stupito della sua bellezza, poi, davanti a tutti,
               chiede perdono a Persea e le bacia le mani in segno di pace. Mentre in tutto il regno
               si festeggia, gli eserciti pagani, informati della riconciliazione, decidono di
               continuare la guerra. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.109">
            <head type="main">Capitolo CIX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>A corte <name type="person" ref="#Persea">Persea</name> stupisce tutti per la sua
               serenità e bellezza, ma <name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name> non riesce a
               rimanere solo con lei e parla con <name type="person" ref="#Chiarastella"
                  >Chiarastella</name>. <name type="person" ref="#Selvaggia">Selvaggia</name> intende
               sfidare i principi greci per vendicare la morte del padre, che era stato ucciso da
                  <name type="person" ref="#Lisuarte">Lisuarte</name>. Persea e Rogello, tormentati
               dalla passione, passano una notte insonne e il giorno seguente, durante una
               passeggiata, Rogello trova il coraggio di esprimere a Persea il suo amore. Quando è
               sul punto di chiederle la mano viene interrotto dall’arrivo di Selvaggia. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.110">
            <head type="main">Capitolo CX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La guerriera chiede che lui o il figlio <name type="person" ref="#Sferamundi"
                  >Sferamundi</name> accettino la sua sfida per risarcirla della morte del padre.
                  <name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name> affida il compito a Sferamundi,
               ma il duello avrà luogo a guerra conclusa. Tornata a palazzo, <name type="person"
                  ref="#Selvaggia">Selvaggia</name> conversa con Sferamundi e rimane tanto colpita
               dalla sua cortesia da pentirsi di averlo sfidato.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.111">
            <head type="main">Capitolo CXI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>A sera le spie informano che i pagani preparano un nuovo assalto alla città. <name
                  type="person" ref="#Persea">Persea</name> ne affida la difesa a <name type="person"
                  ref="#Rogello">Rogello</name> ed egli la prega di accettarlo come suo cavaliere
               chiedendole in pegno una giarrettiera. Si decide di attaccare prima dell’alba con tre
               schiere e di lasciare i satrapi e i cittadini a guardia delle mura. Dopo cena i
               cavalieri si intrattengono con le dame: <name type="person" ref="#Fortuniano"
                  >Fortuniano</name> non osa svelare il suo desiderio a <name type="person"
                  ref="#Chiarastella">Chiarastella</name>, mentre lei gli esprime il suo timore per i
               pericoli della guerra. Il cavaliere le chiede in dono una ciocca di capelli da
               portare in battaglia. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.112">
            <head type="main">Capitolo CXII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La sera <name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name> e <name type="person"
                  ref="#Fortuniano">Fortuniano</name> ricevono i pegni richiesti: il primo
               dall’imperatrice, il secondo per mano di <name type="person" ref="#Amida"
               >Amida</name>, cameriera di <name type="person" ref="#Chiarastella"
                  >Chiarastella</name>. Il giorno seguente, sul campo di battaglia, entrambi
               sfoggiano i pegni sugli elmi. Escono per primi Rogello, <name type="person"
                  ref="#Lucidamoro">Lucidamoro</name> e <name type="person" ref="#Amadis_dAstra"
                  >Amadis d’Astra</name> con cinquemila cavalieri e colgono di sorpresa i nemici.
               Escono poi <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name>, <name type="person"
                  ref="#Selvaggia">Selvaggia</name> e <name type="person" ref="#Selvaggino"
                  >Selvaggino</name> con altrettanti cavalieri, facendo strage. Esce la terza
               schiera di <name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name> e dei suoi due
               compagni e i pagani sono sconfitti e demoralizzati.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.113">
            <head type="main">Capitolo CXIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Nei giorni successivi le dame si prendono cura dei feriti. <name type="person"
                  ref="#Selvaggia">Selvaggia</name> assiste <name type="person" ref="#Sferamundi"
                  >Sferamundi</name>, che le si affeziona; entrambi desiderano ormai rinunciare al
               duello e Sferamundi si dice disposto ad arrendersi senza combattere e a servirla per
               il resto della vita. Intanto <name type="person" ref="#Persea">Persea</name> e <name
                  type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> assistono <name type="person"
                  ref="#Rogello">Rogello</name> ; la principessa, che si accorge di come si stia
               rinnovando l’amore tra i genitori, cerca di far sì che rimangano soli. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.114">
            <head type="main">Capitolo CXIV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Un giorno <name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name> svela il suo tormento a
                  <name type="person" ref="#Persea">Persea</name> e le chiede di sposarlo: le
               confessa che, nonostante il suo legame con <name type="person" ref="#Leonida"
                  >Leonida</name>, l’antica fiamma non si è mai spenta e che continua a torturarlo
               al punto da desiderare che ella eserciti la sua vendetta, uccidendolo subito. Persea
               s’impietosisce e accetta la proposta di matrimonio: intende celebrare le nozze prima
               in segreto e poi pubblicamente. Intanto le spie informano i principi cristiani che i
               nemici minacciano un nuovo attacco e attendono rinforzi. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.115">
            <head type="main">Capitolo CXV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Mentre in città si organizza la difesa, <name type="person" ref="#Persea"
                  >Persea</name> e <name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name> mettono <name
                  type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> al corrente della loro
               decisione. Nel timore che possa sorgere qualche ostacolo, la principessa esorta la
               madre a non indugiare, ma Persea è decisa a contrarre prima il matrimonio segreto,
               per avere poi il tempo di pensare a come renderlo pubblico con onore. Il matrimonio
               si conclude alla presenza del vescovo e dei principi e Persea promette all’ amato di
               concedersi la notte seguente. Il giorno dopo <name type="person" ref="#Sferamundi"
                  >Sferamundi</name> comunica alla sorella Chiarastella l’intenzione di far
               legittimare la sua nascita dal pontefice. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.116">
            <head type="main">Capitolo CXVI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>A corte si diffonde la gioia e <name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name> e
                  <name type="person" ref="#Persea">Persea</name> passano insieme la notte
               successiva. Intanto, i pagani hanno ricevuto i rinforzi ma <name type="person"
                  ref="#Sferamundi">Sferamundi</name> e i compagni escono spesso ad affrontarli,
               tornando sempre vincitori. <name type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name>
               alimenta la passione di <name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name> ed
               egli le confessa la sua pena. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.117">
            <head type="main">Capitolo CXVII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>A <name type="place" ref="#Costantinopoli">Costantinopoli</name> si prepara lo scontro
               tra i sette re cristiani e i sette pagani. Numerose genti accorrono per assistere
               all’evento, mentre l’<name type="person" ref="#Imperatrice_Nichea">imperatrice
                  Nichea</name>, la <name type="person" ref="#Principessa_di_Lamagna">principessa di
                  Lamagna</name> e le altre nobili donne, in ansia, si fanno belle per presenziare
               alla battaglia dalle mura. Il giorno stabilito le due schiere si dispongono ed
               attendono il segnale. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.118">
            <head type="main">Capitolo CXVIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Al terzo squillo di tromba i cavalieri si muovono: il <name type="person"
                  ref="#Re_di_Tartaria">re di Tartaria</name> combatte contro <name type="person"
                  ref="#Amadis_di_Grecia">Amadis di Grecia</name>; <name type="person"
                  ref="#Florisello">Florisello</name> contro il <name type="person"
                  ref="#Re_di_Gerusalemme">re di Gerusalemme</name>; il <name type="person"
                  ref="#Re_di_Russia">re di Russia</name> contro <name type="person"
                  ref="#Silves_della_Selva">Silves</name> ; <name type="person" ref="#Florarlano"
                  >Florarlano</name> contro il <name type="person" ref="#Re_delle_Isole_Gelate">re
                  delle Isole Gelate</name>; il <name type="person" ref="#Re_di_Albarosia1">re di
                  Albarosia</name> contro <name type="person" ref="#Argantes">Argantes</name> ; <name
                  type="person" ref="#Florenio">Florenio</name> contro il <name type="person"
                  ref="#Re_delle_Isole_Gioconde">re delle Isole Gioconde</name>; <name type="person"
                  ref="#Dorigello">Dorigello</name> contro il <name type="person"
                  ref="#Re_delle_Isole_Soprane">re delle Isole Soprane</name>. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.119">
            <head type="main">Capitolo CXIX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>I cavalieri cristiani hanno la meglio e i giudici li dichiarano vincitori,
               costringendo i pagani ad abbandonare l’impero entro sette giorni. In città si
               festeggia mentre i principi, ricevuti gli onori delle donne, vengono medicati. Solo
                  <name type="person" ref="#Florenio">Florenio</name> è gravemente ferito, mentre nel
               campo avverso sono morti il <name type="person" ref="#Re_delle_Isole_Gioconde">re
                  delle Isole Gioconde</name> e il <name type="person" ref="#Re_delle_Isole_Soprane"
                  >re delle Isole Soprane</name>. Il <name type="person" ref="#Re_di_Tartaria">re di
                  Tartaria</name> si rammarica per essere stato sconfitto da un imperatore anziano.
               I pagani pensano di dirigersi contro <name type="person" ref="#Trabisonda"
                  >Trabisonda</name>, ma vengono a sapere del cambio di intenzioni di <name
                  type="person" ref="#Persea">Persea</name> e dell’arrivo di <name type="person"
                  ref="#Rogello">Rogello</name> a Taurica </p>
         </div>
         <div xml:id="s.120">
            <head type="main">Capitolo CXX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>e decidono, quindi, di prestare aiuto ai compagni in <name type="place" ref="#Persia"
                  >Persia</name>. <name type="person" ref="#Amadis_di_Grecia">Amadis di
               Grecia</name>, comprese le loro intenzioni, decide di soccorrere i propri alleati.
               Partono per la Persia otto cavalieri: <name type="person" ref="#Artaserse"
                  >Artaserse</name>, <name type="person" ref="#Filisello">Filisello</name>, <name
                  type="person" ref="#Florisello">Florisello</name>, <name type="person"
                  ref="#Silves_della_Selva">Silves</name> , <name type="person" ref="#Florarlano"
                  >Florarlano</name>, <name type="person" ref="#Argantes">Argantes</name>, <name
                  type="person" ref="#Florenio">Florenio</name> e <name type="person" ref="#Dorigello"
                  >Dorigello</name>. Più tardi giunge a <name type="place" ref="#Costantinopoli"
                  >Costantinopoli</name> l’armata del <name type="person" ref="#Re_Falanges">re
                  Falanges</name> guidata da <name type="person" ref="#Agesilao">Agesilao</name> e
               Alastrassarea, e subito riparte per la Persia insieme ad altri principi. Poco dopo,
               lasciando a Costantinopoli solo <name type="person" ref="#Briange">Briange</name>,
               anche Amadis di Grecia s’imbarca con un esercito formato da genti di <name
                  type="place" ref="#Italia">Italia</name>, <name type="place" ref="#Francia"
                  >Francia</name>, <name type="place" ref="#Lamagna">Lamagna</name>, <name
                  type="place" ref="#Gran_Bretagna">Gran Bretagna</name>, <name type="place"
                  ref="#Tessaglia">Tessaglia</name>, <name type="place" ref="#Tracia">Tracia</name> e
                  <name type="place" ref="#Grecia">Grecia</name>. Intanto l’armata del <name
                  type="person" ref="#Re_di_Tartaria">re di Tartaria</name> approda a <name
                  type="place" ref="#Taurica">Taurica</name>, seminando il terrore nella popolazione.
                  <name type="person" ref="#Persea">Persea</name> è disperata, maledice se stessa e
               arriva a desiderare la morte. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.121">
            <head type="main">Capitolo CXXI</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Rogello">Rogello</name> chiede a <name type="person"
                  ref="#Persea">Persea</name>, <name type="person" ref="#Chiarastella"
                  >Chiarastella</name> e <name type="person" ref="#Fortuna">Fortuna</name>di non
               mostrarsi affrante davanti alla corte e i cittadini perché – assicura – presto
               arriveranno i rinforzi. La regina gli chiede di non affrontare i nemici senza il suo
               consenso. Da entrambe le parti si studia la strategia di guerra. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.122">
            <head type="main">Capitolo CXXII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>I cristiani stabiliscono che i difensori delle mura combattano e riposino a turno e
               rafforzano le proprie cinte costruendo bertesche che riparino dagli attacchi
               avversari. Giunto il giorno dell’assalto, i pagani si muovono da più fronti contro le
               muraglie di <name type="place" ref="#Taurica">Taurica</name>. I cristiani contrattaccano versando pece, olio bollente e
               pietre, finché al tramonto si ode da lontano un forte strepito:</p>
         </div>
         <div xml:id="s.123">
            <head type="main">Capitolo CXXIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>dalla torre, <name type="person" ref="#Persea">Persea</name> scorge alcuni cavalieri
               cristiani che si avvicinano facendo strage di nemici. Confortata, scende ad avvisare
                  <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name>, che per aiutarli apre le
               porte e attacca i pagani con un ingente esercito. Gli otto cavalieri di <name
                  type="place" ref="#Costantinopoli">Costantinopoli</name> si fanno strada e, a sera,
               si avvicinano stanchi alle porte della città facendosi riconoscere. Astrapolo corre
               ad abbracciarli e invia un messo al castello per informare la corte. <name
                  type="person" ref="#Rogello">Rogello</name> e gli altri principi riconoscono e
               abbracciano i loro parenti, mentre Persea e le nobili donne si rallegrano e si
               sentono ormai al sicuro. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.124">
            <head type="main">Capitolo CXXIV</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Florisello">Florisello</name> e i compagni sono accolti a
               palazzo e narrano della vittoria di <name type="place" ref="#Costantinopoli"
                  >Costantinopoli</name>, annunciando l’arrivo di <name type="person"
                  ref="#Amadis_di_Grecia">Amadis di Grecia</name> con un’ingente armata. Vestiti di
               panni lussuosi, la sera partecipano alla festa, in occasione della quale <name
                  type="person" ref="#Selvaggia">Selvaggia</name> si presenta in abiti femminili,
               meravigliando i principi e affascinando soprattutto <name type="person"
                  ref="#Dorigello">Dorigello</name>. Intanto, i re pagani decidono di sferrare un
               attacco il giorno successivo. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.125">
            <head type="main">Capitolo CXXV</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Le spie riferiscono il disegno dei nemici e si organizza la difesa. <name
                  type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> viene messo a difesa delle mura,
               con <name type="person" ref="#Selvaggino">Selvaggino</name> e <name type="person"
                  ref="#Florenio">Florenio</name>; gli altri principi si distribuiscono fra le due
               porte della città: a oriente <name type="person" ref="#Florisello">Florisello</name>,
                  <name type="person" ref="#Silves_della_Selva">Silves</name>, <name type="person"
                  ref="#Selvaggia">Selvaggia</name>, <name type="person" ref="#Dorigello"
                  >Dorigello</name> , <name type="person" ref="#Artaserse">Artaserse</name>, <name
                  type="person" ref="#Argantes">Argantes</name> e <name type="person"
                  ref="#Florarlano">Florarlano</name>; a ponente <name type="person" ref="#Rogello"
                  >Rogello</name>, <name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name>, <name
                  type="person" ref="#Lucendus">Lucendus</name>, <name type="person" ref="#Lucidamoro"
                  >Lucidamoro</name>, <name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name>, <name
                  type="person" ref="#Filisello">Filisello</name> e <name type="person"
                  ref="#Amadis_dAstra">Amadis d’Astra</name> . All’alba inizia la battaglia, in cui
               soccombono il <name type="person" ref="#Re_Nicanoro">re Nicanoro</name>, ucciso da
               Florisello, e il <name type="person" ref="#Re_delle_Isole_Gelate">re delle Isole
                  Gelate</name>, sconfitto da <name type="person" ref="#Sferamundi"
               >Sferamundi</name>. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.126">
            <head type="main">Capitolo CXXVI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>La guerra prosegue violenta; <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name>,
               lasciata la custodia della città ai satrapi <name type="place" ref="#Persia"
                  >Persia</name>ni, esce a soccorrere <name type="person" ref="#Florisello"
                  >Florisello</name> con <name type="person" ref="#Selvaggino">Selvaggino</name> e
                  <name type="person" ref="#Florenio">Florenio</name>. <name type="person"
                  ref="#Selvaggia">Selvaggia</name>, a cui è stato ucciso il cavallo, viene salvata
               da <name type="person" ref="#Dorigello">Dorigello</name>. Infine i pagani vengono
               sorpresi dall’arrivo di <name type="person" ref="#Agesilao">Agesilao</name>, Brimarte
               di Siria, <name type="person" ref="#Gadarte">Gadarte</name> di <name type="place"
                  ref="#Ungheria">Ungheria</name> e <name type="person" ref="#Filadarte"
                  >Filadarte</name> di <name type="place" ref="#Polonia">Polonia</name>. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.127">
            <head type="main">Capitolo CXXVII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Dopo molte ore, vittoriosi, i cristiani annunciano la ritirata. I quattro nuovi
               cavalieri vengono accolti a corte e tutti i principi sono festeggiati dai cittadini.
                  <name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name>, <name type="person"
                  ref="#Lucidamoro">Lucidamoro</name> e <name type="person" ref="#Selvaggino"
                  >Selvaggino</name> sono gravemente feriti </p>
         </div>
         <div xml:id="s.128">
            <head type="main">Capitolo CXXVIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>e si teme per la loro vita. <name type="person" ref="#Fortuna">Fortuna</name>piange
               visitando il figlio e <name type="person" ref="#Lucendus">Lucendus</name> la consola.
               Anche <name type="person" ref="#Chiarastella">Chiarastella</name> teme per <name
                  type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name>. <name type="person" ref="#Persea"
                  >Persea</name> convince la figlia a visitarlo e questa porge all’amato un liquore
               preparato dai medici di corte. Rimasti soli, Chiarastella promette di tornare a
               fargli visita ogni giorno; appena guarito gli concederà di incontrarla nella sua
               stanza. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.129">
            <head type="main">Capitolo CXXIX</head>
            <head type="sub"/>
            <p><name type="person" ref="#Fortuniano">Fortuniano</name>, rasserenato, migliora giorno
               dopo giorno. Guariscono anche <name type="person" ref="#Lucidamoro">Lucidamoro</name>
               e <name type="person" ref="#Selvaggino">Selvaggino</name>, grazie alle cure di <name
                  type="person" ref="#Gauriffa">Gauriffa</name>. Cresce la passione di <name
                  type="person" ref="#Dorigello">Dorigello</name> per <name type="person"
                  ref="#Selvaggia">Selvaggia</name> e <name type="person" ref="#Belisaura"
                  >Belisaura</name> consiglia a quest’ultima di cedere all’amore. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.130">
            <head type="main">Capitolo CXXX</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Intanto a <name type="person" ref="#Trabisonda">Trabisonda</name> l’imperatore <name
                  type="person" ref="#Lisuarte">Lisuarte</name> imbarca un esercito da inviare in
               aiuto a <name type="person" ref="#Persea">Persea</name> al comando di <name
                  type="person" ref="#Lindamarte">Lindamarte</name>, giunto col <name type="person"
                  ref="#Re_di_Armenia">re di Armenia</name> e la moglie Eliana, affiancato da <name
                  type="person" ref="#Atleta">Atleta</name>, dal <name type="person"
                  ref="#Re_di_Corinto">re di Corinto</name> e dal <name type="person"
                  ref="#Re_Magadeno">re Magadeno</name>. L’armata sbarca e si dirige a <name
                  type="place" ref="#Taurica">Taurica</name>. Lindamarte invia tre messi ad
               annunciare il suo arrivo: due vi arrivano, ma uno è catturato dai pagani. Riuniti a
               consiglio, i cristiani decidono di formare tre schiere per un nuovo attacco: una,
               guidata da <name type="person" ref="#Florisello">Florisello</name>, andrà a soccorrere
               Lindamarte; le altre due, al comando di <name type="person" ref="#Rogello"
                  >Rogello</name> e <name type="person" ref="#Astrapolo">Astrapolo</name>, avranno il
               compito di prendere di sorpresa i nemici e sterminarli in battaglia. L’autore non si
               dilunga nel narrare le prodezze dei cristiani, che in breve sconfiggono gli
               avversari. </p>
         </div>
         <div xml:id="s.131">
            <head type="main">Capitolo CXXXI</head>
            <head type="sub"/>
            <p>All’alba <name type="person" ref="#Florisello">Florisello</name> va incontro a <name
                  type="person" ref="#Lindamarte">Lindamarte</name>, mentre <name type="person"
                  ref="#Astrapolo">Astrapolo</name> e <name type="person" ref="#Rogello"
                  >Rogello</name>, entrati in città, sono acclamati dal popolo e festeggiati dalle
               donne, che fanno medicare <name type="person" ref="#Selvaggia">Selvaggia</name>,
               lievemente ferita. Florisello, <name type="person" ref="#Sferamundi"
               >Sferamundi</name>, <name type="person" ref="#Amadis_dAstra">Amadis d’Astra</name> ,
                  <name type="person" ref="#Lucidamoro">Lucidamoro</name>, <name type="person"
                  ref="#Filadarte">Filadarte</name> e Brimarte di Siria, dopo due giorni giungono al
               campo di Lindamarte, dove decidono, essendo <name type="place" ref="#Taurica"
                  >Taurica</name> lontana e l’esercito del <name type="person" ref="#Re_di_Russia">re
                  di Russia</name> vicino, di conquistare la limitrofa <name type="place"
                  ref="#Città_di_Lusca">città di Lusca</name> per stabilirvi un presidio. Sferamundi,
               Lindamarte e Florisello guidano tre schiere </p>
         </div>
         <div xml:id="s.132">
            <head type="main">Capitolo CXXXII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>ed escogitano di fingere d’essere cavalieri di <name type="place" ref="#Russia"
                  >Russia</name>. <name type="person" ref="#Sferamundi">Sferamundi</name> e <name
                  type="person" ref="#Amadis_di_Gaula">Amadis</name>, che conoscono il russo, si
               presentano alle porte di <name type="place" ref="#Città_di_Lusca">Lusca</name> ;
               dicono al capitano russo che il loro comandante è in viaggio e necessita vettovaglie.
               Per non destare sospetti, attendono fuori dalle mura e quando il capitano si
               allontana, approfittano per irrompere nella città, subito raggiunti da Lindamarte e
                  <name type="person" ref="#Florisello">Florisello</name>. Dopo lungo combattimento,
               i cristiani s’impossessano della città e la fortificano per prepararsi alla difesa.
               Mentre i superstiti russi vengono fatti prigionieri, si garantisce l’incolumità ai
               cittadini di Lusca.</p>
         </div>
         <div xml:id="s.133">
            <head type="main">Capitolo CXXXIII</head>
            <head type="sub"/>
            <p>Il <name type="person" ref="#Re_di_Russia">re di Russia</name>, informato, ordina il
               suo esercito in tre schiere: una comandata dal <name type="person"
                  ref="#Re_di_Gerusalemme">re di Gerusalemme</name>, fratello del re che ha
               combattuto a <name type="place" ref="#Costantinopoli">Costantinopoli</name>; le altre
               due dai <name type="person" ref="#Re_di_Ascalone">re di Ascalone</name> e delle <name
                  type="place" ref="#Isole_Timorose">Isole Timorose</name>. L’armata giunge a <name
                  type="place" ref="#Città_di_Lusca">Lusca</name>; <name type="person"
                  ref="#Sferamundi">Sferamundi</name> e i compagni combattono una dura battaglia:
               molti soldati pagani riconoscono i due cavalieri cristiani e, ricordando il loro
               valore, si ritirano. Il re di Russia, pur turbato per la presenza di Sferamundi e
                  <name type="person" ref="#Amadis_di_Gaula">Amadis</name>, entra in guerra in prima
               persona ma alla fine anch’egli è costretto a ritirarsi.</p>
         </div>
      </body>
   </text>
</TEI>
