Costrutto psicologico è l’espressione con cui si designa, in psicologia, una caratteristica psicologica quale l’intelligenza o un tratto di personalità. Secondo la classica definizione di Crocker e Algina (1986), il costrutto può essere definito come il prodotto di una fondata riflessione scientifica, un’idea sviluppata per permettere la categorizzazione e la descrizione di alcuni comportamenti direttamente osservabili. “Un costrutto […] è una categoria interpretativa della realtà, un tentativo di assegnare un significato a fenomeni di interesse teorico che assumiamo siano reali, in quanto esistenti al di là della nostra consapevolezza e interpretazione, e sottesi al comportamento osservabile” (Di Blas, 2008, 17). Secondo Pedrabissi e Santinello (1997, Glossario) un costrutto è qualsiasi “caratteristica o tratto teorico e astratto rispetto al quale gli individui differiscono”. I costrutti psicologici sono, per definizione, non accessibili all’osservazione diretta, ma vengono indirettamente inferiti o postulati sulla base dell’osservazione di opportuni indicatori (ad esempio i comportamenti), al punto che autori classici che si sono occupati di questi argomenti esordiscono così: I costrutti psicologici non sono osservabili direttamente (Areni, Ercolani e Scalisi, 1994, 10). Le caratteristiche psicologiche non sono direttamente misurabili (Ercolani e Perugini, 1997, 14-15). Tali affermazioni, oltre ad attestare una situazione, la non osservabilità delle caratteristiche psicologiche, ammesso che cose chiamate caratteristiche psicologiche esistano davvero, sollevano anche una questione che, sostanzialmente, si può delineare così: come faccio a sapere se e quanto una persona è x, dove x sta per intelligente, estroverso, generoso, invidioso, …, e qualsiasi aggettivo che, all’interno di una data lingua, serva a descrivere psicologicamente una persona, quindi a delineare o a fornire di lei un profilo psicologico, attraverso il ricorso ad aggettivi qualificativi, come i pochi elencati, che si riferiscono a qualità non visibili, udibili, …, in una parola sola sensibili (= esperibili secondo i sensi), se non posso vedere dentro di lei e, di conseguenza, non posso vedere la sua X, dove X sta per Intelligenza, Estroversione, Generosità, Invidia, …, e qualsiasi nome astratto, come i pochi elencati, che, all’interno di una data lingua, serva ad indicare qualità interiori di cui gli aggettivi di prima, se utilizzati in relazione ad una persona, ci informano se e quanto esse qualità sono presenti all’interno di quella persona? Aggettivi e nomi esistono nelle varie lingue. Questo significa anche che esistono le cose cui si riferiscono? Gli autori hanno pareri discordanti in proposito e le risposte che possono essere date a questa domanda possono essere sostanzialmente tre. Vediamole una ad una nei prossimi paragrafi.

Costrutti psicologici, loro esistenza e misurabilità in psicologia clinica

Sartori Riccardo
2018-01-01

Abstract

Costrutto psicologico è l’espressione con cui si designa, in psicologia, una caratteristica psicologica quale l’intelligenza o un tratto di personalità. Secondo la classica definizione di Crocker e Algina (1986), il costrutto può essere definito come il prodotto di una fondata riflessione scientifica, un’idea sviluppata per permettere la categorizzazione e la descrizione di alcuni comportamenti direttamente osservabili. “Un costrutto […] è una categoria interpretativa della realtà, un tentativo di assegnare un significato a fenomeni di interesse teorico che assumiamo siano reali, in quanto esistenti al di là della nostra consapevolezza e interpretazione, e sottesi al comportamento osservabile” (Di Blas, 2008, 17). Secondo Pedrabissi e Santinello (1997, Glossario) un costrutto è qualsiasi “caratteristica o tratto teorico e astratto rispetto al quale gli individui differiscono”. I costrutti psicologici sono, per definizione, non accessibili all’osservazione diretta, ma vengono indirettamente inferiti o postulati sulla base dell’osservazione di opportuni indicatori (ad esempio i comportamenti), al punto che autori classici che si sono occupati di questi argomenti esordiscono così: I costrutti psicologici non sono osservabili direttamente (Areni, Ercolani e Scalisi, 1994, 10). Le caratteristiche psicologiche non sono direttamente misurabili (Ercolani e Perugini, 1997, 14-15). Tali affermazioni, oltre ad attestare una situazione, la non osservabilità delle caratteristiche psicologiche, ammesso che cose chiamate caratteristiche psicologiche esistano davvero, sollevano anche una questione che, sostanzialmente, si può delineare così: come faccio a sapere se e quanto una persona è x, dove x sta per intelligente, estroverso, generoso, invidioso, …, e qualsiasi aggettivo che, all’interno di una data lingua, serva a descrivere psicologicamente una persona, quindi a delineare o a fornire di lei un profilo psicologico, attraverso il ricorso ad aggettivi qualificativi, come i pochi elencati, che si riferiscono a qualità non visibili, udibili, …, in una parola sola sensibili (= esperibili secondo i sensi), se non posso vedere dentro di lei e, di conseguenza, non posso vedere la sua X, dove X sta per Intelligenza, Estroversione, Generosità, Invidia, …, e qualsiasi nome astratto, come i pochi elencati, che, all’interno di una data lingua, serva ad indicare qualità interiori di cui gli aggettivi di prima, se utilizzati in relazione ad una persona, ci informano se e quanto esse qualità sono presenti all’interno di quella persona? Aggettivi e nomi esistono nelle varie lingue. Questo significa anche che esistono le cose cui si riferiscono? Gli autori hanno pareri discordanti in proposito e le risposte che possono essere date a questa domanda possono essere sostanzialmente tre. Vediamole una ad una nei prossimi paragrafi.
2018
9788898991785
Costrutto psicologico
Esistenza dei costrutti psicologici
Misurazione dei costrutti psicologici
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/991164
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