Per il giovane Saba, al tempo in cui scriveva «Trieste e una donna», Manzoni era un esempio di «poesia onesta». Ma è possibile trovare tracce testuali dell'influenza esercitata su un poeta «sincero» e portato all'autoanalisi come Saba da parte del «severo» e «sobrio» autore degli «Inni Sacri»? L'articolo si propone di dimostrare come alcuni versi di Manzoni siano riecheggiati nel «Canzoniere» (per esempio, nella lirica «Parole» Saba usa una metafora ripresa dal «Cinque Maggio») e di fare un bilancio delle non sempre positive considerazioni di Saba sull'opera di Manzoni.

Il «cantuccio» del poeta. Saba e la lirica manzoniana

SANDRINI, Giuseppe
2017

Abstract

Per il giovane Saba, al tempo in cui scriveva «Trieste e una donna», Manzoni era un esempio di «poesia onesta». Ma è possibile trovare tracce testuali dell'influenza esercitata su un poeta «sincero» e portato all'autoanalisi come Saba da parte del «severo» e «sobrio» autore degli «Inni Sacri»? L'articolo si propone di dimostrare come alcuni versi di Manzoni siano riecheggiati nel «Canzoniere» (per esempio, nella lirica «Parole» Saba usa una metafora ripresa dal «Cinque Maggio») e di fare un bilancio delle non sempre positive considerazioni di Saba sull'opera di Manzoni.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11562/960876
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