Dopo aver ripercorso la lenta penetrazione in Italia del capolavoro olandese "Lucifer" (1654) di Joost van den Vondel, l'articolo ne analizza l'unico allestimento italiano proposto a Milano da Antonio Syxty nel 1999. Per poter portare sul palcoscenico la storia dell’angelo più bello e luminoso che, disobbedendo a Dio, viene condannato ad essere una bestia e a vivere nelle tenebre, il regista decide di non lasciarsi influenzare particolarmente dalla nazionalità dell’autore o dal contesto storico in cui nasce la tragedia. Infatti, con un atteggiamento critico, transculturale e postmoderno, preferisce individuare il senso profondo dell’opera, ma procedere, poi, in modo analogico, attualizzando e facendo interagire la vicenda trattata con la memoria culturale del pubblico italiano. La sfida proposta dal regista milanese consiste nell'aver scelto una chiave di lettura decisamente insolita che affonda le radici nel noir e nel mondo astratto e borghese della gangster story in cui due bande rivali si combattono tra loro. Il contesto della vicenda viene quindi spostato all'interno di un’organizzazione malavitosa guidata da un capo assoluto, potente e invisibile, con diritto di vita e di morte su tutti coloro che sono a lui soggetti.

Dal cielo ai bassifondi. Il primo allestimento italiano del "Lucifer" di Vondel per la regia di Antonio Syxty (1999)

BRUNETTI, SIMONA
2017

Abstract

Dopo aver ripercorso la lenta penetrazione in Italia del capolavoro olandese "Lucifer" (1654) di Joost van den Vondel, l'articolo ne analizza l'unico allestimento italiano proposto a Milano da Antonio Syxty nel 1999. Per poter portare sul palcoscenico la storia dell’angelo più bello e luminoso che, disobbedendo a Dio, viene condannato ad essere una bestia e a vivere nelle tenebre, il regista decide di non lasciarsi influenzare particolarmente dalla nazionalità dell’autore o dal contesto storico in cui nasce la tragedia. Infatti, con un atteggiamento critico, transculturale e postmoderno, preferisce individuare il senso profondo dell’opera, ma procedere, poi, in modo analogico, attualizzando e facendo interagire la vicenda trattata con la memoria culturale del pubblico italiano. La sfida proposta dal regista milanese consiste nell'aver scelto una chiave di lettura decisamente insolita che affonda le radici nel noir e nel mondo astratto e borghese della gangster story in cui due bande rivali si combattono tra loro. Il contesto della vicenda viene quindi spostato all'interno di un’organizzazione malavitosa guidata da un capo assoluto, potente e invisibile, con diritto di vita e di morte su tutti coloro che sono a lui soggetti.
978-88-7218-419-6
Lucifero, Joost van den Vondel, Antonio Syxty
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11562/958023
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