Introduzione È stato rilevato che le persone disoccupate sono soggette ad un benessere fisico e psichico minore rispetto agli occupati (Warr, Jackson e Banks, 1988; McKee-Ryan, Song, Wanberg e Kinicki, 2005) e ad una diminuzione della soddisfazione di vita e del sentimento di felicità (Clark e Oswald, 1994; Winkelmann e Winkelmann, 1988; Böckerman e Ilmakunnas, 2006). Una strategia di coping molto studiata nell’ambito delle ricerche sulla job loss è quella che riguarda i job searching behaviors, ovvero i comportamenti di ricerca del lavoro che possono essere appunto interpretati come una strategia individuale di coping in una modalità problem focused di affrontare la situazione, ovvero centrata cognitivamente sul problema (Latack, Kinicki e Prussia, 1995). Il job search behavior Lo studio del job search behavior fa riferimento a delle specifiche attività che un individuo mette in atto al fine di trovare un’occupazione (Blau, 1993, 1994; Bretz, Boudreau e Judge, 1994). I job search behavior hanno attratto maggiormente l’attenzione dei ricercatori a partire dagli anni ottanta (Kanfer e Hulin, 1985): inizialmente si sono occupati di comprendere sia gli antecedenti al reimpiego che gli antecedenti al turnover (Blau, 1993, 1994), più recentemente è emersa la necessità di comprendere meglio quali siano le condizioni che possano favorire il reimpiego di persone disoccupate perché il mercato del lavoro attuale prevede diverse transizioni lavorative lungo tutto l’arco della vita (Saks, 2006; Van Hooft, Born, Taris e Van der Flier, 2005). In questo progetto di tesi verrà approfondito lo studio del job search behavior relativamente ad un nuovo trend di ricerca, definito Positive Organizational Behavior (POB). I ricercatori di questo filone si focalizzano sulle potenzialità umane del funzionamento ottimale più che sulla debolezza e sul malessere (Seligman e Csikszentmihalyi, 2000). Una concezione del Sé positiva, la presenza di alta autostima, l’autoefficacia, il controllo percepito, la stabilità emozionale aiutano l’individuo a continuare la ricerca di un impiego nonostante possibili e continui fallimenti (Wanberg, Glomb, Song e Sorenson, 2005). Nel contesto dell’Occupational Positive Psychology, la Social Cognitive Theory di Bandura (1977, 1997, 2001) e la Social Determination Theory di Deci e Ryan (1985, 2000) forniscono un modello integrato per la comprensione dei comportamenti di ricerca attiva di un impiego (job search behavior) che permette di evidenziare le variabili critiche riferite alla popolazione delle persone disoccupate. Diversi studi confermano che la job search self-efficacy è direttamente correlata con l’intensità del job search behavior (Van Ryn e Vinokur, 1992; Caska, 1998; Wanberg, Kanfer e Rotundo, 1999; Saks e Ashforth, 1999, 2000; Kanfer, Wanberg e Kantrowitz, 2001; Vinokur e Schul, 2002; Saks, 2006; Song, Wanberg, Xiongying e Yizhong, 2006). La job search self-efficacy è positivamente correlata con quelli che vengono definiti gli employment outcome quali l’effettiva ricollocazione lavorativa (Caplan, Vinokur, Price e Van Ryn, 1989; Ellis e Taylor, 1983; Kanfer e Hulin, 1985) e il numero di offerte ricevute (Ellis e Taylor, 1983; Saks e Ashforth, 2000; Stumpf, Austin e Hartman, 1984; Moynihan, Roehling, LePine e Boswell, 2003). Centrale nella Self-determination Theory è la distinzione tra la regolazione autonoma e controllata: queste riflettono le motivazioni per cui una persona si attiva o meno in un determinato comportamento. L’autonomia richiede senso di volizione ed una piena condivisione delle azioni. L’autonomous motivation è più adattiva rispetto alla controlled motivation e molti studi in ambiti diversi hanno evidenziato come l’autonomous motivation sia associata a maggior persistenza, performance migliori, aumento del benessere (Deci e Ryan, 2000). La motivazione autonoma predice positivamente l’intensità nella ricerca di un lavoro e la motivazione controllata è un predittore positivo di un’esperienza negativa della disoccupazione ed un predittore negativo del benessere psicologico (Vansteenkiste, Lens, De Witte e Deci, 2004; Vansteenkiste, Lens, De Witte e Feather, 2005). Il campione I dati sono stati raccolti presso i Centri per l’Impiego provinciali perché è quello il posto deputato anche dalla legge a definire lo stato di disoccupazione. La somministrazione è avvenuta presso Centri per l’Impiego (CpI) della Regione Friuli Venezia Giulia. Il numero di questionari validi raccolti è di 258, il periodo di somministrazione è avvenuto temporalmente nei mesi di maggiogiugno- luglio-agosto 2008. Alcuni dati descrittivi del campione: il 31% è maschio ed il 69% è femmina, l’età media è di 32 anni (DS = 9,99). Il 28% ha la licenza media, il 12% una qualifica professionale, il 37% un diploma di scuola superiore, il 3% una qualifica professionale post diploma, 5% è in possesso della laurea triennale, il 13% di una laurea specialistica e il 2% ha conseguito un diploma post laurea. Il questionario Lo strumento d’indagine è un questionario strutturato, costituito complessivamente da 71 item. I dati socio anagrafici rilevati sono: genere, età, livello di istruzione, situazione famigliare, stato di disoccupazione, difficoltà economica percepita. Gli altri questionari sono: la scala di misurazione della Job Search Self-efficacy (Van Hooft, Born, Taris, Van der Flier e Blonk, 2005); il Self- Regulation Questionnaire – Job Searching (SRQ-JS; Vansteenkiste, Lens, De Witte e Deci, 2004); la Job Search Behavior Scale (Blau, 1994; Wanberg, Hough e Song, 2002; Pace, Lo Presti e Sprini, 2007); i Job Search Outcomes (Brasher e Chen, 1999); il Life Orientation Test (Scheier e Carver, 1985; Scheirer, Carver e Bridges, 1994); la Satisfaction With Life Scale (Diener, Emmons, Larsen e Griffin, 1985; Diener, 2000). Risultati principali La job search self-efficacy e la motivazione autonoma sono significativamente associate in maniera positiva con il job search behavior (r = 0,38 e r = 0,32, p < 0,01) e quest’ultimo è positivamente correlato con i job search outcome (numero colloqui: r = 0,30 e numero offerte: r = 0,17, p < 0,01). L’auotefficacia e la motivazione autonoma, inoltre, sono correlate positivamente anche con l’ottimismo (r = 0,37 e r = 0,18, p < 0,01) e la soddisfazione (r = 0,19, p < 0,01 e r = 0,13, p < 0,05) mentre le regolazione introiettata è correlata negativamente con la soddisfazione (r = -0,18, p < 0,01). È stata rilevata una differenza significativa per quanto riguarda i bisogni economici ovvero chi dichiara di essere in difficoltà economiche cerca lavoro più intensamente (t (104,523) = - 3,215, p < 0,01; media “con difficoltà economica” = 2,71; media “senza difficoltà economica” = 2,35) ed è anche maggiormente insoddisfatto: t (111,602) = 4,609, p < 0,001 (media “con difficoltà economica” = 2,61; media “senza difficoltà economica” = 3,26). L’analisi della regressione multipla con il metodo stepwise ha evidenziato che tra le variabili socioanagrafiche la difficoltà economica percepita, l’età ed il genere sono risultati dei preditori dei comportamenti di ricerca del lavoro. La job search self-efficacy (β = 0,34, p < 0,01) e la motivazione autonoma (β = 0,14, p < 0,05) predicono positivamente i job search behavior. I dati evidenziano un effetto anche della regolazione introiettata (β = 0,17, p < 0,05). Un aumento importante della varianza spiegata è conseguente all’entrata nel modello della job search selfefficacy che contribuisce a spiegare il 14% della varianza; la regolazione introiettata aggiunge un ulteriore 5,7% di varianza ed, infine, la motivazione autonoma contribuisce aggiungendo solo 1,3% di varianza spiegata che, pur essendo moderato, risulta statisticamente significativo (p = 0,013). Sono state fatte delle analisi della regressione multipla anche per comprendere l’effetto delle variabili indipendenti motivazionali e di autoefficacia per valutare il loro effetto su soddisfazione ed ottimismo. Dai dati emerge come ipotizzato che la job search self-efficacy influenza sia la soddisfazione che l’ottimismo (β = 0,15, p < 0,05 e β= 0,34, p < 0,01); anche la motivazione autonoma (β = 0,24, p < 0,05 e 0,18 , p < 0,05) predice positivamente queste due variabili mentre la regolazione introiettata le predice negativamente (β = -0,32, p < 0,01 e β = -0,21, p < 0,01). Per verificare le relazioni tra le variabili considerate nel loro insieme sono stati utilizzati, infine, i Modelli di Equazioni Strutturali (MES) (Chiesa, Menzione e Primi, 2005). Il programma utilizzato è AMOS.16 (Arbuckle, 2005). I valori degli indici di bontà del modello strutturale sono i seguenti: Goodness of fit GFI = 0,720; Non-normed fit index NNFI = 0,645; Comparative fit index CFI = 0,669; Incremental fit index IFI = 0,674; Root means Square error of Approximation RMSEA = 0,081. Tutti gli indici non si possono considerare accettabili ad eccezione dell’RSMEA...

Introduction The findings of previous research show that unemployed individuals had lower psychological and physical well being than did their employed counterparts (Warr, Jackson & Banks, 1988; McKee- Ryan, Song, Wanberg & Kinicki, 2005), and had a decrease of satisfaction and happiness (Clark & Oswald, 1994; Winkelmann & Winkelmann, 1988; Böckerman & Ilmakunnas, 2006). There is a growing interest in trying to understand the process by which people cope with job loss: job searching behaviors is a coping strategy problem focused (Latack, Kinicki & Prussia, 1995). Job search behavior The job search behaviors are specific behaviors through wich effort and time are expendend to acquire information about labor market alternatives (Blau, 1993, 1994; Bretz, Boudreau & Judge, 1994). The research on job search behavior started in the 80s (Kanfer & Hulin, 1985): in the beginning the aims were to understand antecedents of reemployment and turnover (Blau, 1993, 1994). Recently there has been a growing need to get better insight into the conditions that may favour or improve the possibility of finding a job, given that the current labour market trends reflect several career changes during an individual’s work lifetime. (Saks, 2006, Van Hooft, Born, Taris & Van der Flier, 2005). The present research represents an in-depth study of job search behavior in the domain of the Positive Organizational Behavior (POB). This new trend towards ‘positive psychology’ focuses on human strengths and optimal functioning, rather than on weakness and mal-functioning (Seligman & Csikszentmihalyi, 2000). Positive self-image, consisting of higher self-esteem, generalized selfefficacy, perceived control, and emotional stability, seems to help individuals continue to look for a job despite possible rejections along the way (Wanberg, Glomb, Song & Sorenson, 2005). In the context of the Occupational Positive Psychology, Bandura’s Social Cognitive Theory (1977, 1997, 2001) and the Social Determination Theory (SDT, Deci & Ryan, 1985, 2000) provide an integrated model to comprehend job search behavior and to highlight critical variables related to unemployed people. Different studies confirm that job search self-efficacy (JSSE) is directly correlated with the intensity of job search behavior (Van Ryn & Vinokur, 1992; Caska, 1998; Wanberg et al. 1999; Saks & Ashforth, 1999, 2000; Kanfer, Wanberg & Kantrowitz, 2001; Vinokur & Schul, 2002; Saks, 2006; Song, Wanberg, Niu & Xie, 2006). JSSE is also highly correlated with employment outcomes such as reemployment (Caplan, Vinokur, Price & Van Ryn, 1989; Ellis & Taylor, 1983; Kanfer & Hulin, 1985) and the number of job offers received (Ellis & Taylor, 1983; Saks & Ashforth, 2000; Stumpf, Austin & Hartman, 1984; Moynihan, Roehling, LePine & Boswell, 2003). Central to SDT is the degree to which which behavior is external or self determined. Autonomy involves a sense of volition and full endorsement of the reasons for one’s actions. Autonomous motivation leads to more adaptive functioning than controlled motivation and several studies in various domains have found autonomous motivation to be associated with greater persistence, more positive performance and enhanced well-being (Deci & Ryan, 2000). Autonomous motivation predicted positively the intensity of people’s search of work and controlled job-search motivation is associated with negative experiential and well-being outcomes (Vansteenkiste, Lens, De Witte & Deci, 2004; Vansteenkiste, Lens, De Witte & Feather, 2005). Participants Sample Data were collected by the Job placement officer at Public/Local Government Jobcentre of the Friuli Venezia Giulia Region. 258 constituted the final sample, the data were collected from June to August, 2008. There were 258 participants. 31% were male and 69% were female and the average age was 32 years (SD = 9,99). Participants had basic (28%) or technical training (12%), or a high school certificate/diploma (37%), or a bachelor degree (5%) or post-graduate (13% and 2%). Measures Participants responded in Italian to the 71 questions of the questionnaire. The demogaphics were: gender, age, education, family situation, kind state of unemployment, perceived financial hardship. The other questionnaires were: Job Search Self-efficacy scale (Van Hooft, Born, Taris, Van der Flier & Blonk (2005); the Self-Regulation Questionnaire – Job Searching (SRQ-JS; Vansteenkiste, Lens, De Witte & Deci, 2004); Job Search Behavior scale (Blau, 1994; Wanberg, Hough & Song, 2002; Pace, Lo Presti & Sprini, 2007); Job Search Outcomes (Brasher & Chen, 1999); Life Orientation Test (Scheier & Carver, 1985; Scheirer, Carver & Bridges, 1994); the Satisfaction With Life Scale (Diener, Emmons, Larsen & Griffin, 1985; Diener, 2000). Main Results Correlations support the positive relationship between job search self-efficacy and job search behavior (r = 0,38 and r = 0,32, p < 0,01) and between job search behavior and job search outcome (n° of job interviews: r = 0,30 and n° of job offers: r = 0,17, p < 0,01). Job search self-efficacy and autonomous motivation were positively related also with optimism (r = 0,37 and r = 0,18, p < 0,01) and satisfaction (r = 0,19, p < 0,01 and r = 0,13, p < 0,05) while introjected regulation was negativeley related with satisfaction (r = -0,18, p < 0,01). T-testing indicated that those who perceived financial hardship searched for a job/work with greater intensity (t (104,523) = - 3,215, p < 0,01; mean “financial hardship” = 2,71; mean “no financial hardship” = 2,35) and were also not satisfied (t (111,602) = 4,609, p < 0,001 (mean “financial hardship” = 2,61; mean “no financial hardship” = 3,26). Multiple regression studies were carried out with the stepwise method and highlighted that the perceived financial hardship, the age and gender were positive predictors of the job search behaviors. Job search self-efficacy (β = 0,34, p < 0,01) and autonomous motivation (β = 0,14, p < 0,05) positive predicted job search behaviors. In addition, introjected regulation (β = 0,17, p < 0,05) predicted job search behaviors. The amount of outcome variance explained by the job search selfefficacy is 14%. The SDT variables explained 5,7% (introjected regulation) and 1,3% (autonomous motivation). We conducted a multiple regression also to test the effects of indipendent variables like autonomous motivation and self-efficacy on optimism and satisfaction. As hypothesized, job search self-efficacy predicted satisfaction and optimism (β = 0,15, p < 0,05 and β= 0,34, p < 0,01); also autonomous motivation (β = 0,24, p < 0,05 and 0,18 , p < 0,05) positively predicted these two variables. On the contrary, introjected regulation negatively predicted satisfaction and optimism (β = -0,32, p < 0,01 e β = -0,21, p < 0,01). To test the hypothesized model Structural Equation Modelling (SEM), (Chiesa, Menzione & Primi, 2005) was used. Study variables were entered into AMOS.16 (Arbuckle, 2005). Prior to assessing the structural model the measurement model for the latent constructs was assessed in order to ensure the validity of the measures. The goodness of fit indices for the structural model were: Goodness of fit GFI = 0,720; Non-normed fit index NNFI = 0,645; Comparative fit index CFI = 0,669; Incremental fit index IFI = 0,674; Root means Square error of Approximation RMSEA = 0,081. Analysis of the indicators suggest that the model not fits the data very well, with the exception of the RMSEA...

Autoefficacia, motivazione intrinseca ed i comportamenti diretti alla ricerca di un impiego

BORTOLOSSI, LAURA
2009-01-01

Abstract

Introduction The findings of previous research show that unemployed individuals had lower psychological and physical well being than did their employed counterparts (Warr, Jackson & Banks, 1988; McKee- Ryan, Song, Wanberg & Kinicki, 2005), and had a decrease of satisfaction and happiness (Clark & Oswald, 1994; Winkelmann & Winkelmann, 1988; Böckerman & Ilmakunnas, 2006). There is a growing interest in trying to understand the process by which people cope with job loss: job searching behaviors is a coping strategy problem focused (Latack, Kinicki & Prussia, 1995). Job search behavior The job search behaviors are specific behaviors through wich effort and time are expendend to acquire information about labor market alternatives (Blau, 1993, 1994; Bretz, Boudreau & Judge, 1994). The research on job search behavior started in the 80s (Kanfer & Hulin, 1985): in the beginning the aims were to understand antecedents of reemployment and turnover (Blau, 1993, 1994). Recently there has been a growing need to get better insight into the conditions that may favour or improve the possibility of finding a job, given that the current labour market trends reflect several career changes during an individual’s work lifetime. (Saks, 2006, Van Hooft, Born, Taris & Van der Flier, 2005). The present research represents an in-depth study of job search behavior in the domain of the Positive Organizational Behavior (POB). This new trend towards ‘positive psychology’ focuses on human strengths and optimal functioning, rather than on weakness and mal-functioning (Seligman & Csikszentmihalyi, 2000). Positive self-image, consisting of higher self-esteem, generalized selfefficacy, perceived control, and emotional stability, seems to help individuals continue to look for a job despite possible rejections along the way (Wanberg, Glomb, Song & Sorenson, 2005). In the context of the Occupational Positive Psychology, Bandura’s Social Cognitive Theory (1977, 1997, 2001) and the Social Determination Theory (SDT, Deci & Ryan, 1985, 2000) provide an integrated model to comprehend job search behavior and to highlight critical variables related to unemployed people. Different studies confirm that job search self-efficacy (JSSE) is directly correlated with the intensity of job search behavior (Van Ryn & Vinokur, 1992; Caska, 1998; Wanberg et al. 1999; Saks & Ashforth, 1999, 2000; Kanfer, Wanberg & Kantrowitz, 2001; Vinokur & Schul, 2002; Saks, 2006; Song, Wanberg, Niu & Xie, 2006). JSSE is also highly correlated with employment outcomes such as reemployment (Caplan, Vinokur, Price & Van Ryn, 1989; Ellis & Taylor, 1983; Kanfer & Hulin, 1985) and the number of job offers received (Ellis & Taylor, 1983; Saks & Ashforth, 2000; Stumpf, Austin & Hartman, 1984; Moynihan, Roehling, LePine & Boswell, 2003). Central to SDT is the degree to which which behavior is external or self determined. Autonomy involves a sense of volition and full endorsement of the reasons for one’s actions. Autonomous motivation leads to more adaptive functioning than controlled motivation and several studies in various domains have found autonomous motivation to be associated with greater persistence, more positive performance and enhanced well-being (Deci & Ryan, 2000). Autonomous motivation predicted positively the intensity of people’s search of work and controlled job-search motivation is associated with negative experiential and well-being outcomes (Vansteenkiste, Lens, De Witte & Deci, 2004; Vansteenkiste, Lens, De Witte & Feather, 2005). Participants Sample Data were collected by the Job placement officer at Public/Local Government Jobcentre of the Friuli Venezia Giulia Region. 258 constituted the final sample, the data were collected from June to August, 2008. There were 258 participants. 31% were male and 69% were female and the average age was 32 years (SD = 9,99). Participants had basic (28%) or technical training (12%), or a high school certificate/diploma (37%), or a bachelor degree (5%) or post-graduate (13% and 2%). Measures Participants responded in Italian to the 71 questions of the questionnaire. The demogaphics were: gender, age, education, family situation, kind state of unemployment, perceived financial hardship. The other questionnaires were: Job Search Self-efficacy scale (Van Hooft, Born, Taris, Van der Flier & Blonk (2005); the Self-Regulation Questionnaire – Job Searching (SRQ-JS; Vansteenkiste, Lens, De Witte & Deci, 2004); Job Search Behavior scale (Blau, 1994; Wanberg, Hough & Song, 2002; Pace, Lo Presti & Sprini, 2007); Job Search Outcomes (Brasher & Chen, 1999); Life Orientation Test (Scheier & Carver, 1985; Scheirer, Carver & Bridges, 1994); the Satisfaction With Life Scale (Diener, Emmons, Larsen & Griffin, 1985; Diener, 2000). Main Results Correlations support the positive relationship between job search self-efficacy and job search behavior (r = 0,38 and r = 0,32, p < 0,01) and between job search behavior and job search outcome (n° of job interviews: r = 0,30 and n° of job offers: r = 0,17, p < 0,01). Job search self-efficacy and autonomous motivation were positively related also with optimism (r = 0,37 and r = 0,18, p < 0,01) and satisfaction (r = 0,19, p < 0,01 and r = 0,13, p < 0,05) while introjected regulation was negativeley related with satisfaction (r = -0,18, p < 0,01). T-testing indicated that those who perceived financial hardship searched for a job/work with greater intensity (t (104,523) = - 3,215, p < 0,01; mean “financial hardship” = 2,71; mean “no financial hardship” = 2,35) and were also not satisfied (t (111,602) = 4,609, p < 0,001 (mean “financial hardship” = 2,61; mean “no financial hardship” = 3,26). Multiple regression studies were carried out with the stepwise method and highlighted that the perceived financial hardship, the age and gender were positive predictors of the job search behaviors. Job search self-efficacy (β = 0,34, p < 0,01) and autonomous motivation (β = 0,14, p < 0,05) positive predicted job search behaviors. In addition, introjected regulation (β = 0,17, p < 0,05) predicted job search behaviors. The amount of outcome variance explained by the job search selfefficacy is 14%. The SDT variables explained 5,7% (introjected regulation) and 1,3% (autonomous motivation). We conducted a multiple regression also to test the effects of indipendent variables like autonomous motivation and self-efficacy on optimism and satisfaction. As hypothesized, job search self-efficacy predicted satisfaction and optimism (β = 0,15, p < 0,05 and β= 0,34, p < 0,01); also autonomous motivation (β = 0,24, p < 0,05 and 0,18 , p < 0,05) positively predicted these two variables. On the contrary, introjected regulation negatively predicted satisfaction and optimism (β = -0,32, p < 0,01 e β = -0,21, p < 0,01). To test the hypothesized model Structural Equation Modelling (SEM), (Chiesa, Menzione & Primi, 2005) was used. Study variables were entered into AMOS.16 (Arbuckle, 2005). Prior to assessing the structural model the measurement model for the latent constructs was assessed in order to ensure the validity of the measures. The goodness of fit indices for the structural model were: Goodness of fit GFI = 0,720; Non-normed fit index NNFI = 0,645; Comparative fit index CFI = 0,669; Incremental fit index IFI = 0,674; Root means Square error of Approximation RMSEA = 0,081. Analysis of the indicators suggest that the model not fits the data very well, with the exception of the RMSEA...
2009
motivazione intrinseca; autoefficacia
Introduzione È stato rilevato che le persone disoccupate sono soggette ad un benessere fisico e psichico minore rispetto agli occupati (Warr, Jackson e Banks, 1988; McKee-Ryan, Song, Wanberg e Kinicki, 2005) e ad una diminuzione della soddisfazione di vita e del sentimento di felicità (Clark e Oswald, 1994; Winkelmann e Winkelmann, 1988; Böckerman e Ilmakunnas, 2006). Una strategia di coping molto studiata nell’ambito delle ricerche sulla job loss è quella che riguarda i job searching behaviors, ovvero i comportamenti di ricerca del lavoro che possono essere appunto interpretati come una strategia individuale di coping in una modalità problem focused di affrontare la situazione, ovvero centrata cognitivamente sul problema (Latack, Kinicki e Prussia, 1995). Il job search behavior Lo studio del job search behavior fa riferimento a delle specifiche attività che un individuo mette in atto al fine di trovare un’occupazione (Blau, 1993, 1994; Bretz, Boudreau e Judge, 1994). I job search behavior hanno attratto maggiormente l’attenzione dei ricercatori a partire dagli anni ottanta (Kanfer e Hulin, 1985): inizialmente si sono occupati di comprendere sia gli antecedenti al reimpiego che gli antecedenti al turnover (Blau, 1993, 1994), più recentemente è emersa la necessità di comprendere meglio quali siano le condizioni che possano favorire il reimpiego di persone disoccupate perché il mercato del lavoro attuale prevede diverse transizioni lavorative lungo tutto l’arco della vita (Saks, 2006; Van Hooft, Born, Taris e Van der Flier, 2005). In questo progetto di tesi verrà approfondito lo studio del job search behavior relativamente ad un nuovo trend di ricerca, definito Positive Organizational Behavior (POB). I ricercatori di questo filone si focalizzano sulle potenzialità umane del funzionamento ottimale più che sulla debolezza e sul malessere (Seligman e Csikszentmihalyi, 2000). Una concezione del Sé positiva, la presenza di alta autostima, l’autoefficacia, il controllo percepito, la stabilità emozionale aiutano l’individuo a continuare la ricerca di un impiego nonostante possibili e continui fallimenti (Wanberg, Glomb, Song e Sorenson, 2005). Nel contesto dell’Occupational Positive Psychology, la Social Cognitive Theory di Bandura (1977, 1997, 2001) e la Social Determination Theory di Deci e Ryan (1985, 2000) forniscono un modello integrato per la comprensione dei comportamenti di ricerca attiva di un impiego (job search behavior) che permette di evidenziare le variabili critiche riferite alla popolazione delle persone disoccupate. Diversi studi confermano che la job search self-efficacy è direttamente correlata con l’intensità del job search behavior (Van Ryn e Vinokur, 1992; Caska, 1998; Wanberg, Kanfer e Rotundo, 1999; Saks e Ashforth, 1999, 2000; Kanfer, Wanberg e Kantrowitz, 2001; Vinokur e Schul, 2002; Saks, 2006; Song, Wanberg, Xiongying e Yizhong, 2006). La job search self-efficacy è positivamente correlata con quelli che vengono definiti gli employment outcome quali l’effettiva ricollocazione lavorativa (Caplan, Vinokur, Price e Van Ryn, 1989; Ellis e Taylor, 1983; Kanfer e Hulin, 1985) e il numero di offerte ricevute (Ellis e Taylor, 1983; Saks e Ashforth, 2000; Stumpf, Austin e Hartman, 1984; Moynihan, Roehling, LePine e Boswell, 2003). Centrale nella Self-determination Theory è la distinzione tra la regolazione autonoma e controllata: queste riflettono le motivazioni per cui una persona si attiva o meno in un determinato comportamento. L’autonomia richiede senso di volizione ed una piena condivisione delle azioni. L’autonomous motivation è più adattiva rispetto alla controlled motivation e molti studi in ambiti diversi hanno evidenziato come l’autonomous motivation sia associata a maggior persistenza, performance migliori, aumento del benessere (Deci e Ryan, 2000). La motivazione autonoma predice positivamente l’intensità nella ricerca di un lavoro e la motivazione controllata è un predittore positivo di un’esperienza negativa della disoccupazione ed un predittore negativo del benessere psicologico (Vansteenkiste, Lens, De Witte e Deci, 2004; Vansteenkiste, Lens, De Witte e Feather, 2005). Il campione I dati sono stati raccolti presso i Centri per l’Impiego provinciali perché è quello il posto deputato anche dalla legge a definire lo stato di disoccupazione. La somministrazione è avvenuta presso Centri per l’Impiego (CpI) della Regione Friuli Venezia Giulia. Il numero di questionari validi raccolti è di 258, il periodo di somministrazione è avvenuto temporalmente nei mesi di maggiogiugno- luglio-agosto 2008. Alcuni dati descrittivi del campione: il 31% è maschio ed il 69% è femmina, l’età media è di 32 anni (DS = 9,99). Il 28% ha la licenza media, il 12% una qualifica professionale, il 37% un diploma di scuola superiore, il 3% una qualifica professionale post diploma, 5% è in possesso della laurea triennale, il 13% di una laurea specialistica e il 2% ha conseguito un diploma post laurea. Il questionario Lo strumento d’indagine è un questionario strutturato, costituito complessivamente da 71 item. I dati socio anagrafici rilevati sono: genere, età, livello di istruzione, situazione famigliare, stato di disoccupazione, difficoltà economica percepita. Gli altri questionari sono: la scala di misurazione della Job Search Self-efficacy (Van Hooft, Born, Taris, Van der Flier e Blonk, 2005); il Self- Regulation Questionnaire – Job Searching (SRQ-JS; Vansteenkiste, Lens, De Witte e Deci, 2004); la Job Search Behavior Scale (Blau, 1994; Wanberg, Hough e Song, 2002; Pace, Lo Presti e Sprini, 2007); i Job Search Outcomes (Brasher e Chen, 1999); il Life Orientation Test (Scheier e Carver, 1985; Scheirer, Carver e Bridges, 1994); la Satisfaction With Life Scale (Diener, Emmons, Larsen e Griffin, 1985; Diener, 2000). Risultati principali La job search self-efficacy e la motivazione autonoma sono significativamente associate in maniera positiva con il job search behavior (r = 0,38 e r = 0,32, p < 0,01) e quest’ultimo è positivamente correlato con i job search outcome (numero colloqui: r = 0,30 e numero offerte: r = 0,17, p < 0,01). L’auotefficacia e la motivazione autonoma, inoltre, sono correlate positivamente anche con l’ottimismo (r = 0,37 e r = 0,18, p < 0,01) e la soddisfazione (r = 0,19, p < 0,01 e r = 0,13, p < 0,05) mentre le regolazione introiettata è correlata negativamente con la soddisfazione (r = -0,18, p < 0,01). È stata rilevata una differenza significativa per quanto riguarda i bisogni economici ovvero chi dichiara di essere in difficoltà economiche cerca lavoro più intensamente (t (104,523) = - 3,215, p < 0,01; media “con difficoltà economica” = 2,71; media “senza difficoltà economica” = 2,35) ed è anche maggiormente insoddisfatto: t (111,602) = 4,609, p < 0,001 (media “con difficoltà economica” = 2,61; media “senza difficoltà economica” = 3,26). L’analisi della regressione multipla con il metodo stepwise ha evidenziato che tra le variabili socioanagrafiche la difficoltà economica percepita, l’età ed il genere sono risultati dei preditori dei comportamenti di ricerca del lavoro. La job search self-efficacy (β = 0,34, p < 0,01) e la motivazione autonoma (β = 0,14, p < 0,05) predicono positivamente i job search behavior. I dati evidenziano un effetto anche della regolazione introiettata (β = 0,17, p < 0,05). Un aumento importante della varianza spiegata è conseguente all’entrata nel modello della job search selfefficacy che contribuisce a spiegare il 14% della varianza; la regolazione introiettata aggiunge un ulteriore 5,7% di varianza ed, infine, la motivazione autonoma contribuisce aggiungendo solo 1,3% di varianza spiegata che, pur essendo moderato, risulta statisticamente significativo (p = 0,013). Sono state fatte delle analisi della regressione multipla anche per comprendere l’effetto delle variabili indipendenti motivazionali e di autoefficacia per valutare il loro effetto su soddisfazione ed ottimismo. Dai dati emerge come ipotizzato che la job search self-efficacy influenza sia la soddisfazione che l’ottimismo (β = 0,15, p < 0,05 e β= 0,34, p < 0,01); anche la motivazione autonoma (β = 0,24, p < 0,05 e 0,18 , p < 0,05) predice positivamente queste due variabili mentre la regolazione introiettata le predice negativamente (β = -0,32, p < 0,01 e β = -0,21, p < 0,01). Per verificare le relazioni tra le variabili considerate nel loro insieme sono stati utilizzati, infine, i Modelli di Equazioni Strutturali (MES) (Chiesa, Menzione e Primi, 2005). Il programma utilizzato è AMOS.16 (Arbuckle, 2005). I valori degli indici di bontà del modello strutturale sono i seguenti: Goodness of fit GFI = 0,720; Non-normed fit index NNFI = 0,645; Comparative fit index CFI = 0,669; Incremental fit index IFI = 0,674; Root means Square error of Approximation RMSEA = 0,081. Tutti gli indici non si possono considerare accettabili ad eccezione dell’RSMEA...
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